Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buon giorno, oggi è domenica 25 giugno 2017

Dammi 3 minuti

Seduzione: Dammi 3 minuti

Seduzione: In una manciata di secondi possiamo stabilire se qualcuno ci è congeniale come partner; lo dimostra una ricerca americana.

Trovare la propria anima gemella richiede molto meno tempo di quanto non si creda;  questo è quanto suggerisce un recente studio condotto dai ricercatori americani Robert Kurzban e Jason Weeden, psicologi all’Università della Pennsylvania. I due hanno voluto indagare a fondo quali siano i criteri  che contano quando si punta su qualcuno come partner e per farlo hanno scelto come ambito di studio l’equivalente moderno della “festa di paese”: gli incontri di “Speed Dating”. Questi luoghi di  approccio, diffusissimi negli Stati Uniti, cominciano a prendere piede anche nel nostro pase. Potremmo tradurre  Speed Dating” come “Appuntamento Espresso e in effetti si tratti di incontri lampo per single in cui ogni partecipante conosce un totale di 25 persone per serata e interagisce con queste per un tempo brevissimo: solo 3 minuti.  A fine incontro, se uno si sente particolarmente attratto da uno dei presenti, scrive il nome di lei o lui sul proprio cartellino.

Se anche quest’ultima ha annotato il nome del primo sulla sua card, gli organizzatori combinano un successivo appuntamento. I due psicologi hanno visto nel crescente successo di questi raduni un’occasione ghiotta per capire i processi e i criteri attraverso cui le persone decidono di approfondire la conoscenza reciproca;  soprattutto perché i dati che avevano a disposizione erano veramente ingenti. Il campione dello studio è stato infatti di oltre 10.000 frequentatori di questi party; ad ognuno è stato chiesto di compilare un questionario per stabilire cosa li avessi colpiti nella persona scelta. Prima di esaminare i questionari, i due studiosi hanno analizzato la percentuale con cui il nome di un candidato veniva annotato sui cartellini.

Questa prima valutazione ha, innnanzitutto,  dimostrato che le donne sono più selettive: su un totale di 25 candidati, le donne ne scartavano circa 1/3; mentre gli uomini, più di bocca buona evidentemente, votavano quasi metà delle donne del gruppo. Dall’analisi delle domande somministrate è stato poi possibile accertare i motivi dell’attrazione ed è emerso che erano basati quasi esclusivamente sull’aspetto fisico. Le donne, specie quelle più attraenti,  tendevano a prediligere uomini di bella presenza, alti, giovani e ben piantati. Anche gli ometti puntavano sull’apparenza; piacevano soprattutto le rappresentanti femminili che fossero magre, giovani e attraenti.  Un particolare curioso emerso è che, nella scelta della partner, i maschi davano peso anche ad una sorta di principio di equilibrio sotto il profilo della corporatura;  in sostanza, era difficile che un uomo scegliesse una donna tanto più minuta di lui.

Queste valutazioni, afferma Robert Kurzman probabilmente non prendono più di 3 secondi; il resto del tempo semmai serve a confermare l’impressione iniziale. Insomma, le persone possono scegliersi veramente in un battibaleno. I due studiosi hanno concluso che altri aspetti come lo stato sociale, il carattere e le attitudini contano molto poco nella valutazione del partner; per lo meno in situazioni in cui bisogna decidere su due piedi. I due però hanno trascurato il fatto che molti studi sulla prima impressione hanno messo in risalto che caratteristiche come quelle elencate possono essere colte anche in breve dall’abbigliamento e dalla mimica di una persona.

Inoltre, hanno preso in considerazione solo i criteri di cui i soggetti erano coscienti: l’impatto del modo di vestire, della cura di sé, delle movenze del candidato, la sua postura, lo sguardo ed altri aspetti non  verbali infatti sono sempre tenuti in considerazione quando incrociamo qualcuno per la prima volta; ma spesso non siamo consapevoli che influenzino, anche grandemente,  il nostro giudizio. Ad esempio,  commenta Paul Ekman, professore di psicologia all’Università della California a San Francisco, un sorriso è uno dei comportamenti che fanno la differenza quando osserviamo qualcuno: chi sorride, risulta automaticamente più accattivante. Il primo contatto con uno sconosciuto avviene attraverso la stretta di mano: bene, il modo di farlo influenza notevolmente l’impatto che abbiamo sugli altri. Uno studio dello psicologo americano William Chaplin che ha coinvolto 112 partecipanti ha messo in luce come una mano asciutta, calda e una stretta salda producano un’impressione positiva e diano l’idea di una persona estroversa e affabile e che è cosciente del proprio appeal. Una mano fredda e umida e una stretta molle procura invece un effetto sgradevole ed è tipica infatti delle persone timide, schive e che in genere non si piacciono fisicamente. Naturalmente, anche l’abbigliamento fa la sua parte: se qualcuno è vestito in modo curato ed elegante ci fa un effetto ben diverso che se il suo vestiario lascia a desiderare; Tuttavia, è anche vero che un’indagine degli psicologi Frank McAndrew e Bardack N ha dimostrato che vestire in modo curato rende più attraente chi è già bello di suo o, per lo meno è piacente,, mentre aumenta di poco l’avvenenza delle persone bruttine.

pubblicità

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 19/04/2007

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati