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Seduzione:
Mi guarda? Gli o le interesso? Chissà cosa pensa di me? Quante volte ci saremmo tormentati con domande come queste? Magari siamo in grado di dare consigli e giudizi azzeccati all’amico o all’amica che ci chiede se piace ad una data persona. Ma quando la cosa riguarda noi, veniamo assaliti da mille dubbi, insicurezze, paure. Se poi prendiamo coraggio e ci facciamo avanti comunque, finiamo magari con il fare gaffe, dire le cose sbagliate, incorrere in «figuracce».
Quanti
problemi! E pensare che basterebbe affidarsi al
proprio istinto per far filare le cose lisce.
Facile a dirsi! L’istinto, quello che stesso
che nelle «altre» specie fa sì che sì che il
pavone sfoggi la coda o che il cervo si esibisca
in articolate «danze» di corteggiamento,
nell’essere umano viene soffocato e represso
da cultura, morale ed educazione. Ora,
però la scienza della comunicazione ha studiato
a fondo il comportamento che porta al formarsi
di una coppia nel
regno animale e ha rilevato che strategie
analoghe possono essere riscontrate anche
nell’uomo. Con un'unica differenza: in
quest’ultimo sono per lo più inconsce e
proprio per questo scarsamente disponibili alla
volontà e all’intenzionalità.
L’antropologo David Givens ha individuato
cinque fasi nel corteggiamento; ma sono le prime
tre che poi danno luogo alle due seguenti fasi
in cui l’attrazione reciproca è evidente e
porta all’approccio sessuale.
I tre «passi« che precedono questo
momento sono: L’APPROCCIO, la fase
della VALUTAZIONE, l’epilogo dell’INTESA.
L’approccio
In un primo frangente, l’uomo o la donna che
provano attrazione per qualcuno, esordiscono
fornendo tre tipi di messaggi: Sono qui; Sono
una femmina/o un maschio; Non ho intenzioni
minacciose (vale soprattutto per l’uomo).
L’APPROCCIO
Non avendo la possibilità di variare il colore
del manto o di emettere stimolazioni olfattive,
l’essere umano fa uso di artifici materiali.
Così la donna, analogamente a quanto fa
il pesce, quando sfoggia una livrea dai colori
sgargianti, dipinge le sue labbra, esalta le
ciglia con il mascara, adorna le orecchie con
orecchini e pendenti.
L’uomo, dal canto suo, veste abiti
eleganti, rade il suo volto (uno stratagemma che
serve a rassicurare sulle sue intenzioni,
evocando una condizione di imberbe, cioè di
adolescente), prende possesso di un territorio,
stazionandovi o delimitandone il perimetro (ad
esempio ad una festa) con oggetti personali o
con il proprio bicchiere o piatto. La donna,
al contrario si muove molto di più,
passa da un tavolo ad un altro, si sposta dalla
cucina al salotto e così via. In questo suo
andirivieni, sembra ignorare i maschi presenti,
ma ogni tanto, lancia occhiate oblique, rapide e
ripetute.
L’attestazione
del genere sessuale
Per farci notare dal potenziale partner e per
fargli comprendere la nostra disponibilità,
esaltiamo la nostra identità sessuale. Ci si può
sedere accavallando le gambe e
incrociando i piedi sulle caviglie (postura
impossibile, per conformazione anatomica, per un
uomo e quindi simbolo di femminilità),
toccandosi con il polso piegato verso di sé,
tenendo la mano poggiata sul fianco, in modo da
accompagnarne la curva (L’ampiezza del bacino
è indice della capacità di procreazione; un
forte stimolo inconscio per l’uomo).
L’uomo, assume pose da «maschio dominante»:
tiene le gambe esageratamente scostate, tira il
petto in fuori, solleva il mento, ride e parla
in modo più forte e sonoro. Il segnale «sono
innocuo»: la sua funzione è di impedire un
travisamento dei segnali di dominanza (intesi,
per la verità, sì a «mostrarsi belli» di
fronte ad una donna, ma anche ad intimidire i
possibili rivali). L’uomo, sorride più del
solito, distende i tratti del volto, parla
tenendo i palmi delle mani rivolti verso
l’esterno (un segno di arrendevolezza e di
pacificazione).
La donna, per evitare che l’uomo si
senta inibito o frenato, può mostrare posture
infantili, come il piegare la testa verso la
spalla, l’abbracciarsi o l’accarezzarsi la
guancia. Un’altra tattica è il simulare la
condizione di affascinazione; realizzata
abbassando le palpebre superiori e schiudendo la
bocca.
LA
VALUTAZIONE
Questa fase ha il fine di scoprire se
l’altro, già giudicato attraente, ha i
requisiti» per essere anche interessante.
Una ricerca condotta su individui di entrambi i
sessi, di cultura europea o asiatica, ha messo
in luce una scoperta notevole. L’ambiente di
provenienza fornisce forme e modi del
comportamento; tuttavia, la donna di qualsiasi
nazionalità ha un modo fine e universale di
segnalare attrazione e, nel contempo, spingere
l’altro a scoprirsi. In altre parole, modifica
velocità, durata, ampiezza e altre sottigliezze
del movimento. Le movenze si fanno infatti
gradualmente più pacate, frequenti e moderate.
Queste minime modificazioni, non sono avvertite
coscientemente; nondimeno, si insinuano e il
loro effetto si somma, influenzando l’apertura
del compagno. L’etologo austriaco Karl Grammer
ha osservato che le donne adottano anche un
altro modo per mettere alla prova la
compatibilità del partner, ma solo se si
sentono attratte: fanno un movimento (come, passarsi
la mano fra i capelli o aggiustarsi la gonna)
e restano in attesa (seppure la strategia non
risulti cosciente o intenzionale) di una
reazione del partner (che ad esempio, può
massaggiarsi l’avambraccio o appoggiare la
mano sulla coscia).
