Il
volto di una persona è in genere il primo
aspetto che guardiamo quando incontriamo
qualcuno; le fattezze generali della faccia, la
dimensione di naso e orecchie, la grandezza e la
forma degli occhi e lo spessore delle labbra
contribuiscono a rendere uno sconosciuto
immediatamente interessante, brutto o anonimo.
Ma c’è un’altra parte scoperta che di
solito attira la nostra attenzione e provoca
una reazione di attrazione o rifiuto altrettanto
veloce e istintiva: le mani!
Questa
regione del corpo è seconda solo alla faccia
quanto ad espressività: con le mani
gesticoliamo, indichiamo; ci tocchiamo e
stabiliamo un contatto.
Generalmente, il primo contatto
reciproco avviene proprio sfiorando la mano
dell’altro, facendo aderire il nostro palmo
contro il suo o intrecciando le dita con quelle
del partner. Risulta perciò importante
l’aspetto delle nostre estremità; non solo
importa che siano curate e pulite; sembra
infatti che la forma del metacarpo e delle dita
rifletta delle caratteristiche legate alla
bellezza, alla fertilità e all’orientamento
sessuale. Le mani delle donne appaiono più
lunghe e affusolate; mentre quelle degli
uomini risultano comunemente più corte e tozze.
Ma sembra che siano soprattutto la forma delle
dita e la loro dimensione ad essere legate
all’attrattiva di una persona dell’altro
sesso.
Se
nella simbologia gestuale è il dito medio a
venire associato alla potenza sessuale maschile
e alla mascolinità, la scienza ha dimostrato
che al riguardo conta molto di più l’altro
dito “simbolico”: l’anulare. Secondo uno
studio presentato alla British Psychological
Society il particolare estetico che conta di
più in una mano è il rapporto tra lunghezza
dell’indice e dell’anulare. Nick Neave
della Nothumbria University di Newcastle,
che ha condotto l’indagine, ha fatto delle
foto a 80 studenti (30 maschi e 50 di sesso
femminile).
Successivamente,
ha preso le misure delle due dita di ogni
partecipante e ha valutato in modo scientifico
quanto i volti fossero più o meno simmetrici.
Va precisato che la simmetria del volto è uno
degli aspetti più importanti che
inconsapevolmente prendiamo in esame, quando
valutiamo il grado di avvenenza di un volto.
Bene, le facce i cui due lati erano quasi
uguali, avevano le due dita pressoché della
stessa lunghezza. La relazione tra indice e
anulare, detta
Indice
digitale, dipende dall’effetto degli ormoni al
momento dello sviluppo in utero. Il
testosterone, l’ormone maschile, stimola
la crescita del 4° dito, mentre gli
estrogeni, gli ormoni femminili, incidono sulla
dimensione dell’indice. Un dito anulare più
lungo dell’indice è segno dell’influenza
intrauterina del testosterone; invece se è il
secondo dito ad essere più allungato, questo è
dovuto agli ormoni femminili. La differenza è
più marcata nella mano destra. Le indagini
mostrano che in genere le donne hanno le due
dita più simili; mentre nell’uomo il dito
indice è leggermente più corto dell’anulare.
In sostanza, confrontando queste due dita in
rapporto al sesso del nostro interlocutore
possiamo intuire quanto è maschile o femminile.
Un’equipe
di ricercatore dell’Università di Berkley in
California ha, ad esempio, scoperto che alcune
donne omosessuali hanno un rapporto fra le due
dita simile a quello dei maschi eterosessuali;
suggerendo così quanta parte abbia avuto
l’esposizione agli ormoni maschili nello
sviluppo della loro inclinazione. Un altro
studioso, John Manning ha rilevato invece
che nelle donne particolarmente fertili, il
dito indice mediamente più lungo della media.