Seduzione:
Nomignoli,
ma anche altre forme di comunicazione in codice
di una coppia esprimono lo stato di salute del
legame; comprendere il loro significato e fare
loro attenzione,
fa capire come procede il rapporto.
Quando
due persone si piacciono, uno dei più
significativi indici di attrazione e la tendenza
a imitare l’altro: si assume la sua postura,
ci si muove quasi in simultaneità con lui o
lei, e si cominciano ad usare i modi di dire
dell’altro.
Una
volta che la coppia si forma, se c’è intesa,
questa emulazione si rinsalda e i due prendono a
creare una sorta di linguaggio cifrato: si
tratta di gesti, occhiate, contatti e
soprattutto parole che solo i partner possono
comprendere.
Questo
codice prende il nome di “Comunicazione
Idiomatica”. Gli psicologi americani Robert
Hopper, Mark Knapp e Scott che
l’hanno studiata a fondo, hanno distinto otto
categorie all’interno di questo tipo di
messaggi; i più comuni sono: le lamentele (i
modi attraverso cui si esprime disappunto verso
il compagno); le espressioni di affetto; le
etichette con cui si definisce chi è estraneo
alla coppia; i nomignoli e gli insulti
personali. Altre classi meno usate sono ancora:
gli inviti sessuali; gli eufemismi sessuali e le
richieste implicite.
Quello
che andremo ad analizzare saranno soprattutto i
nomignoli; ma prima di approndirne il senso e il
valore, facciamo una panoramica sulle altre
forme di messaggi ideomatici; a cominciare con
gli insulti. Se, poniamo, ad una donna viene
detto spesso che somiglia a Sabrina Ferilli e
lei non tollera questo paragone; lui, potrà
offenderla, rievocandole questa somiglianza.
Un’espressione affettuosa personalizzata può
essere, invece, una grattatina sotto il mento:
un tipo di contatto che a molti non direbbe
niente, ma che per due partner che amano i
gatti, può essere un modo per far capire
all’altro che provano per lui o lei un affetto
paragonabile alla passione per il loro animale
preferito.
Un
esempio di etichetta per chi è estraneo alla
coppia possiamo trarlo dai libri di “Harry
Potter”, dove, il gruppo degli
“stregoni” definisce
i non-maghi, “babbani”. Un invito
sessuale in “codice” potrebbe essere toccare
o baciare una zona del corpo che
si sa è particolarmente erogena per l’altro;
un eufemismo sessuale è, ad esempio,
dire “qua non si batte chiodo da
troppo tempo” o l’atto di lei di
avvolgere un dito di lui tra le proprie; usare
cioè espressioni o gesti che sono chiari
simbolismi erotici.
Se
i due si trovano da amico ad una cena, il
toccare il ginocchio dell’altro potrebbe
venire utilizzato come una richiesta implicità
di “togliere le tende”. La
maggior parte dei messaggi di questo tipo è
comunque di tipo affettuoso e, in questo caso,
sono quasi sempre usati solo in privato. Oltre
ad esprimere tenerezza, hanno anche lo scopo di
ribadire l’esclusività del rapporto. Quando
la comunicazione idiomatica è espressa a parole
(etichette per gli altri, nomignoli, insulti
personali, ecc.), può però essere adottata
anche in presenza di altri. Quanto a chi li
conia o li forgia in genere è l’uomo. Queste forme
di comunicazione sono molto importanti
nella coppia, perché rappresentano una
sorta di “barometro” del legame: non caso,
vengono create nei primi periodi in cui due
persone stanno assieme, proprio per
“cementare” il rapporto. Quanto più spesso
vengono usati; quanto più sono particolari e
l’eventuale loro assenza sono validi
indicatori della salute della relazione.
La
ricerca infatti ha dimostrato che i partner che
“parlano” in questo modo sono più stabili,
unite e solidali. Inoltre, sono anche più
innamorati, soddisfatti e hanno un alto livello
di intimità. In
genere, maggiore è il tempo in cui una coppia
sta assieme (o è sposata), meno frequente è il
loro uso. Si è constatato che sono le coppie
formate (o sposate) da meno di cinque anni e
senza figli, sono anche quelle che li impiegano
di più nelle interazioni reciproche.
Andiamo
ora ad esaminare la categoria più popolare e
curiosa di comunicazione idiomatica: i nomignoli.
