Due cuori e una capanna
è il motto di ogni coppia che intenda vivere
felicemente il rapporto con il parter; ma la
realtà è ben diversa. E’ stato stimato che
il quasi un uomo su due tradisce la propria
partner; è il sesso femminile non è molto da
meno. Basandosi
su un campione di adolescenti statunitensi, la
studiosa Shirley Feldman ha osservato che in
quel periodo l’inclinazione al tradimento è
ancora più alta: quasi il 60% dei teen-ager
indulge a questo “peccato”.
La Feldman ha trovato che uomini e donne hanno
atteggiamenti diversi riguardo al tradimento: i
primi sono più permissivi e tolleranti, anche
quando lo subiscono; le donne invece appaiono più
drastiche e severe. Inoltre, il sesso maschile
ritiene che sia peggio tradire un amico che il
partner; mentre il gentil sesso trova che
entrambi siano inaccettabili. Le statistiche
mostrano comunque che il più delle volte le
“sbandate” si risolvono in una scappatella.
Sebbene il tradimento sia
così comune, sembrebbe logico pensare che ci
sono individui che sono più o meno inclini a
“lasciarsi tentare”.
Proprio da questo spunto sono partiti gli
psicologi americani David Buss e David
Schmitt che hanno affrontato questa e altre
sfaccettature del tema con una serie di
ricerche. Lo loro indagine si è prefissa
innanzitutto di capire quanto, al di là dei “tradimenti
di fatto”, sia alta la frequenza in cui un
rapporto è “messo a dura prova” da
tentazioni esterne.
L’esito di questo primo obiettivo ha
dimostrato che dimostrato innanzitutto che il
“rubare” il partner a qualcuno è
un’esperienza piuttosto comune: circa il 40%
degli intervistati ha infatti dichiarato di
avere ceduto, una volta o l’altra nella vita,
alle lusighe di qualcuno estraneo alla coppia.
Gli uomini di questo gruppo si sono,
sorprendentemente, rivelati più accorti e
smaliziati nel riconoscere se qualcuno ci sta
“provando” con loro quando sono impegnati.
Il secondo punto che i due psicologi hanno
sottoposto ad esame è stato scoprire se chi
trradisce abbia dei tratti di personalità
diversi da chi è tendenzialmente fedele. Hanno
quindi proposta al gruppo di compilare un
questionario di personalità …e i risultati
non sono mancati. Chi
è più coscienzioso, serio e affidabile appare
anche meno vulnerabile alla tentazione. Gli
individui che sono più estroversi e socievoli
attirano più spesso le attenzioni e le avance
da parte dell’altro sesso anche se sono
impegnati: evidentemente, la loro disponibilità
lascia spazio a facili travisamenti. Lo stesso
“destino” accade anche a chi é di
bell’aspetto, specie se appare sexy.
Inoltre, chi ha avuto tante relazioni in passato
è più incline al tradimento di chi preferisce
pochi legami esclusivi; stesso discorso per gli
individui che sono molto attratti dal sesso:
in definitiva, le persone che diventano più
facilmente adultere sono molto attive a livello
sessuale e hanno avuto una certa promisquità
nei rapporti amorosi. Un altro momento
dell’indagine ha voluto indagare le ragioni
che portano all’adulterio.
I motivi che spingono a
questo passo sono diversi, commentano gli
autori: si va dal “bisogno” di novità
nel rapporto, alla percezione di quanto il
proprio compagno o compagna possa tollerare un
tradimento (perciò sarà maggiormente di
freno chi è severo e drastico al riguardo
rispetto a chi è indulgente), alla dissoluzione
del legame esistente; quest’ultimo fatttore è
in prima “linea” nell’indurre qualcuno
all’avventura extraconiugale.
Centra anche da quanto
tempo il rapporto è in piedi: se il legame è
fresco, si tende a provare meno scrupoli a
tradire il partner; più l’unione si rinsalda,
più invece diventa difficile lasciarsi andare
ad altre storie. Ma la ragione più importante
di tutte è la “disponibilità”: quanto più
qualcuno viene corteggiato, tanto più sarà
“vulnerabile”. Un motivo da non trascurare
è l’amicizia tra persone di sesso diverso:
avere un’amico, specie se intimo, del sesso
opposto, può creare in sostanza l’occasione
per fare le corna al partner.
La questione se tradire o no è traducibile
anche in un’equazione “benefici/costi”: un
adulterio può essere pagato … anche
pesantemente. Chi ne viene tentato fa quindi una
valutazione se “il gioco valga la candela”.
Uomini e donne la vedono
diversamente al riguardo; il maschio è più
“sconsiderato e spericolato”; per lui conta
quanto l’affaire possa renderlo
appagato, soddisfatto e felice; la donna
è invece più “pusillanime e calcolatrice”:
è più facile che lo faccia, quanto è più
basso il rischio a cui si espone.
La possibilità di venire scoperti ad un’atto
del genere rende lo scotto piuttosto pesante:
senso di colpa, abbadono da parte del partner,
disapprovazione e rifiuto da parte della
famiglia o dei conoscenti e, talvolta, perfino
conseguenze fisiche come il maltrattamento o
l’omicidio! Naturalmente, una storiella extra
ha anche i suoi pro: ad esempio, è più libera,
divertente e disimpegnata del rapporto
ufficiale. Inoltre, è più stimolante e varia
sul piano sessuale (e questo piace soprattutto
al sesso forte) e può fare riscoprire emozioni
sopite (un aspetto che attira maggiormente le
donne). Per un uomo, attrarre un’altra donna
può diventare un punto d’orgoglio virile; per
una donna, rubare la donna ad una sua pari può
essere anche un modo per prendere una rivincita
su quest’ultima.
Per
ultimo, Buss e Schmitt hanno esaminato le
tattiche che vengono usate per coinvolgere
qualcuno già impegnato.
In generale, hanno osservato che
valorizzare il proprio aspetto paga più che
denigrare il rivale, specie se a farlo è una
donna. La strategia di sminuire la concorrente
però ha una sua certa efficacia se lo fa una
rappresentante del gentil sesso e se il
“bersaglio” ha in piedi un rapporto da poco
tempo. L’uomo invece risulta più appetibile
se fa intuire di avere una posizione prestigiosa
e un buone possibilità economiche. Detto
questo, sembrebbe che le donne siano più
pratiche e calcolatrici, ma è stato appurato
che anche se uno si mostra particolarmente
gentile e premuroso prende punti rispetto al
“fidanzato” ufficiale”.