Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Gli occhi negli occhi

Seduzione: Gli occhi negli occhi

Seduzione: Guardare l’altro è uno dei modi più universali di trasmettere l’interesse per l’altro… ma c’è modo e modo.

Gli occhi dell’essere umano sono una struttura estremamente sofisticata: grazie alla coordinazione dei muscoli che l’attorniano, l’occhio ha un movimento più veloce ed articolato di qualsiasi altra parte del corpo; la posa delle sopracciglia, la dilatazione e il restringimento della pupilla, la maggiore o minore sporgenza del bulbo contribuiscono poi a conferire a questa parte del volto un’espressività superiore a qualsiasi altra zona. Proprio per questo motivo, lo sguardo ha un importantissima funzione nel regolare le interazioni umane e svolge un ruolo fondamentale negli scambi amorosi. Ogni fase del corteggiamento e del flirt è scandita e accompagnata da un ”concerto” di scambi di occhiate; specie le donne sembra siano particolarmente capaci di gestire gli sguardi così da segnalare interesse e, al tempo stesso, indurre il prescelto a farsi avanti. Lo psicologo inglese Knut Kampe, assieme ad alcuni colleghi, ha scoperto che il fatto di essere guardati da una persona dell’altro sesso che si giudica attraente attiva i circuiti neurologici del piacere… e quindi ci motiva a conoscerla e ad interagire con lei.

Questi ricercatori hanno mostrato dei ritratti di uomini e donne attraenti o ordinari ad un gruppo di partecipanti di entrambi i sessi e ne hanno registrato l’attività cerebrale con un’apparecchiatura che consente di visualizzare momento per momento quali aree del cervello sono in funzione. I volti fotografati in alcune diapositive guardavano l’obiettivo (e questo da l’impressione che  chi è ripreso stia fissando chi guarda) oppure portavano lo sguardo altrove.

Gli studiosi hanno così constatato come se i soggetti osservavano un viso dai bei lineamenti che li “osservava”, si “accendeva” la regione del cervello responsabile delle sensazioni di piacere e dell’attrazione. Se invece la faccia mostrata non era attraente, questo non accadeva ed era perciò irrilevante dove rivolgesse lo sguardo.

L’aspetto curioso è che la reazione avveniva in modo indipendente dal sesso di chi era ritratto; questo spiegherebbe perché nella vita di ogni giorno siamo in genere più disponibili, concilianti e condiscendenti quando siamo avvicinati da una persona di bella presenza rispetto a quando chi lo fa abbia un aspetto comune o non gradevole. Prima di tutto però l’esperimento suggerisce che se siamo attratti da qualcuno conviene fargli capire che ci colpisce … magari con qualche “sguardo furtivo”: la “promessa” contenuta in quello sguardo aumenterà le nostre chance di piacergli.

I nostri messaggi non devono essere però troppo espliciti: altrimenti potremmo sembrare scontati o quanto meno, metterci in una posizione potenzialmente imbarazzante agli occhi della persona da cui siamo attratti e dei presenti. In effetti, è molto che comune che i primi scambi nell’interazione fra  i sessi siano equivoci; l’ambiguità, se da un lato può dare luogo a fraintendimenti, consente anche di salvare la faccia in caso l’altro non corrisponda i nostri sentimenti e lo può spingere a farsi più esplicito proprio perché incoraggiato dal nostro comportamento.
I due sessi hanno due stili diversi nel guardare.

Le donne raramente guardano fissamente o a lungo un uomo, mentre il contrario è piuttosto comune. Quando una donna cammina per strada, ad esempio, si è osservato che tende a mantenere lo sguardo sopra le teste delle persone che incrocia; se un uomo poi  cerca i suoi occhi, lei distoglie quasi subito lo sguardo.

Il modo di mostrare interesse del gentil sesso è solitamente discreto e raffinato; spesso una donna che cerchi compagnia o sia attratta da un uomo, sembra guardare distrattamente attorno. Ciò che rivela la non innocuità di queste occhiate sono due sottigliezze:

-          non si sofferma su niente in particolare (questo segnale significa sono disponile all’approccio per cui “fatevi avanti”);

-          durante questa panoramica, il suo sguardo sosta anche per un attimo su un individuo preciso (in questo caso, può essere attratta da quella persona e non volere darlo a vedere oppure può essersi accorta solo in quel momento che c’è chi uno che le piace).

Naturalmente, lo sguardo può rivelare attrazione anche quando la conversazione è già in corso: quando interagiamo con qualcuno che ci è indifferente, i nostri occhi si poseranno soprattutto nella regione al di sotto della testa e all’altezza delle mani. Se al contrario qualcuno ci piace, tendiamo a guardarlo più frequentemente del comune negli occhi.

Abitualmente, guardiamo di più quando stiamo ascoltando che quando parliamo: così, se il nostro interlocutore punta gli occhi su di noi mentre sta dicendo la sua, è probabile che provi attrazione per noi …a meno che non stia cercando di convincerci di qualcosa (i suoi sguardi allora hanno lo scopo di controllare che effetto fanno le proprie argomentazioni). Lo stesso vale se colui con cui stiamo conversando ci fissa mentre stiamo illustrando qualcosa. Di norma, per comprendere il senso delle parole che ascoltiamo, spostiamo lo sguardo nelle diverse direzioni; questi movimenti ci danno modo di costruire delle rappresentazioni mentali di quello che sentiamo.

Così, se parliamo a qualcuno e quest’ultimo, mentre dovrebbe fare questo “sforzo”, ci guarda senza motivo (e per più di un istante) fissamente, quasi sicuramente gli piacciamo. Un’interessante studio sul valore dello sguardo nell’attrazione è stato  condotto dalla psicologa Sarah Tragesser dell’Università del Colorado in America. Più precisamente, la ricercatrice voleva verificare se ci fosse corrispondenza tra i commenti riportati a voce sulla gradevolezza di qualcuno e la frequenza e l’intensità con cui lo guardiamo quando interagiamo con lui o lei.

La studiosa ha chiesto la partecipazione di 80 volontari: metà uomini e metà donne di età fra i 18 e i 44 anni. I soggetti, in coppie miste, venivano fatti accedere in una saletta che assomigliava ad una sala d’attesa in modo così da ricreare una situazione in cui gli incontri e gli scambi avvengono casualmente e spontaneamente. Le scene erano riprese con una telecamera nascosta.

I partecipanti erano invitati a sedere nella stanza con lo scopo apparente di compilare dei test; quasi subito però sperimentatore con il pretesto di non avere abbastanza fogli per tutti usciva dall’aula e tornava sei minuti dopo. La coppia veniva quindi lasciata interagire liberamente e filmata.

Al termine veniva richiesto separatamente ed ad entrambi di esprimere i propri giudizi sull’attrattiva del  partner con cui si erano intrattenuti. Dall’indagine è emerso che le donne tendevano a guardare molto di più quando avevano dichiarato di trovare interessante il partner sperimentale; inoltre, se riferivano che avrebbero gradito flirtare, lo guardavano ripetutamente e timidamente negli occhi.

Anche per i maschi valeva la corrispondenza tra giudizi estetici e intensità degli sguardi. Allo stesso modo, la loro ammissione di pensare a un flirt con la partner andava a braccetto con il numero di occhiate che le davano. A differenza delle donne, però se ritenevano che la loro compagna fosse bella, la guardavano con molta più insistenza e a lungo.

pubblicità

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 19/04/2007

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati