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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Chi si somiglia "si piglia"

Seduzione: Chi si somiglia "si piglia"

Seduzione: Come suggerisce il detto popolare, chi è simile a noi sul piano della bellezza, della personalità e della stima di sé è più attraente di chi è diverso … con qualche eccezione.

Facendo attenzione alle coppie, capita spesso di osservare che almeno quelle che si sembrano ben assortite abbiamo qualcosa in comune. Talvolta, possiamo avere l’impressione che i partner ben affiatati, non solo mostrino atteggiamenti, inclinazioni  e modi di fare simili, ma che la loro somiglianza si possa situare ad un livello più profondo e perfino fisico. La ricerca ha infatti verificato con dei calcoli antropometrici (cioè che misurano la morfologia di un viso) che i partner tendono a possedere tratti simili; in alcuni casi, questa somiglianza è modesta; in altri più evidente. In uno studio degli psicologi Griffits e Kunz per verificare l’effettiva somiglianza dei partner hanno fotografato i componenti di alcune coppie individualmente. Hanno quindi mostrato i ritratti ad un gruppo di giudici chiedendo loro di appaiare gli individui fotografati. I risultati hanno del sorprendente: per le coppie che erano assieme da meno di 10 anni, l’abbinamento era dovuto al caso; i partner con più di 20 anni di convivenza al contrario erano associati con una precisione quasi matematica!

Ian-Pentonk-Voak, psicologo inglese, ha messo in evidenza che tendiamo a preferire chi condivide con noi forma e fisionomia del volto: il ricercatore ha innanzitutto fatto delle foto ai soggetti dell’esperimento. In un momento successivo, grazie ad un programma di grafica per PC ha ritoccato queste foto così da creare una “versione” del sesso opposto degli stessi partecipanti; le immagini erano modificate così non rendere i volti non riconoscibile e verosimili. Sottoponendo a questo punto i volti manipolati alla valutazione dei soggetti, ha accertato che questi ultimi tendevano a giudicare più attraenti le “varianti” di loro stessi che erano state “cambiate di sesso”. In un contesto, però la somiglianza non vale: nella valutazione della bellezza; se non ci piacciamo, troviamo attraente chi è bello e non chi è simile.

Questo vale soprattutto per gli uomini, mentre per le donne è più importante che il partner sia simile a sé quanto ad attitudini e punti di vista. A conti fatti, la condivisione di opinioni, cultura, provenienza il suo peso nella valutazione del partner e nel rapporto con esso per entrambi i sessi. In una ricerca condotta su 135 individui, gli studiosi Caspi e Herbener hanno appurato come le unioni in cui marito e moglie sono sulla stessa lunghezza d’onda e hanno tratti di personalità simili abbiano, rispetto a coppie più spaiate, più dialogo, meno conflitti, maggiore intimità e solidarietà.

Due persone che stanno bene assieme e si piacciono vicendevolmente tendono a “imitareil comportamento dell’altro: ad esempio, possono assumere un’identica postura, possono gesticolare con la stessa frequenza e intensità; possono dire la stessa cosa nello stesso momento oppure uno dice una parola e l’altro riferisce di averla pensata e così via. Questo rispecchiamento reciproco, è indice di grande intesa e di profondo interesse anche nelle prime fasi di un legame. Trovare qualcuno che ci è vicino come comportamento o atteggiamento, ci fa vivere questa persona come gradevole e attraente. Questo perché questa persona ci rimanda un’idea di noi positiva.

Anche il solo fatto di piacere a qualcuno, ci fa ritenere quest’ultimo attraente; talvolta anche se le sue opinioni sono profondamente diverse dalle nostre. In uno studio, degli uomini sono stati fatti interagire con delle donne, complici degli sperimentatori, che mostravano dell’interesse nei loro confronti con il linguaggio del corpo. Quando l’uomo iniziava a conversare con loro, la donna invariabilmente esprimeva un modo di pensare che era agli antipodi rispetto a quello di lui. Quando poi i ricercatori chiedevano ai soggetti maschili se trovassero attraenti o meno le persone con cui avevano interagito, tutti avevano risposto positivamente.

Certo le malelingue potrebbero commentare che l’esito dimostra che gli uomini hanno in testa solo una “cosa”…o che non ascoltano mai veramente le loro partner … ma questo è un altro discorso… E’ anche vero che quando ci troviamo con qualcuno a cui riteniamo di piacere siamo più cordiali e disponibili nei suoi confronti e questo, a sua volta, induce l’altra persona a fare lo stesso con noi: questo, a livello pratico, significa che se facciamo pensare a qualcuno che ci piace, questo di rimando ci giudica più favorevolmente ed è più ben disposto verso di noi. Anche un livello di stima di sé simile è un aspetto che è tenuto in considerazione nella valutazione dell’altro.

Chi ha una buona idea di sé o chi, perlomeno, non si disistima, prova attrazione per persone che abbiano un concetto della propria persona analogo. Per chi non si apprezza però vale il contrario: sono attratti da chi si piace o addirittura da chi è narcisista.

Uno dei fattori principali nell’attrazione è quella che è definita come la “Regola del buon accoppiamento”: se qualcuno ci chiede chi ci piace, non esitiamo a indicare persone molto belle; ma al momento di scegliere con chi stare, preferiamo partner che siano paragonabili a noi quanto ad avvenenza. E’ quanto hanno provato gli psicologi Carlos Yela e Jose Luis Sangrador dell’Università di Madrid. Questi ricercatori hanno coinvolto nel loro studio quasi 2000 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni.

Il motivo di questo atteggiamento è spiegato con una motivazione di tipo “economico”; in altre parole, gli individui cercherebbero di minimizzare i “costi” e massimizzare i vantaggi avendo un partner altrettanto “attraente”: chi è bruttarello cercherebbe un partner che non sia troppo appariscente, altrimenti sarebbe oneroso e pesante tenerlo legato a sé. Per contro, chi è di bell’aspetto, avrebbe difficoltà a giustificare agli occhi degli altri la scelta di un compagno o compagna meno avvenente.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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