Come per gli altri messaggi analoghi, più e più
presto si usano, maggiore è l’affiatamento e
la complicità nella coppia. La quasi totalità
dei nomignoli sono vezzeggiativi affettuosi e
intendono esprimere sentimenti teneri verso
l’altro. Alcuni
sono piuttosto comuni (come pucci, cucciolo,
bambola, ecc.); altri sono decisamente
stravaganti e originali. Soprattutto per questi
ultimi, il significato si trova nel contesto o
nella situazione in cui stati formulati la prima
volta: ad esempio, se uno dei due dice
“prigna” invece di prugna a causa di un
lapsus o per un errore di pronuncia, l’altro
può cominciare a chiamarlo dandogli
quell’appellativo. A volte, indicano la qualità
o la caratteristica fisica che colpisce
nell’altro: è il caso di parole come
“nasino” o “zuccone”. I partner si
possono infine chiamare con un diverso nomignolo
a seconda della situazione: così, un uomo può
essere “micetto” quando ci perde in
effusioni; “cuoio” quando è testardo (da
testa di cuio) e “baguette”, quando viene
desiderato sessualmente. La scrittrice Mitì
Vigliero Lami, ne ha raccolti in quantità
innumerevole e li classificati nel suo Blog “Placida
Signora”. Riportiamo quindi le
categorie elencate dall’autrice e il
significato di ognuna di esse.
La
prima è quella degli “iperglicemici”,
come Zuccherino,
Sorbettino, Cremino, Bignè, ecc. Dare
appellativi di questo tipo esprime i sentimenti
“sciropposi” o più propriamente teneri e
dolci verso il loro destinatario. Un’altra
classe è quella dei nomignoli “Faunistici”
come Tigrotto, Micia, Pulce, Topolino e via
dicendo. Qui sono le qualità degli animali
presi come riferimento o (e le proprie
preferenze al riguardo) che vengono attribuite e
riconosciute nella persona chiamata in quel
modo. Se si tratta di animali di piccole
dimensioni, vengono espressi anche dei
sentimenti di accudimento e di protezione nei
confronti dell’altro. Di
tipo “vegetale” sono Patatina, Fragolina,
Zucchino, Fiorellino, ecc. In
questo caso, potremmo tradurre l’appellativo
con il detto “ti mangerei”; questi nomi
tradiscono una forte attrazione e l’altro
viene vissuto come un cibo appetibile o come un
qualcosa di delicato di cui prendersi bada
(fiorellino, funghetto). Naturalmente,
alcuni di questi paragoni possono avere un
significato sessuale: si tratta di
“cespuglietto” che rimanda alla peluria
pubica o “porcino” che ha una forma fallica.
Altri vezzeggiativi sono del genere “Meteorologico o Astronomico” come Stellina,
Luce Mia, Nuvoletta, Lucina e così via.
Quando
si chiama l’altro con questi appellativi si
intende trasmettere il fatto che è vissuto come fonte di gioia (“la luce dei miei occhi”)
o, in alcuni casi, che è di umore mutevole
(nuvoletta) o incontenibile (ciclone); o ancora,
che lo si ritiene un punto di riferimento (come
la stella polare lo è per i naviganti).
Alcuni
nomignoli sono dichiaratamente “Ludici”;
a questa categoria appartegono:
Trottolino,
Bagonga, Cippa Lippa, Picci, Pucci Pucci, Snurfy,
Grap-Grap, ecc.
Gli
appellativi di questo genere sono quasi sempre
giochi di parole, sono ripetuti spesso due volte
(cicci-cicci) o sono onomatopeici; qui, il
partner viene percepito come compagno di giochi
e di divertimenti. Alle volte i nomi sono di
tipo “Anatomico”:
è il caso di Occhibelli,
Nasone Mio, Chiappette, Culettino Mio e così
via. In questo caso, il riferimento è quasi
sempre di tipo sessuale e si tratta di nomignoli
usati con l’amante o se si percepisce il
partner in quel ruolo. Alle volte, descrivono il
particolare fisico che più distingue l’altro;
come gli occhi o il mento (come nel caso di “mascellone”)
o che si apprezza di più o anche di meno; se
uno ha un brutto naso, chiamarlo “nasone”
serve a “truccare” questo difetto e a
trasformarlo in una sorta di “neo” di
bellezza.
Alcuni
nomignoli possono essere fatti rientrare nella
categoria “Farmaceutici”:
per esempio, Gibolina
(da
Cibalgina)
o momentino (Da Moment). Qui, si vive il partner
come se avesse poteri taumaturgici o potesse
lenire il male o lo stress. L’ultima
classe è quella dei vezzeggiativi
“Favolistici” come Streghetta
Mia, Angioletto, Fatina, Gnomo: in alcuni
casi, specie se esprimono caratteristiche
negative (come “orchetto” o “Fattucchierina”)
possono essere adottati per esorcizzare
determinati lati sgradevoli del partner.
Per
saperne di più: http://www.vigliero.com/blog.html
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