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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

I momenti cruciali del corteggiamento

Seduzione: I momenti cruciali del corteggiamento

Seduzione: Una donna nei primi minuti di un’interazione con un uomo può risultare equivoca, ma solo per “cautela”; quello che veramente conta è come si comporta nel proseguo dell’interazione.

Quando qualcuno ci piace, il nostro corpo lo tradisce: gesti, movenze, autocontatti ed altre azioni alcune intenzionali altre involontarie, svelano i nostri impulsi. Di solito, la prima cosa che facciamo è puntare l’altro con gli occhi; sostiamo così per qualche istante su lei o lui e quasi subito distogliamo lo sguardo.

Il passo che, in genere, segue è abbassare la testa o girarla altrove; spesso poi di nuovo un’altra occhiata. Se poi siamo proprio “affascinati” tendiamo a quel punto a dare messaggi più diretti come: mantenere lo sguardo, fissare la persona a lungo e cominciare a muoverci in sincronia. Lo psicologo Tim. Perper e ha osservato nei bar che le donne, in questa situazione,  fanno un primo sottile movimento; di solito poco più che stare vicino al loro bersaglio.

Con altri comportamenti quasi impercettibili la donna riesce a indurre l’uomo a farsi avanti: esaminando il comportamento del gentil sesso ad un primo incontro, l’etologo Karla Grammer e altri ricercatori hanno osservato come se la donna è interessata a qualcuno, i suoi movimenti, dopo che hanno scambiato qualche parola, diventano più lenti, frequenti e sinuosi. Queste sollecitazioni sono quasi sempre necessarie per “provocare” le attenzioni dei maschietti presenti o del prescelto. Gli uomini, dal canto loro, sono convinti di essere loro a prendere l’iniziativa ma, a loro insaputa, lo fanno solo quando ricevono dei sottili segnali di accettazione da parte femminile. Alcune osservazioni mostrano che però se  maschio è in competizione con dei rivali, tende ad essere più frettoloso e “punta la preda” anche se i segnali di invito sono stati minimi..  Per investigare in che modo la donna conduca il gioco, Karl Grammer e altri studiosi tedeschi hanno ricreato delle situazioni di incontro in modo artificiale e hanno filmato le interazioni che ne seguivano.

Il disegno dell’esperimento comportava che un uomo e una donna fossero fatti incontrare in una saletta con il pretesto di partecipare ad uno studio non precisato. Lo sperimentatore dopo averli fatti accomodare, si assentava quasi subito dicendo di avere appena ricevuto una telefonata. I due così si ritrovavano soli per circa 3 minuti. Gli “sprovveduti” in quel momento non avevano idea di quanto sarebbero durato il  tête à tête”. Questo stratagemma era stato ideato perché siccome non i partecipanti non sapevano quanto tempo avrebbero avuto a disposizione; così, se fossero stati interessati l’uno all’altro, dovevano “spicciarsi” a manifestare le loro intenzioni. Dopodiché, il ricercatore tornava dicendo che si sarebbe assentato per altri 10 minuti.

L’ipotesi degli studiosi è che le cose più “piccanti” si sarebbero visti nella prima fase (i tre minuti), mentre la seconda sarebbe stata di conferma dei messaggi mandati la prima volta. Al momento dell’esame dei dati, si sono però avute delle sorprese. Innanzitutto, sembra che tutte le donne (in misura maggiore o minore), nei primi minuti, mostrassero atteggiamenti “equivocabili” indipendentemente dalla loro attrazione per il partner; in altre parole, annuivano con una certa frequenza, lanciavano brevi sguardi di sottecchi, si spostavano esibendo il seno e cosi via, ma lo “facevano con tutti”! Per contro pochissime donne, e in modo comunque moderato, davano segni di stizza o di rifiuto: anche quando non erano per niente interessate all’altro. La combinazione di segnali che possano essere fraintesi e l’assenza di messaggi di rifiuto, secondo gli studiosi, servirebbe alla donna per tenere sotto controllo la situazione; non andrebbe quindi interpretato come una sollecitazione o come disponibilità. Proprio la seconda fase invece si è rivelata determinante: nei dieci minuti della seconda assenza dello sperimentatore, le rappresentanti del gentil sesso realmente attratte continuavano a dare segni di attrazione, mentre le altre apparivano più “svogliate” e distratte. In generale, comunque nella seconda tranche, tutte continuavano a non dare segnali di rifiuto; se non in un caso: quando il maschio nei primi 3 minuti si mostrava troppo “chiacchierone” e interessato. Sulla base di questo studio, possiamo quindi arguire che la prima impressione che da una donna in un primo momento non è quella vera; sembra senta il bisogno di “prendere le redini” dell’interazione e questo la porta ad essere equivocata. Il momento fatidico perciò e quello che la donna fa se l’interazione prosegue: se i suoi segnali continuano a mostrare interesse e disponibilità allora l’attrazione è genuina.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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