In
quest’ultima situazione, è meglio che lui la
lasci completare la sua messa in scena ed
aspettarla al varco quando lei è uscita dai
servizi.
Un’altra
circostanza propizia si verifica quando lei si
avvicina e si appoggia al muro o al bancone a
due passi da lui (in genere, guardando
distrattamente in giro); oppure, in discoteca,
lo raggiunge e poi si mette a ballare, rimanendo
a distanza di circa un metro dal prescelto. Ci
sono frangenti in cui è proprio
controproducente cercare un contatto.
Sarebbe decisamente sbagliato, ad esempio,
cercare di “rompere il ghiaccio” quando lei
sta conversando con delle amiche, quando lei sta
rovistando in borsetta per pagare la
consumazione o sta parlando al telefonino. Anche
la situazione in cui lei ha appena litigato con
un amica non è proprio congeniale per un
approccio.
Diversa è la
situazione in cui lei abbia avuto un battibecco
con uno sconosciuto o il gestore del locale: un
commento negativo su quell’individuo potrebbe
farle sentire che qualcuno le è solidale e
verrebbe sicuramente apprezzato. Un grosso
errore è trattenere o cercare un dialogo con
chi va di fretta; potrebbe non solo essere
sbrigativa, ma seccarsi. Segni che avvertono di
questa intenzione sono ad esempio, dopo un po’
che si interagisce cominciare a raccogliere,
riordinare o rimettere via le proprie cose o,
entrando in un bar, tenersi il soprabito o il
cappotto addosso e, naturalmente, gettare
l’occhio sull’orologio. Altri comportamenti
di chi ha premura sono orientarsi verso
l’uscita o fare qualche passo in quella
direzione mentre si sta ancora chiacchierando;
dello stesso avviso sono, da seduti, appoggiare
le mani sui braccioli della sedia, sollevare i
talloni, portare il busto in avanti.
Se poi, si
viene proprio intralciati, ma non si vuole
essere sgarbati, si possono dare segni di
nervosismo e di impazienza: si può tamburellare
con le dita, si possono muovere le dita
all’interno delle scarpe;
oppure stropicciare una cartina o ancora
da seduti, dondolare il busto avanti e indietro.
Può anche capitare che la persona che
abbiamo puntato potrebbe interessarsi a noi, ma
non è il momento adatto per farci avanti:
lei può essere già impegnata o aver appena
chiuso una relazione e per un po’ preferire di
rimanere sola; o, ancora, può stare per
trasferirsi in un’altra città o essere troppo
concentrata sul lavoro per prendere in esame una
relazione.
Se la
situazione è di questo genere, meglio battere
in ritirata, almeno all’apparenza, e
riproporsi nelle vesti di amico o di confidente:
non si sa mai che più in l° non si
ammorbidisca. Alle volte la richiesta di fissare
un incontro nel momento meno opportuno può dare
luogo ad un rifiuto anche quando tutto sembra
filare liscio. Se quindi il “contenzioso” è
un appuntamento, lei potrebbe
negarsi con ragioni del tipo di: “devo
lavarmi i capelli”; “sono già in parola con
un amica”; “sono stanca”, “la mattina
dopo devo alzarmi presto” e via dicendo.
Naturalmente, potrebbero trattarsi anche di
scuse belle e buone; in questo caso, argomenti
come questi sono una sorta di asso nella manica
che viene usato, quando tutti gli altri segnali
per dissuadere il pretendente sono stati
ignorati. Eh sì, perché prima di ricorrere a
“cavalli di battaglia” di questo
genere, lei avrà dato sicuramente altri indizi
che avrebbero dovuto scoraggiare il
“galletto”: ad esempio, lei ha sempre
evitato di trovarsi da sola con lui; quando lui
le ha chiesto di venire a prendere un caffè o
un aperitivo, doveva sempre da correre ad un
appuntamento o si era già messa d’accordo con
altre persone; nelle conversazione pur
rispondendo educatamente alle domande di lui,
non ha mai preso a raccontare qualcosa di
propria iniziativa; inoltre, quando le è stato
chiesto qualcosa, ha sempre replicato in modo
generico, senza mai lasciarsi scappare niente di
personale.
Questo sul
piano verbale; su quello non verbale gli sguardi
di lei magari non sono mai stati diretti o si è
sempre irrigidita quando è stata toccata; o
ancora, si è sempre tenuta a debita distanza
mentre interagiva con lui (più di 1 metro).
Talvolta, i motivi del rifiuto invece possono
essere sinceri: spesso, in quel caso, sono
verosimili (lo si può appurare conoscendo le
abitudini di lei); sono dettagliati e
circostanziati (invece di dire solo che deve
badare alla sorellina; racconta che i suoi sono
andati ad una lezione di ballo); lei si mostra
veramente dispiaciuta; propone lei stessa
delle occasioni per rivedersi.
Come ci si
comporta in questi casi?
1)
Per prima cosa, il rifiuto va accettato
come vero.
2)
Non risentirsi o mostrarsi contrariati se
lei dice di no; sorridere comunque.
3)
Riconoscere di essere piuttosto impegnato
a propria volta.
4)
Per accertarsi che le ragioni siano vere,
chiedere (senza farlo apparire un
interrogatorio) informazioni più precise (come
“quanti anni ha tua sorella?” “Che
programma avete tu e le tue amiche?”
5)
Poi, vanno cercate delle scappatoie e
degli escamotage per ovviare all’impiccio (se
si lava i capelli, le si propone di uscire più
tardi; se deve tenere una bambina, le si dice
che può provvedere nostra sorella).
6)
Vanno proposte delle alternative (se non
può stasera, le si chiede se è libera un altro
giorno).
7)
Se tutto questo non funziona…beh, è
meglio trovare un altro bersaglio.