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Seduzione:
Sorridere crea empatia, compiacenza e indulgenza …. Ma soprattutto mette in moto le regioni del cervello legate alla ricerca del piacere.
Il
sorriso è una delle tattiche uniersali per
piacere all’altro e per trasmettergli un
messaggio di disponibilità e di condiscendenza.
Questa azione ha origini lontane: gli
antropologi ritengono nasca dall’atto di
dischiudere la bocca in modo rilassato che le
scimmie usano come forma di pacificazione questo
gesto esprime anche una bassa posizione sociale
e sottomissione.
Anche
fra gli esseri umani sorridere e ridere è un
modo per segnalare subordinazione e conciliziano;
ma per è anche uno stratagemma femminile per
esprimere innoquità e suscitare l’interesse
dell’uomo. Un obiettivo nascosto di questa
manovra sarebbe di indurre il prescelto a
scoprire le proprie intenzioni, esponendosi meno
possibile. Uno dei modi in cui una donna
sollecita le attenzione di qualcuno è proprio
con dei timidi sorrisi: in genere, il primo
segnale quando una rappresentatante del
sesso “debole” ha scelto il “candidato” è
incontrare i suoi occhi e mantenere il suo
sguardo per qualche istante. A questo poi segue
il guardare di sottecchi: la donna guarda dritta
il prescelto, poi sposta velocemente lo sguardo
altrove, mantenendo un sorriso appena accennata.
La sequenza è spesso completata da brevi
sguardi con la coda dell’cchio. Quando il
ghiaccio è rotto e partono la conoscenza,
si è osservato che il gentil sesso sorride e
ride molto di più; e se l’interlocutore,
è stato appena conosciuto, la voce di una donna
prende anche un timbro più alto del solito.
Quanto all’uomo tende a ridere molto più a
battute e osservazioni se il partner della
conversazione è una donna che se è un
individuo del suo sesso.
Sebbene è nel corteggiamento che viene esibita
la maggior quantità di sorrisi, anche altre
situazioni lo provocano.
Francine
Deutsch, docente e ricercatrice alla Mount
Holyoke University del Massachusetts esaminando
dei colloqui di lavoro simulati, ha preso atto
che i canditati tendono a sorridere di gran
lunga di più degli esaminatori. Questo gesto
sembra avere sul serio l’effetto di renderci
più indulgenti e compiacenti. Gli studiosi
Marianne LaFrance e Marvin Hetch hanno voluto
verificare se il giudizio morale potesse essere
influenzato dal fatto che degli imputati (di
misfatti di poco conto) sorridessero o meno. A
questo scopo sono state mostrate ad un gruppo di
volontari 4 tipi di foto: con sorriso sentito,
con sorriso falso, con sorrismo mesto (miscelato
a tristezza e con espressione seria. Gli esiti
hanno dimostrato che, in modo pressoche
indipendente dalla genuinità del sorriso,
i “giurati” mostravano più benevolenza e
magnaminità nel comminare la pena o nel
giudicare il reato.
L’aspetto
più significativo di questa indagine era che
l’area orbitofrontale registrava un incremento
dell’attività, mentre i partecipanti vedevano
un volto sorridente che guardava dritto davanti
a sé (dando l’impressione di rivolgersi allo
spettatore), ma non in relazione ad altre
espressioni. In conclusione, il sorriso paga
e, oltre ad ammansire le persone, suscita
un atteggiamento di piacevole disponibilità…tenetelo
a mente! |