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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Trottolino amoroso

Seduzione: Trottolino amoroso

Seduzione: Nomignoli, ma anche altre forme di comunicazione in codice di una coppia esprimono lo stato di salute del legame; comprendere il loro significato e fare loro attenzione, fa capire come procede il rapporto.

Quando due persone si piacciono, uno dei più significativi indici di attrazione e la tendenza a imitare l’altro: si assume la sua postura, ci si muove quasi in simultaneità con lui o lei, e si cominciano ad usare i modi di dire dell’altro.

Una volta che la coppia si forma, se c’è intesa, questa emulazione si rinsalda e i due prendono a creare una sorta di linguaggio cifrato: si tratta di gesti, occhiate, contatti e soprattutto parole che solo i partner possono comprendere.

Questo codice prende il nome di “Comunicazione Idiomatica”. Gli psicologi americani Robert Hopper, Mark Knapp e Scott che l’hanno studiata a fondo, hanno distinto otto categorie all’interno di questo tipo di messaggi; i più comuni sono: le lamentele (i modi attraverso cui si esprime disappunto verso il compagno); le espressioni di affetto; le etichette con cui si definisce chi è estraneo alla coppia; i nomignoli e gli insulti personali. Altre classi meno usate sono ancora: gli inviti sessuali; gli eufemismi sessuali e le richieste implicite.

Quello che andremo ad analizzare saranno soprattutto i nomignoli; ma prima di approndirne il senso e il valore, facciamo una panoramica sulle altre forme di messaggi ideomatici; a cominciare con gli insulti. Se, poniamo, ad una donna viene detto spesso che somiglia a Sabrina Ferilli e lei non tollera questo paragone; lui, potrà offenderla, rievocandole questa somiglianza. Un’espressione affettuosa personalizzata può essere, invece, una grattatina sotto il mento: un tipo di contatto che a molti non direbbe niente, ma che per due partner che amano i gatti, può essere un modo per far capire all’altro che provano per lui o lei un affetto paragonabile alla passione per il loro animale preferito.

Un esempio di etichetta per chi è estraneo alla coppia possiamo trarlo dai libri di “Harry Potter”, dove, il gruppo degli “stregoni” definisce  i non-maghi, “babbani”. Un invito sessuale in “codice” potrebbe essere toccare  o baciare una zona del corpo che si sa è particolarmente erogena per l’altro; un eufemismo sessuale è, ad esempio,  dire “qua non si batte chiodo da troppo tempo” o l’atto di lei di avvolgere un dito di lui tra le proprie; usare cioè espressioni o gesti che sono chiari simbolismi erotici.

Se i due si trovano da amico ad una cena, il toccare il ginocchio dell’altro potrebbe venire utilizzato come una richiesta implicità di “togliere le tende”.  La maggior parte dei messaggi di questo tipo è comunque di tipo affettuoso e, in questo caso, sono quasi sempre usati solo in privato. Oltre ad esprimere tenerezza, hanno anche lo scopo di ribadire l’esclusività del rapporto.  Quando la comunicazione idiomatica è espressa a parole (etichette per gli altri, nomignoli, insulti personali, ecc.), può però essere adottata anche in presenza di altri. Quanto a chi li conia o li forgia in genere è l’uomo. Queste forme di comunicazione sono molto importanti nella coppia, perché rappresentano una sorta di “barometro” del legame: non caso, vengono create nei primi periodi in cui due persone stanno assieme, proprio per “cementare” il rapporto. Quanto più spesso vengono usati; quanto più sono particolari e l’eventuale loro assenza sono validi indicatori della salute della relazione.

La ricerca infatti ha dimostrato che i partner che “parlano” in questo modo sono più stabili, unite e solidali. Inoltre, sono anche più innamorati, soddisfatti e hanno un alto livello di intimità. In genere, maggiore è il tempo in cui una coppia sta assieme (o è sposata), meno frequente è il loro uso. Si è constatato che sono le coppie formate (o sposate) da meno di cinque anni e senza figli, sono anche quelle che li impiegano di più nelle interazioni reciproche.

