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Sedotti dal DNA

Seduzione: Sedotti dal DNA

Seduzione: I nostri geni contribuiscono all’odore personale, e attraverso questo gli individui scelgono, inconsapevolmente, i propri partner per rapporti a lungo termine perché hanno un DNA simile, e soprattutto, compatibile.

Nel film “Michael”, John Travolta fa strage di cuori seducendo le donne con il suo odore di “biscotti appena sfornati”. Nella realtà se qualcuno profumasse in quel modo, verrebbe tenuto sicuramente a qualche metro di distanza. Motivo?  Il fatto che una fragranza del genere rivelerebbe una struttura del DNA quanto meno bizzarra. In effetti, recenti ricerche sulle preferenze in campo sentimentale (almeno per quello che riguarda le storie serie) hanno messo in luce che uno dei parametri più profondi e importanti nella scelta del partner è la profumazione della sua pelle. Fin qua niente di nuovo, se non fosse che l’odore personale, pare, segnali inconsciamente l’identità genetica dell’individuo. A questa conclusione sono giunti una serie di studi, di cui illustriamo di seguito gli esiti più sorprendenti.

Una delle più interessanti indagini al riguardo è stata condotta degli psichiatri tedeschi Manfred Milinski e Claus Wedekin e pubblicata su “Behavioral Ecology”. Scopo della ricerca era dare una soluzione a un annosa questione scientifica: il profumo che si usa serve a nascondere gli odori corporali o ad esaltarli? Per capirlo, Milinski e Wedekin hanno reclutato un gruppo di 137 soggetti di entrambi i sessi. A tutti i volontari è stato chiesto di annusare una serie di profumi spruzzati su bandelle di carta. I partecipanti sono stati quindi invitati a dare un giudizio sulla  piacevolezza del profumo; la valutazione veniva espressa su una scala che andava da gradevole a repellente. Cosa più importante però, dovevano scegliere quello che avrebbero potuto usare come profumo personale. Parallelamente era stato prelevato un campione di sangue ad ogni soggetto per un analisi di una particolare classe di geni detti “Complesso Maggiore di Istocompatibilità” o semplicemente MHC. L’MHC è una famiglia di geni che si trova sulla superficie dei globuli bianchi e aiuta questi ultimi a riconoscere gli organismi estranei. Come suggerisce il nome, è in base a questo grappolo di molecole che viene stabilità la compatibilità nel caso di trasfusioni di sangue o di trapianto d’organi. E’ stato provato che Il Complesso di Istocompatibilità  e la sua “fragranza” vengono utilizzati dai ratti nella selezione del partner. Delle analisi sugli esseri umani hanno stabilito che molecole di MHC sono presenti nei fluidi organici, come urina, sudore e saliva.

Un esame con la gascromatografia (una specie di tac dei composti gassosi) ha inoltre posto in evidenza come nel profilo grafico dell’urina siano rilevabili “tracce” analoghe a quelle emanate dalle proteine di MHC. Tornando allo studio dei ricercatori germanici, questi erano partiti dall’ipotesi che se il profumo é un modo per intensificare la qualità dell’odore personale, ci doveva essere una relazione tra le essenze predilette e l’identità genetica fornita dal Complesso di Istocompatibilità. Gli esiti dell’esperimento hanno dato loro ragione: chi aveva un MHC simile tendeva a scegliere lo stesso profumo!

In definitiva, trovare un profumo che venga sentito adatto alla proprio persona sarebbe una sorta di “pubblicità occulta” del proprio patrimonio genetico; questa “informazione” aiuterebbe inconsapevolmente gli esseri umani a selezionare un compagno con cui la compatibilità ha radici decisamente profonde! Forse è proprio per non trovarsi di fronte a spiacevoli sorprese nella “miscela del proprio DNA e quello del partner” che le donne pare tendano a preferire uomini che sappiano di “papà”. O almeno questo è quanto è emerso da una indagine svolta da Martha McClintock e altri colleghi dell’Università di Chicago. Questo Team ha fatto annusare a un certo numero di donne dei vasi contenenti dei tamponi ascellari indossati per qualche notte da degli uomini. Sia ai “donatori” maschi sia alle “testatrici” donne é stato eseguito un esame del sangue per stabilire l’MHC. Alla “sniffata” ha fatto seguito una richiesta alquanto insolita: quale odore avrebbero preferito avesse il proprio compagno per la vita.

Buona parte delle partecipanti ha dato mostra di prediligere odori che indicavano un MHC simile al proprio, ma più precisamente a quella parte del corredo cromosomico ereditata dal padre! Viene automatico pensare all’incesto e al complesso di Edipo proposto da Freud. Tuttavia, l’unica cosa che è in realtà stata appurata non è l’attrazione per individui che somiglino al genitore dello stesso sesso (anche se solo sotto il profilo immunitario), ma il criterio in base a cui le donne scelgano colui che potrebbe divenire il padre dei propri figli. La scelta femminile cadrebbe su chi risulta familiare invece che su chi appare “sconosciuto”. Questa tattica, secondo la McClintock, consentirebbe alle donne di assicurarsi che ai figli vengano trasmessi dei geni sani. Con un individuo del tutto estraneo i rischi in questo senso aumenterebbero. D’altra parte, come non giustificare tanta cautela, quando le statistiche relative ai padri di figli con difetti congeniti parlano chiaro: l’abbandono della famiglia in quei casi cresce vertiginosamente!

I consigli
Quando dovete scegliere un profumo siate molto accorti; non compratelo solo perché vi piace; fatevi lasciare dei campioncini e fate attenzione se dopo un oretta circa da quando l’avete messo, mantiene la stessa fragranza. Se sì, vuol dire che si amalgama bene con il vostro odore di pelle ed è perciò un indice “sincero” della vostra dote genetica. Se no, passate ad un altro. Il fatto che odori di “buono” su un vostro amico (o per le donne amica) e che piaccia ai rappresentanti dell’altro sesso è del tutto ininfluente se su di voi sa di “andato a male”.

I consigli per lei
La moda (e lo stesso vale per i profumi) cambia in fretta; questo non significa però che tu debba fare altrettanto con i profumi che usi; questo vale anche se per indole sei insofferente rispetto alle abitudini. Inoltre non fare pasticci con i profumi maschili: agli uomini piace poco l’odore del proprio sesso. Certo, potrebbe anche darsi che trovi più congeniali le acque di colonia perché magari la tua pelle ha un vago sottofondo di muschio; anche in questo caso, ti conviene comunque smorzarlo piuttosto che amplificarlo.

I consigli per lui
Butta dalla finestra il solito profumo che ricevi al compleanno e a Natale, e fai lo sforzo di andare da te in profumeria. Inoltre, usalo sempre con parsimonia: l’odore maschile dopo la doccia e fino a circa 20 minuti dopo (quando si ossida e prende una tonalità sgradevole) stuzzica le donne. Così a un incontro amoroso è meglio presentarsi con un blando dopobarba che non copra le tue “virtù” nascoste.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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