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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Quando è no è no!

Seduzione: Quando è no e no!

Seduzione: Lei ha molti modi per far capire quando non gradisce delle avance; evita lo sguardo, si allontana, incrocia le braccia e così via…ma Lui in genere dal “quell’orecchio” non ci sente.

Le donne possiedono modi sottili e astuti per attirare nelle proprie reti i maschietti. Specie le più smaliziate, usano movenze, sguardo, modi di fare e altri comportamenti per segnalare la loro disponibilità all’approccio. Numerosi studi hanno provato che è proprio la donna a tirare le fila nel corteggiamento e a indurre un pretendente a farsi avanti o a tirarsi da parte. Monica Moore, ricercatrice della Webster Univesity in America, ha osservato e filmato gli cambi fra i sessi nei bar.

Da queste riprese è emerso che il gentil sesso possiede un repertorio di oltre 50 segnali non verbali di invito per gli astanti o il prescelto e numerosi altri per tenere alla larga le persone indesiderate. Un bel “corredo”, non c’è che dire; eppure, alla luce di una sua recente ricerca, sembra che questi ultimi siano in buona parte ignorati o presi sotto gamba dagli uomini. Nello studio condotto dalla Moore sono stati coinvolti parecchi partecipanti di entrambi i sessi. A questi sono state fatte guardare dei video su dei veri approcci fra i sessi.

In alcuni casi, le donne riprese incoraggiavano il partner; in altre, mostravano atteggiamenti di rifiuto. Ne è emerso che donne e uomini hanno al riguardo prospettive completamente invertite. Gli spettatori maschi giudicavano i segni di invito in modo più positivo delle controparti femminili. Per contro, le donne davano ben più peso ai comportamenti di disinteresse o di insofferenza di quanto facessero gli ometti.

Insomma, il sesso forte in questa “materia” è tutt’altro che… forte! Premesso questo, vediamo allora di dare qualche “ripetizione” dei segnali di rifiuto non verbali. Riprendiamo, per farlo, un noto studio della stessa Moore ed esaminiamo assieme le sue osservazioni. I comportamenti individuati da questa studiosa contemplano l’uso di diverse parti del corpo: la mancanza di interesse infatti può essere espressa da un certo tipo di sguardi, da movimenti della testa, posizioni delle mani e posture del tronco. Seguendo lo schema proposto dalla ricercatrice, cominciamo con gli atteggiamenti dello sguardo. Innanzitutto, una donna che non gradisca le attenzioni di qualcuno può evitare il contatto visivo, nonostante chi si fa sotto possa guardarla intensamente. Lei può così portare gli occhi su altre persone o incontrare lo sguardo di qualcun altro al tavolino vicino o nei paraggi.

In alternativa, può puntare ad un punto qualsiasi della sala o attorno a sé. Altri messaggi oculari dal significato analogo sono guardare in alto, sollevando leggermente la testa e portare una ciocca di capelli davanti al viso, guardandone l’estremità. Talvolta, invece di distogliere del tutto lo sguardo, una donna può scoccare una breve occhiata a qualcuno che la sta infastidendo (rivolgendole la parola o cercando in altro modo di attirare la sua attenzione), per poi girare la testa altrove. C’è naturalmente anche chi vive le avance inopportune come una sfida e regala uno sguardo duro e fisso al contendente.

Quest’ultimo segnale viene in genere accompagnato da uno sguardo torvo e da un atteggiamento di disprezzo disegnato sul volto. Più precisamente, si è osservato che le espressioni facciali che la donna esibisce in questi casi sono due: può tenere le labbra compresse e con gli angoli piegati in giù e, al tempo stesso, aggrottare le sopracciglia; oppure, può letteralmente storcere e corrugare il naso. Quando una donna “ci sta”, tende ad annuire più spesso del solito; se invece è seccata, scuote la testa di lato. Anche sbadigliare in direzione dell’altro è segno di noia e di indifferenza. Altri segnali di questa categoria sono espressi con mani e tronco. Se una donna è disponibile, apre le braccia, fa gesti verso l’esterno e tende a tenere i palmi delle mani verso l’alto.

Al contrario, se vuole scoraggiare chi si fa avanti, mette le mani in tasca o tiene le braccia conserte. Altri gesti, osservati quando è in  corso di uno scambio verbale, sono i modi di riversare l’attenzione al proprio corpo o al vestiario: la donna prende così a ripulire le unghie, porta il pollice o un altro dito dietro o davanti ai denti e fa come per togliere qualcosa, sistema una piega della gonna, leva un capello dalla camicetta e così via. Le gambe, in quelle situazione, appaiono ben strette e, talvolta, i  piedi vengono tenuti saldamente piantati a terra oppure le caviglie sono incrociate. In altri casi, i piedi sono spostati sotto la sedia. Il tronco poi è spesso tenuto sollevato e rigido e inclinato verso dietro.

Se lui è vicino, lei, poi, sta molto attenta ad evitare qualsiasi contatto e se, a prendere l’iniziativa al riguardo è lui, lei si allontana, ritrae il busto o mette fra sé e l’altro qualche barriera, come la borsetta o la giacchetta. Altri due psicologi americani, McCormick e Jones, esaminando sempre delle situazioni di approccio, hanno osservato che anche i maschi possono adottare comportamenti simili quando vogliono tagliare corto. Con una differenza! La donna, di solito, adotta questi segnali per troncare un’interazione al suo esordio; gli uomini, invece, molto più tardi. I più maliziosi commenteranno che le donne sono più selettive; mentre il sesso maschile si tira indietro quando capisce che lei proprio non ci sta… naturalmente, è solo una malignità! (?).

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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