Nel
corteggiamento, il galateo prevede che sia
l’uomo a fare il primo passo; questo
dipende dalle attribuzioni legate al ruolo
sessuale. Il modello culturale del sesso forte
vuole che un suo rappresentante si mostri
dominante, aggressivo,
competitivo, sicuro, sessualmente attivo
e intraprendente. Lo stereotipo femminile
ritaglia per la donna un ruolo che è agli
antipodi rispetto a quello maschile: Lei deve
apparire emotiva, espressiva, empatica,
calorosa, amorevole e sessualmente
reticente o passiva.
La ricerca dimostra che l’aderenza ai
ruoli previsti crea un’impressione favorevole
al momento del primo incontro fra persone di
sesso diverso.
L’analisi
di interviste sui comportamenti tipici del primo
incontro mettono in luce, in effetti, che
entrambi i sessi concordano su come dovrebbero
andare le cose in quel contesto: ci si aspetta
che il maschio assuma la direzione, attaccando
bottone, scegliendo dove andare (se a bere
qualcosa o al cinema, ad esempio) e offrendo
lui; e sia sempre lui ad iniziare gli scambi a
livello fisico e sessuale. L’evidenza (e le
indagini concordano) dimostra che chi ha più
esperienza nel corteggiamento, a differenza dei
“principianti”, da maggiore enfasi al
rispetto dei ruoli sessuali. Sulla base di
questa osservazione, gli psicologi
Susanne Rose dell’università della
Florida e Irene Hanson Frieze dell’Università
di Pittsburg suggeriscono che il successo di
un primo approccio è fortemente influenzato da
quanto uno riesce a conformarsi agli stereotipi
rispettivamente maschili e femminili.
Uomini
e donne sono in realtà entrambi propositivi
nell’approccio, ma mentre il sesso debole
lo fa con modi indiretti e “sussurrati”
(specie attraverso la propria comunicazione non
verbale); l’uomo è smaccato e diretto.
Charles Berger, professore di retorica e
comunicazione all’Università della California
ha condotto uno studio in cui ha chiesto ai
partecipanti di entrambi i sessi di immaginarsi
ad una festa e di notare una persona con cui
avrebbero voluto avere un appuntamento; Dopo di
ché, chiedeva loro come avrebbero fatto per
ottenerlo. I maschi, nella maggior parte dei
casi, ammisero che avrebbero adottato un
approccio diretto: presentandosi, iniziando una
conversazione per scoprire un interesse comune
oppure proponendo alla ragazza di reincontrarsi.
Per
contro, le donne riconoscevano che più
facilmente avrebbero lasciato intendere al
prescelto di voler essere avvicinate; in
alternativa, avrebbero chiesto ad un comune
amico di fare da “cupido”; e, alla peggio,
avrebbero lasciato all’uomo il loro numero e
avrebbero atteso che fosse lui a chiamare.
Un’indagine condotta da Paul Mogeau, docente
di comunicazione umana presso l’Università
dell’Ariziona, ha
dimostrato che, in genere, quando è una
donna a prendere l’iniziativa, si aspetta
comunque che sia l’uomo a fare i passi
successivi.
D’altra parte, un’aspettativa è
legittima; tanto è vero che, di solito, gli
uomini tendono a provare un senso di diffidenza
o di perplessità di fronte a donne troppo
intraprendenti e indipendenti. I tempi recenti e
le innovazioni tecnologiche, come l’email, i
telefonini e in particolare l’uso degli sms
hanno apportato notevoli cambiamenti nei costumi
e nelle interazioni; così, queste innovazioni
non potevano non interessare anche il campo
delle relazioni romantiche.
Ci
sono molte persone che prima si conoscono via sms
o chat e solo in un momento successivo
hanno un contatto faccia a faccia. Si tratta
sicuramente di modi di comunicare meno
compromettenti e imbarazzanti rispetto
all’approccio diretto. Patrick O’Sullivan,
professore associato al Dipartimento di
comunicazione dell’Università
dell’Illinois, ha scoperto che, soprattutto
chi è timido o teme di deludere se si propone
di persona, tende a preferire queste innovative
forme d’approccio al posto di quelle
“canoniche”. Inoltre, l’asincronia (cioè
il fatto che il messaggio e la risposta non
siano contigue) di questi modi di comunicare
offre maggior controllo e “calcolo” quando
si replica.
Per
questi motivi e per la praticità che offrono, l’interazione
via sms ha raggiunto una diffusione enorme nel
mondo occidentale.
Questi
presupposti, hanno indotto gli psicologi
australiani Ruth Byrne e Bruce Findlay ha
investigare a fondo quanto l’uso dei
“messaggini” possa aver cambiato le
consuetudini di approccio fra i sessi. Per
valutarlo, hanno raccolto un gruppo misto di 266
partecipanti di età media attorno ai 28 anni; i
volontari sono stati invitati a leggere una
breve vignetta che descriveva una ipotetica
situazione in cui loro dovevano incontrare
qualcuno da cui erano attratti e con cui
avrebbero gradito “mettersi assieme”. Ognuno
doveva dire in che misura si sarebbe trovato a
proprio agio a fare due tipi di avance:
A)
muovere primo passo;
B)
Chiamare (o “messaggiare”) l’altra persona
e invitarla ad un appuntamento
Per
entrambe le “mosse” gli veniva chiesto di
indicare la facilità o difficoltà con
cui le avrebbe fatte usando una scala a 5 punti
(il primo equivaleva a “con molta difficoltà;
il quinto, a “con estrema disinvoltura”).
Per
farlo poteva scegliere: una telefonata oppure
un sms.
L’esito ha dimostrato, un’altra volta
ancora, che le “tradizioni sono dure a
morire”.
Per prima
cosa, si è appurato che il gentil sesso tendeva
a preferire come modo di approccio il messaggino;
mentre per i maschi era indifferente.
In ogni caso, è risultato che,
indipendentemente, dal mezzo, continuavano ad
essere gli uomini quelli più spregiudicati e
sentirsi più disinvolti nel cercare il primo
contatto. Quando poi si trattava di proporre
all’altro un appuntamento, i maschi trovavano
più congeniale farlo con una telefonata; mentre
le donne erano riluttanti a farlo sia per
telefono sia con un sms.
Tirando le
somme, possiamo quindi affermare che, sebbene le
nuove tecnologie consentano di vivere
l’approccio e le avance con molta meno ansia e
con maggior controllo, sia il sesso maschile e
quello femminile sono piuttosto conservatori;
nonostante le donne si siano battute per
l’emancipazione femminile in tanti campi;
quando si parla di corteggiamento, preferiscono
ancora adesso essere cercate e lasciar fare
all’uomo il primo passo o chiedere il primo
appuntamento.