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Seduzione:
Lei ha molti modi per far capire quando non gradisce delle avance; evita lo sguardo, si allontana, incrocia le braccia e così via…ma Lui in genere dal “quell’orecchio” non ci sente.
Le
donne possiedono modi sottili e astuti per
attirare nelle proprie reti i maschietti.
Specie le più smaliziate, usano movenze,
sguardo, modi di fare e altri comportamenti per
segnalare la loro disponibilità
all’approccio. Numerosi studi hanno provato
che è proprio la donna a tirare le fila nel
corteggiamento e a indurre un pretendente a
farsi avanti o a tirarsi da parte. Monica Moore,
ricercatrice della Webster Univesity in America,
ha osservato e filmato gli cambi fra i sessi nei
bar.
Da
queste riprese è emerso che il gentil sesso
possiede un repertorio di oltre 50 segnali non
verbali di invito per gli astanti o il
prescelto e numerosi altri per tenere alla larga
le persone indesiderate. Un bel “corredo”,
non c’è che dire; eppure, alla luce di una
sua recente ricerca, sembra che questi ultimi
siano in buona parte ignorati o presi sotto
gamba dagli uomini. Nello studio condotto dalla
Moore sono stati coinvolti parecchi partecipanti
di entrambi i sessi. A questi sono state fatte
guardare dei video su dei veri approcci fra i
sessi.
In alcuni
casi, le donne riprese incoraggiavano
il partner; in altre, mostravano
atteggiamenti di rifiuto. Ne è emerso che donne
e uomini hanno al riguardo prospettive
completamente invertite. Gli spettatori
maschi giudicavano i segni di invito in modo più
positivo delle controparti femminili. Per
contro, le donne davano ben più peso ai
comportamenti di disinteresse o di insofferenza
di quanto facessero gli ometti.
Insomma, il
sesso forte in questa “materia” è
tutt’altro che… forte! Premesso questo,
vediamo allora di dare qualche “ripetizione”
dei segnali di rifiuto non verbali. Riprendiamo,
per farlo, un noto studio della stessa Moore ed
esaminiamo assieme le sue osservazioni. I
comportamenti individuati da questa studiosa
contemplano l’uso di diverse parti del corpo:
la mancanza di interesse infatti può essere
espressa da un certo tipo di sguardi, da
movimenti della testa, posizioni delle mani e
posture del tronco. Seguendo lo schema proposto
dalla ricercatrice, cominciamo con gli
atteggiamenti dello sguardo. Innanzitutto, una
donna che non gradisca le attenzioni di qualcuno
può evitare il contatto visivo, nonostante chi
si fa sotto possa guardarla intensamente. Lei può
così portare gli occhi su altre persone o
incontrare lo sguardo di qualcun altro al
tavolino vicino o nei paraggi.
In
alternativa, può puntare ad un punto qualsiasi
della sala o attorno a sé. Altri messaggi
oculari dal significato analogo sono guardare in
alto, sollevando leggermente la testa e portare
una ciocca di capelli davanti al viso,
guardandone l’estremità. Talvolta, invece di
distogliere del tutto lo sguardo, una donna può
scoccare una breve occhiata a qualcuno che la
sta infastidendo (rivolgendole la parola o
cercando in altro modo di attirare la sua
attenzione), per poi girare la testa altrove.
C’è naturalmente anche chi vive le avance
inopportune come una sfida e regala uno sguardo
duro e fisso al contendente.
Quest’ultimo
segnale viene in genere accompagnato da uno sguardo
torvo e da un atteggiamento di disprezzo
disegnato sul volto. Più precisamente, si è
osservato che le espressioni facciali che la
donna esibisce in questi casi sono due: può
tenere le labbra compresse e con gli angoli
piegati in giù e, al tempo stesso,
aggrottare le sopracciglia; oppure, può
letteralmente storcere e corrugare il naso.
Quando una donna “ci sta”, tende ad annuire
più spesso del solito; se invece è seccata,
scuote la testa di lato. Anche sbadigliare in
direzione dell’altro è segno di noia e di
indifferenza. Altri segnali di questa categoria
sono espressi con mani e tronco. Se una donna è
disponibile, apre le braccia, fa gesti verso
l’esterno e tende a tenere i palmi delle mani
verso l’alto.
Al contrario,
se vuole scoraggiare chi si fa avanti, mette le mani
in tasca o tiene le braccia conserte.
Altri gesti, osservati quando è in
corso di uno scambio verbale, sono i modi
di riversare l’attenzione al proprio corpo o
al vestiario: la donna prende così a ripulire
le unghie, porta il pollice o un altro dito
dietro o davanti ai denti e fa come per togliere
qualcosa, sistema una piega della gonna, leva un
capello dalla camicetta e così via. Le gambe,
in quelle situazione, appaiono ben strette
e, talvolta, i
piedi vengono tenuti saldamente piantati
a terra oppure le caviglie sono incrociate. In
altri casi, i piedi sono spostati sotto la
sedia. Il tronco poi è spesso tenuto sollevato
e rigido e inclinato verso dietro.
Se
lui è vicino, lei, poi, sta molto attenta ad
evitare qualsiasi contatto e se, a prendere
l’iniziativa al riguardo è lui, lei si
allontana, ritrae il busto o mette fra sé e
l’altro qualche barriera, come la borsetta o
la giacchetta. Altri due psicologi americani,
McCormick e Jones, esaminando sempre delle
situazioni di approccio, hanno osservato che
anche i maschi possono adottare comportamenti
simili quando vogliono tagliare corto. Con una
differenza! La donna, di solito, adotta questi
segnali per troncare un’interazione al suo
esordio; gli uomini, invece, molto più tardi. I
più maliziosi commenteranno che le donne sono
più selettive; mentre il sesso maschile si tira
indietro quando capisce che lei proprio non ci
sta… naturalmente, è solo una malignità!
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