Se le volte
successive in cui la donna ripeterà lo stesso
segnale, l’uomo rifarà anch’esso lo stesso
movimento l’incastro sarà perfetto e, preso
atto della coordinazione, la donna gli si svelerà
in modo più esplicito. La conversazione, in
questo frangente, è in genere leggera,
generalmente priva di opinioni forti o
personali; le divergenze di opinione vengono
accuratamente evitate. Durante, i primi scambi
verbali, una donna mostra di trovare più
attraente un uomo che nel parlare, solleciti il
suo punto di vista, mostri di capirla ed esprima
calore e gradevolezza. Nel corso della
valutazione, uomo e donna tessono una complessa
trama di interazioni non verbali ad indicare
gradimento, interesse o eventualmente rifiuto.
La reazione più caratteristica che segnala
l’atteggiamento della donna è la posizione
delle braccia: sono quasi sempre conserte,
quando l’uomo che le sta di fronte le è
indifferente o non le piace; tendono invece a
rimanere aperte, se prova attrazione.
In quel momento i comportamenti mostrati
da entrambi i sessi per manifestare
l’interesse sono simili e, per lo più
sovrapponibili; esistono però dei segnali
tipicamente maschili e altri più
caratteristicamente femminili; buona parte
di questi comportamenti sono stati catalogati
dallo psicologo Stefano Benemeglio.
Vediamo quindi quali sono ii segnali più
«sessisti»:
L’UOMO
-
Si può
toccare l’avambraccio o accarezzarlo;
-
Si Liscia
la cravatta o, tenendola per la punta, la
tira verso l’esterno;
-
Accavalla
le gambe verso la donna o orienta il corpo o
parte di esso verso di lei, mentre conversa
con qualcuno o si mostra interessato ad
altro;
-
Si passa
una mano sul torace;
-
Si
avvicina, spesso con un pretesto e mostra di
voler stare vicino alla donna (ad esempio,
appoggiandosi con la mano sullo stipite di
una porta, tenendo i piedi sul poggiapiedi
della sedia della partner, ecc).
-
Inclina il
busto verso la donna e lo tiene inclinato
oppure (ma questo è valido per entrambi i
sessi); se è seduto a lato della donna,
riduce l’angolo tra sé e lei (Givens,
1983).
-
Si
strofina il retro del collo o il torso.
LA DONNA
-
Si
passa la lingua sulle labbra (spesso
sul labbro superiore e centralmente);
-
Si
accarezza capelli o ne annoda una ciocca su
un dito;
-
Si
manipola un anello, il lobo dell’orecchio
o la collana;
-
Si Passa
delicatamente la mano sulla spalla, sulla
parte anteriore del collo e sul collo del
piede;
-
Tocca
l’altro anche se in modo apparentemente
involontario (come con uno sfioramento), ma
ripetutamente.
-
Si tocca
dove è stata appena toccata
dall’altro (così, se l’uomo mette la
mano sull’avambraccio della donna,
nel dirle una cosa; quando lo toglie, lei può
accarezzarsi nello stesso punto);
-
Si
abbottona e sbottona più volte un bottone
della camicett
a.
Entrambi, se
si accorgono che l’interlocutore è antipatico
o (questo vale in particolare per la donna)
troppo spinto, possono dare dei segnali di
rifiuto.
I SEGNI DI
RIFIUTO
(validi per entrambi i sessi):
-
Incrociare
le braccia;
-
Sfregarsi
il naso;
-
Ritrarre
il busto o fare un passo indietro;
-
Accavallare
le gambe in senso contrario
all’interlocutore;
-
Togliersi
qualcosa dalla zona lacrimale (nell’angolo
interno dell’occhio);
-
Mantenere
il volto inespressivo;
-
Spazzolare
all’improvviso la giacca, la gonna o i
pantaloni da polvere, da un peluzzo o da un
capello.
LA FASE
D‘INTESA
Se le prime due «prove» hanno dato
esito positivo, si crea una maggiore esposizione
reciproca; la conversazione si fa più fluida,
mentre gli argomenti diventano più personali ed
intimi. Si assiste inoltre ad un’intensificazione
del comportamento non verbale di entrambi.
Osserviamo, in questa fase, che gli occhi
appaiono come patinati, le pupille sono
dilatate, la muscolatura diviene più tonica e
scattante. Si notano poi cambiamenti tipici dei
due sessi: nella donna, le labbra si gonfiano e
arrossano; l’atto di passarsi la lingua sulle
labbra diventa più frequente.
Il tono di
voce dell’uomo diviene più nasale; questo
curioso fenomeno, avverte la donna di uno stato
di eccitazione sessuale. Questo avviene per una
concatenazione di effetti; l’eccitazione porta
ad un inturgidimento di tutte le parti cave;
prima fra tutte, l’organo sessuale. I
turbinati, organi che si trovano nelle cavità
nasali, si gonfiano, ostruendo i «passaggi».
Questo fatto a sua volta, conferisce alla voce
quella specifica sonorità nasale. Per analogia,
questa tonalità segnala che lo stesso
rigonfiamento si è realizzato nei genitali.
L’aspetto più significativo di questo momento
dell’interazione è stato dato da una perfetta
sincronizzazione dei movimenti dei due
interagenti. Quando l’affiatamento è grande,
possono non passare più di due secondi che
l’altro ripete posture, autocontatti,
gestualità dell’interlocutore.
Da
questo momento, il passo al contatto fisico
vero e proprio è breve! |