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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

San Valentino: per qualcuno è una vera Waterloo!

Seduzione: San Valentino: per qualcuno è una vera Waterloo!

Seduzione: Il giorno delle dichiarazioni d’amore, se non corrisposti può trasformarsi in un dramma;  al punto che per uscirne diventa necessario rivolgersi ad uno psicologo

14 febbraio: una data che suona speciale per tutti gli innamorati. In quel giorno la tradizione vuole che l’innamorato faccia la sua dichiarazione; questa dovrebbe suonare come “vuoi essere il mio Valentino?”. Se l’altra persona dice di sì, significa che il sentimento è corrisposto e che i due cominciano ad intraprendere una relazione romantica. La ricorrenza è quella del giorno in cui venne giustiziato San Valentino, colpevole di aver unito in matrimonio cristiano delle coppie di innamorati nella Roma pagana del 270 a.C.

Santificato dal Papa Gelasius, è diventato il santo patrono delle “coppie di  piccioncini”; proprio questo eufemismo per definire gli innamorati rimanda ad un altro motivo che ha reso metà febbraio la festa dell’amore: secondo la cultura popolare, il 14 di quel mese è il momento dell’anno in cui gli uccelli cominciano a scegliere i proprio compagni. Si tratta di una festività più sentita dal genere femminile o, indipendentemente dal sesso, dalle persone dall’indole dolce e amorevole,  come ha provato la psicologa Shirley Matile Ogletree della Southwest Texax University con due successive indagini. Secondo questi studi sono proprio le donne, specie se molto femminili, a ricevere e a consegnare il maggior numero di regali o lettere di San Valentino. Non per tutti però è una giornata da “incorniciare”; per qualcuno questa può essere una ricorrenza da dimenticare se non si è corrisposti o se si viene rifiutati. In quel caso, la sofferenza può diventare così insopportabile e gravosa da richiedere la necessità di rivolgersi ad uno psicologo.

Frack Tallis della British Psychological Associations afferma che chi viene respinto e soffre di pene d’amore, non solo reagire con ansia e dispiacere, ma rischia di incorrere in disagi psicologi ben più gravi. Secondo questo studioso le sofferenze del cuore possono dare luogo a depressione, disturbi del sonno e nevrosi ossessivo-compulsive. Questo significa che chi vive una delusione in amore può perdere la stima di sé; sentirsi vuoto e apatico; può piangere senza motivo e nei momenti più disparati; può perdere l’appetito o, al contrario, mangiare in modo smodato. Una delle sensazioni più comuni di chi vive questa esperienza è la sensazione di vuoto e di perdita; inoltre, si tende a tornare ossessivamente con il pensiero alla persona amata e a farsi mille crucci per quello che si detto, fatto o a ciò che non si ha avuto il coraggio, la sfrontatezza o la lucidità di fare.

E’ tipico che chi è respinto poi non riesca prendere sonno, soffra di un riposo spezzato, leggero e tenda a fare incubi o sogni dal contenuto sgradevole. Soprattutto se uno è già insicuro di suo, si tormenta con l’idea di aver sbagliato o tende a crearsi mille rammarichi e rimpianti. Nell’era dei messaggi elettronici, è tutt’altro che infrequente che ci si riveli all’altro o lo si corteggi attraverso sms o email: così un “augurio” di San Valentino respinto o a cui l’altro non da risposta porta a ruminazioni mentali che si concentrano proprio sui testi di questi messaggi e sull’idea di aver scelto le parole meno adatte. Se le attese dell’innamorato sono esageratamente positive o se il rifiuto viene vissuto come un fulmine a ciel sereno ne può risentire anche l’organismo. In questo caso, un amore spezzato si trasforma in un vero e proprio shock emotivo che può provocare perfino un collasso cardiaco. Il medico americano Ilian Wittstein della Johns Hopkins Univesity School ha osservato che alcune persone reagiscono a situazioni stressanti e impreviste, come può essere una rottura sentimentale o una delusione amorosa, con un rilascio massiccio degli ormoni associati allo stress e allo stato di allarme; questo cocktail, afferma il ricercatore, può essere tossico per il cuore.

Si tratta, solitamente, di un disturbo temporaneo e che non lascia conseguenze, ma certo fa vivere dei “brutti quarti d’ora!”. Insomma, più che la freccia di Cupido, per qualcuno il regalo di Valentino è un Boomerang: fa breccia, sì, nel cuore…ma nel proprio!

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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