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Seduzione:
Quando siamo a "caccia" del partner possiamo anche fare i “lupi solitari”, ma farsi accompagnare da una “spalla” che faccia da complice può risultare vincente.
Preferiremmo
pensare che sia un problema che riguardi solo
gli adolescenti, ma con l'aumentare del numero
dei sigle e delle persone separate, sono in
molti a frequentare locali, corsi di ballo,
ecc. alla ricerca di un compagno. Spesso
per darsi coraggio e sentirsi maggiormente a
proprio agio, in questa "impresa" ci
si accompagna ad un amico (o amica) che
condivida la nostra stessa sorte e … e lo
stesso obiettivo.
Qui
però nascono una serie di questioni;
innanzitutto, è meglio "tentare il
colpo" da soli o trovare un complice e,
poi, posto che scegliamo questa seconda
opportunità, da chi farci spalleggiare? Per
quanto riguarda il primo dilemma,
l’antropologo David Givens suggerisce che è
consigliabile "cacciare in branco";
da un senso di maggiore sicurezza e, la presenza
di conoscenti, rende il terreno di caccia più
familiare; inoltre, aspetto non meno importante,
il fatto che la “preda" ci veda scherzare
o chiacchierare con degli amici ci fa inquadrare
persone innocue e socievoli. In questo modo si
riducendo così quella atavica diffidenza
e paura dell'estraneo che scatta dentro di noi
ogni volta che uno sconosciuto ci avvicina.
Resta ora il problema di come selezionare chi ci
fiancheggia.
Tanya
Chartrand, John Bargh e altri psicologi hanno
messo in luce in modo sperimentale che la
semplice esposizione prolungata a qualcuno, ci
porta ad assimilare modi di fare, mobilità,
stile e addirittura processi di pensiero di
quest'ultimo.
Questo fenomeno, chiamato "Effetto
Camaleonte", ci rende più simili
all'altro e aumenta il piacere di frequentare la
persona in questione, ma non sempre questo si
traduce in un vantaggio se il nostro scopo è
cercare il partner.
Infatti, se siamo timidi o schivi, o
semplicemente abbiamo poca esperienza nei
rapporti sociali, tendiamo a sentirci
maggiormente a proprio agio con qualcuno che non
sia troppo espansivo e loquace; probabilmente
perché ci evita situazioni imbarazzanti. Se
possediamo questi tratti di personalità però
stare in compagnia di un individuo che li
condivida, anche se solo in parte, non fa altro
che rafforzare i nostri limiti. Meglio allora
affiancarsi ad una persona più sciolta,
estroversa e smaliziata.
Talvolta
basta stargli alle calcagna e ci può
magicamente accorgere che la propria
disinvoltura e savoir faire grazie ad un
processo di assimilazione inconscia. Quando si
ha il proposito di “acchiappare”,
certe amicizie conviene invece lasciarle
perdere. In questa “lista nera” rientrano ad
esempio gli amici troppo gelosi che potrebbero
con la loro possessività risultare addirittura
d’impiccio. Da escludere sono anche le persone
troppo insicure, ansiose e inibite: ci
starebbero talmente addosso da non farci nemmeno
intravedere i nostri “obiettivi”. Va quindi
preso in esame se conviene appoggiarsi a persone
del proprio sesso o dell’altro.
Nel
caso di un uomo cacciatore, una compagnia
femminile, specie se lei avvenente, è vincente
i parametri in base a cui le donne scelgono i
partner sono meno “fisici” e tangibili di
quegli degli uomini; così se qualcuno è già
stato selezionato da una propria pari, viene
spesso giudicato appetibile. Inoltre, l’invidia
tipicamente femminile rende particolarmente
stimolante soffiare il partner ad un’altra
donna. Per una donna al contrario non appare
altrettanto conveniente “andare
a braccetto” di un maschietto: i
“pretendenti” tendono a trovarlo piuttosto
scoraggiante. D’altra parte nemmeno accodarsi
ad un’amica molto più attraente appare
vantaggioso: la meno carina, proprio in funzione
del confronto diretto, si sente parecchio
svalutata; anche perché i maschietti in genere
danno più attenzioni a questa. Eppure non è
infrequente vedere due amiche di cui una è
bella e l’altra meno appariscente: in quel
caso, la bellona “sfrutta” (anche se non
consapevolmente di solito) il confronto
inevitabile a cui è portato chi le incontra. La
più carina così risulta ancora più attraente.
Questo comportamento della meno bella potrebbe
sembrare masochistico; ma ha i suoi tornaconti;
in sostanza, la più bella servirebbe da
specchio per allodole per attrarre “ganzi”
che non si avvicinerebbero se l’altra fosse da
sola … poi una volta in gioco, questi ultimi
possono anche dirottare sulla “seconda
scelta” (ma magari per la sua personalità
potrebbe diventare anche la prediletta). |