Andiamo ora ad esaminare la categoria più popolare e curiosa di comunicazione idiomatica: i nomignoli. Come per gli altri messaggi analoghi, più e più presto si usano, maggiore è l’affiatamento e la complicità nella coppia. La quasi totalità dei nomignoli sono vezzeggiativi affettuosi e intendono esprimere sentimenti teneri verso l’altro. Alcuni sono piuttosto comuni (come pucci, cucciolo, bambola, ecc.); altri sono decisamente stravaganti e originali. Soprattutto per questi ultimi, il significato si trova nel contesto o nella situazione in cui stati formulati la prima volta: ad esempio, se uno dei due dice “prigna” invece di prugna a causa di un lapsus o per un errore di pronuncia, l’altro può cominciare a chiamarlo dandogli quell’appellativo. A volte, indicano la qualità o la caratteristica fisica che colpisce nell’altro: è il caso di parole come “nasino” o “zuccone”. I partner si possono infine chiamare con un diverso nomignolo a seconda della situazione: così, un uomo può essere “micetto” quando ci perde in effusioni; “cuoio” quando è testardo (da testa di cuio) e “baguette”, quando viene desiderato sessualmente. La scrittrice Mitì Vigliero Lami, ne ha raccolti in quantità innumerevole e li classificati nel suo Blog “Placida Signora”. Riportiamo quindi le categorie elencate dall’autrice e il significato di ognuna di esse.

La prima è quella degli “iperglicemici”, come Zuccherino, Sorbettino, Cremino, Bignè, ecc. Dare appellativi di questo tipo esprime i sentimenti “sciropposi” o più propriamente teneri e dolci verso il loro destinatario. Un’altra classe è quella dei nomignoli “Faunistici” come Tigrotto, Micia, Pulce, Topolino e via dicendo. Qui sono le qualità degli animali presi come riferimento o (e le proprie preferenze al riguardo) che vengono attribuite e riconosciute nella persona chiamata in quel modo. Se si tratta di animali di piccole dimensioni, vengono espressi anche dei sentimenti di accudimento e di protezione nei confronti dell’altro. Di tipo “vegetale” sono Patatina, Fragolina, Zucchino, Fiorellino, ecc. In questo caso, potremmo tradurre l’appellativo con il detto “ti mangerei”; questi nomi tradiscono una forte attrazione e l’altro viene vissuto come un cibo appetibile o come un qualcosa di delicato di cui prendersi bada  (fiorellino, funghetto). Naturalmente, alcuni di questi paragoni possono avere un significato sessuale: si tratta di “cespuglietto” che rimanda alla peluria pubica o “porcino” che ha una forma fallica. Altri vezzeggiativi sono del genere “Meteorologico o Astronomico” come Stellina, Luce Mia, Nuvoletta, Lucina e così via.

Quando si chiama l’altro con questi appellativi si intende trasmettere il fatto che  è vissuto come fonte di gioia (“la luce dei miei occhi”) o, in alcuni casi, che è di umore mutevole (nuvoletta) o incontenibile (ciclone); o ancora, che lo si ritiene un punto di riferimento (come la stella polare lo è per i naviganti). Alcuni nomignoli sono dichiaratamente “Ludici”; a questa categoria appartegono:  Trottolino, Bagonga, Cippa Lippa, Picci, Pucci Pucci, Snurfy, Grap-Grap, ecc.

Gli appellativi di questo genere sono quasi sempre giochi di parole, sono ripetuti spesso due volte (cicci-cicci) o sono onomatopeici; qui, il partner viene percepito come compagno di giochi e di divertimenti. Alle volte i nomi sono di tipo “Anatomico”: è il caso di Occhibelli, Nasone Mio, Chiappette, Culettino Mio e così via. In questo caso, il riferimento è quasi sempre di tipo sessuale e si tratta di nomignoli usati con l’amante o se si percepisce il partner in quel ruolo. Alle volte, descrivono il particolare fisico che più distingue l’altro; come gli occhi o il mento (come nel caso di “mascellone”) o che si apprezza di più o anche di meno; se uno ha un brutto naso, chiamarlo “nasone” serve a “truccare” questo difetto e a trasformarlo in una sorta di “neo” di bellezza. Alcuni nomignoli possono essere fatti rientrare nella categoria “Farmaceutici”: per esempio, Gibolina (da Cibalgina) o momentino (Da Moment). Qui, si vive il partner come se avesse poteri taumaturgici o potesse lenire il male o lo stress. L’ultima classe è quella dei vezzeggiativi “Favolistici” come Streghetta Mia, Angioletto, Fatina, Gnomo: in alcuni casi, specie se esprimono caratteristiche negative (come “orchetto” o “Fattucchierina”) possono essere adottati per esorcizzare determinati lati sgradevoli del partner.

Per saperne di più: http://www.vigliero.com/blog.html

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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