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Seduzione:
Una ricerca sorprendente
dimostra che una donna, tende a usare più
spacchi, scollature e a mostrare più pelle
scoperta nel periodo dell’ovulazione quando
gli ormoni femminili raggiungono il picco.
Il modo di vestire e
gli accessori dell’abbigliamento sono tra le prime
cose che saltano all’occhio quando
conosciamo qualcuno: immediatamente ci danno
l’idea della sua condizione sociale, della sua
occupazione, dei suoi atteggiamenti e dei suoi
valori. Questo vale soprattutto per il gentil
sesso che può disporre di una varietà di
colori, forme, tagli, orpelli e altri corredi di
gran lunga più ampia della controparte
maschile.
Così, una donna che vesta
in tailleur con scarpe eleganti e collane,
orecchini e anelli preziosi da l’impressione
di occupare una posizione lavorativa e sociale
di rilievo e suscita l’idea di una persona
formale, precisa e tradizionalista; una che,
invece, vesta in jeans, indossi una maglietta
etnica dai colori sgargianti e dalla forma
insolita e non usi trucco appare come una
persona spontanea, naturale e anticonformista.
In genere, poi,
più ci si piace e più si tende a
vestire in modo curato ed elegante: è quanto
emerge da un’indagine condotta dalla studiosa Anna
Creekmore e pubblicata su “Family and Consumer Sciences Reseach Journal”.
L’abbigliamento
però è anche uno dei più efficaci
strumenti della seduzione femminile; gonne o
maglie aderenti, scollature, spacchi,
trasparenze, ecc. hanno proprio la funzione di
attrarre l’attenzione dell’altro sesso. La
psicologa Elisabeth Santin
dell’Università di Vienna, nella sua tesi di
laurea ha esaminato dove cade lo sguardo di un
uomo quando osserva una donna; attraverso
l’analisi dei movimenti oculari ha dimostrato
così che sono proprio le parti “senza veli”
del fisico femminile ad attrarre maggiormente il
sesso forte.
Più in dettaglio, la studiosa ha
scoperto che per prima cosa il maschio butta
l’occhio alla testa e alle spalle. In un
secondo momento, se lei ha le spalle scoperte,
lui sposta lo sguardo su altre zone del corpo
alla ricerca di ulteriori nudità e, solo dopo,
lo riporta sulle parti coperte dell’abito. In
una ricerca affine, la psicologa americana
Antonia Abbey e alcuni colleghi hanno dimostrato
che le donne che vestono capi che mettano in
risalto le loro forme appaiono più sexy e
seducenti, ma soprattutto se a giudicarle è un
uomo.
L’indagine più sorprendente al riguardo è stata
condotta dall’etologo austriaco Karl
Grammer che ha scoperto che le donne
tendono a vestire abiti più succinti di più
quando sono nel periodo fertile del ciclo.
In questo studio sono state coinvolte 351 donne;
le partecipanti venivano “adescate”
all’entrata di una discoteca dai collaboratori
del ricercatore. Ottenuta la loro disponibilità
a far parte del progetto, venivano fotografate;
quindi veniva loro preso un campione di saliva
per accertare in quale momento del ciclo si
trovassero; dopodiché erano invitate a
compilare un questionario e a rispondere ad
alcune domande del tipo se fossero sole o
accompagnate e quale fosse la motivazione che le
portava a frequentare la sala da ballo. In una
fase successiva, i ricercatori stabilivano se le
“indagate”
indossassero abiti con porzioni più o
meno ampie di pelle scoperta o vestii dai
tessuti trasparenti. Il risultato non ha
lasciato dubbi: nel periodo fecondo gli
abiti indossati avevano più scollature, spacchi
e lasciavano in generale più parti
scoperte; Inoltre, erano più velati e
aderenti. Le donne erano, per altro,
coscienti del messaggio trasmesso dal loro
abbigliamento e ammettevano di sapere di essere
più sexy e appariscenti; tuttavia, erano del
tutto inconsapevoli del legame tra questo loro
atteggiamento più disinibito e il momento
dell’ovulazione.
In un’indagine analoga condotta dalla psicologa
californiana Martie Haselton e da altri
ricercatori sono stati ribaditi e approfonditi i
risultati di Grammer. Nel loro studio,
questi psicologi hanno infatti messo in luce
che, non solo nel periodo fertile le donne
tendono a lasciare più pelle esposta, ma vestono
in modo più curato e sexy: ad esempio, due
partecipanti che vestivano in modo simile sia
quando erano state fotografate nel periodo non
fertile sia quando si trovavano al picco
dell’ovulazione, indossavano dei top con
finiture in pizzo in questo secondo momento;
oppure altre tre portavano gonne invece di
pantaloni o ancora ce n’era una che vestiva in
modo uguale nei due tempi, ma nel periodo
fecondo adornava il collo con un foulard
sfrangiato di seta.
Negli studi illustrati non è stato dimostrato, ma è
probabile che le donne, nel momento fertile, non
solo indossino solo un abbigliamento più
discinto, ma adottino anche più di frequente i
comportamenti che richiamano il denudamento o
che facciano delle azioni che portino a
scoprire maggiori porzioni di pelle. Ad
esempio, nel momento in cui interagiscono con
qualcuno da cui sono attratte possono far
scivolare il tallone fuori dalla scarpa e far
ondeggiare quest’ultima sulle dita; oppure,
possono aprire e chiudere ripetutamente i
bottoni della camicetta o, ancora, infilare la
mano nella scollatura. Anche sollevare la gonna
e sistemarla quando non ce n’è bisogno ha
questo fine: induce l’interlocutore a portare
lo sguardo sulle gambe. In modo analogo, lei può
far cadere le spalline dell’abito o portare il
tronco in avanti, facendo si che la l’ampiezza
della scollatura della camicia aumenti.
In conclusione, se ne può trarre
un insegnamento per i maschietti: se la vostra
collega, la compagna di banco, la cameriera del
bar all’angolo che mostra una certa simpatia
per voi… un certo giorno veste in modo più
discinto e sexy; be’, quello è il momento di
buttarvi…con buona probabilità la sua carica
sessuale e la sua disponibilità all’approccio
sono al massimo e, anche così non fosse, tenete
a mente che potrebbe averlo fatto per voi.
Insomma, per un motivo o l’altro, è
verosimile che voglia farvi capire che le
piacete!
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