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"Prese" per il naso

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Seduzione: "Prese" per il naso

Seduzione: L’odore di “uomo” può suscitare reazione molto negative o molto positive: dipende dal momento del ciclo.

Nella nostra società veniamo educati a provare una certa ripugnanza per tutti gli odori personali. Siamo così abituati a lavarci quasi quotidianamente, ad usare stick antiodoranti, bagnoschiuma, profumi e acque di colonia che ci siamo quasi dimenticati che effetto può fare il nostro odore su una persona dell’altro sesso o di questa su di noi.  Se a questo aggiungiamo la progressiva atrofia del senso dell’olfatto cui va incontro la razza umana, possiamo capire quanta poca importanza attribuiamo al ruolo dell’odore nella stimolazione erotica.

Eppure, negli animali svolge un ruolo centrale nella scelta del partner. Recenti ricerche hanno dimostrato che questa percezione non è del tutto scomparsa nell’uomo e che ci sono zone del corpo che emettono quelli che sono definiti i “feromoni umani”: petto, ascelle e piante dei piedi producono gli stessi acidi grassi che secerne la zona genitale quando siamo eccitati.  Studi recenti hanno portato a scoprire che questi “odori” non vengono, quasi percepiti coscientemente, e comunque hanno un recettore specifico, diverso dagli altri recettori delle essenze: l’organo vomeronasale, detto così perché posto alla base del naso. I suoi messaggi vengono convogliati direttamente all’ipotalamo, la regione del cervello preposta all’elaborazione delle percezioni e del comportamento sessuale. In un esperimento teso a verificare l’influenza dei feromoni sulla condotta sessuale, a circa quaranta uomini dai 26 ai 40 anni, è stato chiesto di usare come “dopobarba” un profumo a base di una versione sintetica del feromone maschile, l’androstenolo. A metà di loro era stato dato, a loro insaputa, un comune placebo, cioè una sostanza priva di qualsiasi effetto.

Dopo sei settimane è stato fatto un controllo della loro attività “romantica”. Rispetto al gruppo cui era stato dato il placebo (che pure mostrava un modesto miglioramento per effetto della suggestione), chi aveva realmente usato la “pozione magica” all’essenza di feromone, mostrava un netto aumento degli approcci con l’altro sesso, delle occasioni in cui veniva corteggiato o riceva l’interesse di elementi dell’altro sesso. Inoltre riportava un aumento delle effettive esperienze sessuali. L’androstenolo viene prodotto soprattutto nella regione delle ascelle ed è presente in quantità maggiore in quest’incavo nel sesso forte; si è valutato che le ascelle maschili producono infatti 5 volte di più androstenone di quelle femminili.

A determinare il tipico “olezzo” da macho contribuiscono anche i diversi ceppi di batteri che colonizzano l’ascella maschile e quella femminile; negli uomini predomina il Corynebacteria Mentre nelle donne il Micrococcaeae. Il profumo di questa sostanza viene giudicato di solito gradevole da parte delle donne; succede però che dopo circa 20 minuti si ossida e si trasforma in androstenone. Sembra che quest’ultimo non susciti invece molti entusiasmi

Sebbene l’androstenone si suppone provochi degli effetti anche al di fuori della consapevolezza, questo può essere percepito e gli individui possono anche venire sensibilizzati a sentirlo.  Chi lo coglie in maniera marcata tende a giudicarlo sgradevole e con un olezzo simile all’urina; per contro chi ha una sensibilità media a questo composto lo avverte come muschiato e perfino dolce o con un sottofondo floreale. E’ stato stimato che circa il 30 % degli uomini e il 70% delle donne sono in grado di percepire l’odore dell’androstenolo, mentre quasi tutte le donne sono in grado di sentire l’androstenone; per contro, metà dei maschi non lo avverte

In ultimo, le donne nel periodo fertile lo colgono in maniera decisamente più netta e, in quel frangente, tendono a ritenerlo anche piacevole. Uno studio di Denise Chen e di Jeannette Haviland Jones ha sottoposto degli odori umani: al giudizio di un gruppo di 308 soggetti, tra uomini e donne. L’odore proveniva da delle pezze tenute sotto le ascelle di bambini, donne e uomini di età diversa (teenager e anche anziani).  Gli esiti hanno dimostrato che l’odore dei bambini era vissuto come il più piacevole, il meno intenso, il più femminile e il più giovane. L’odore di donne anziane e di giovani uomini era invece percepito come il più sgradevole, intenso, mascolino e vecchio.  Quello di giovani donne e di uomini anziani si trovava in un punto intermedio in questa classificazione. 

Il fatto che gli odori di uomini giovani e donne anziane e di ragazze e di uomini in età fosse confuso, commentano le studiose, è verosimilmente dovuto ai cambiamenti ormonali che contrassegnano queste età.  In definitiva, da questa ricerca è emerso che più l’odore è intenso e spiacevole, più lo si ritiene maschile e appartenente ad una persona anziana.  L’impatto sull’umore misurato con dei test, rendeva evidente inoltre che l’odore che più deprimeva era quello di giovani maschi. L’effetto per altro era notevolmente rapido.  Le ricercatrici sostengono che l’odore intensamente maschile piace perché viene associato ad un temperamento aggressivo.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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