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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

A "spalle coperte"

Seduzione: A "spalle coperte"

Seduzione: Quando siamo a "caccia" del partner possiamo anche fare i “lupi solitari”, ma farsi accompagnare da una “spalla” che faccia da complice può risultare vincente.

Preferiremmo pensare che sia un problema che riguardi solo gli adolescenti, ma con l'aumentare del numero dei sigle e delle persone separate, sono in molti a frequentare locali, corsi di ballo, ecc. alla ricerca di un compagno. Spesso per darsi coraggio e sentirsi maggiormente a proprio agio, in questa "impresa" ci si accompagna ad un amico (o amica) che condivida la nostra stessa sorte e … e lo stesso obiettivo.

Qui però nascono una serie di questioni; innanzitutto, è meglio "tentare il colpo" da soli o trovare un complice e, poi, posto che scegliamo questa seconda opportunità, da chi farci spalleggiare? Per quanto riguarda il primo dilemma, l’antropologo David Givens suggerisce che è consigliabile "cacciare in branco"; da un senso di maggiore sicurezza e, la presenza di conoscenti, rende il terreno di caccia più familiare; inoltre, aspetto non meno importante, il fatto che la “preda" ci veda scherzare o chiacchierare con degli amici ci fa inquadrare persone innocue e socievoli. In questo modo si  riducendo così quella atavica diffidenza e paura dell'estraneo che scatta dentro di noi ogni volta che uno sconosciuto ci avvicina. Resta ora il problema di come selezionare chi ci fiancheggia.

Tanya Chartrand, John Bargh e altri psicologi hanno messo in luce in modo sperimentale che la semplice esposizione prolungata a qualcuno, ci porta ad assimilare modi di fare, mobilità, stile e addirittura processi di pensiero di quest'ultimo.  Questo fenomeno, chiamato "Effetto Camaleonte", ci rende più simili all'altro e aumenta il piacere di frequentare la persona in questione, ma non sempre questo si traduce in un vantaggio se il nostro scopo è cercare il partner.  Infatti, se siamo timidi o schivi, o semplicemente abbiamo poca esperienza nei rapporti sociali, tendiamo a sentirci maggiormente a proprio agio con qualcuno che non sia troppo espansivo e loquace; probabilmente perché ci evita situazioni imbarazzanti. Se possediamo questi tratti di personalità però stare in compagnia di un individuo che li condivida, anche se solo in parte, non fa altro che rafforzare i nostri limiti. Meglio allora affiancarsi ad una persona più sciolta, estroversa e smaliziata.

Talvolta basta stargli alle calcagna e ci può magicamente accorgere che la propria disinvoltura e savoir faire grazie ad un processo di assimilazione inconscia. Quando si ha il proposito di “acchiappare”,  certe amicizie conviene invece lasciarle perdere. In questa “lista nera” rientrano ad esempio gli amici troppo gelosi che potrebbero con la loro possessività risultare addirittura d’impiccio. Da escludere sono anche le persone troppo insicure, ansiose e inibite: ci starebbero talmente addosso da non farci nemmeno intravedere i nostri “obiettivi”. Va quindi preso in esame se conviene appoggiarsi a persone del proprio sesso o dell’altro.

Nel caso di un uomo cacciatore, una compagnia femminile, specie se lei avvenente, è vincente i parametri in base a cui le donne scelgono i partner sono meno “fisici” e tangibili di quegli degli uomini; così se qualcuno è già stato selezionato da una propria pari, viene spesso giudicato appetibile. Inoltre, l’invidia tipicamente femminile rende particolarmente stimolante soffiare il partner ad un’altra donna. Per una donna al contrario non appare altrettanto conveniente “andare  a braccetto” di un maschietto: i “pretendenti” tendono a trovarlo piuttosto scoraggiante. D’altra parte nemmeno accodarsi ad un’amica molto più attraente appare vantaggioso: la meno carina, proprio in funzione del confronto diretto, si sente parecchio svalutata; anche perché i maschietti in genere danno più attenzioni a questa. Eppure non è infrequente vedere due amiche di cui una è bella e l’altra meno appariscente: in quel caso, la bellona “sfrutta” (anche se non consapevolmente di solito) il confronto inevitabile a cui è portato chi le incontra. La più carina così risulta ancora più attraente. Questo comportamento della meno bella potrebbe sembrare masochistico; ma ha i suoi tornaconti; in sostanza, la più bella servirebbe da specchio per allodole per attrarre “ganzi” che non si avvicinerebbero se l’altra fosse da sola … poi una volta in gioco, questi ultimi possono anche dirottare sulla “seconda scelta” (ma magari per la sua personalità potrebbe diventare anche la prediletta).

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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