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Un contatto per farsi dire di sì

Un contatto per farsi dire di sì

Seduzione: recenti ricerche hanno messo in luce che toccare brevemente e lievemente qualcuno mentre si fanno delle avance aumenta di gran lunga le probabilità che si mostri disponibile.

Nell’approccio fra i sessi il contatto fisico è sempre un momento cruciale: se accettato da luogo ad un escalation del rapporto; se rifiutato rappresenta un brusco stop! Contrariamente a quanto si pensa, è spesso la donna che fa il primo passo al riguardo; in genere si tratta di un lievi colpetti sul braccio o sulla spalle. Quando a toccare è invece un maschio, l’azione è più grossolana e prolungata; in genere, dopo aver appoggiato la propria mano su quella della donna o sull’avambraccio di lei, mantiene il contatto.

Se la destinataria gradisce lo fa capire con un’espressione rilassata, aprendo le labbra in  un sorriso oppure toccando a sua volta; se, invece, lo trova inopportuno, ritrae la mano o si scosta. A volte le donne, specie quelle più smaliziate sono consapevoli che un fuggevole contatto può segnalare interesse e lo usano intenzionalmente per coinvolgere il proprio interlocutore. Per sedurlo senza scoprire troppo le proprie intenzioni spesso usano modi sottili e contatti che sembrino accidentali; ad esempio si muovono in modo apparentemente distratto verso il prescelto e fanno finta di perdere lievemente l’equilibrio, cosicché lui vada a sbattere contro di loro; o ancora, non appena notano che lui fa per prendere un bicchiere o altro muovono la mano nella sua direzione; ne risulterà  uno sfregamento apparentemente casuale, ma molto stimolante. Un’altra tattica è quella di fargli vedere o assaggiare qualcosa oppure di porgergli un oggetto che lui ha richiesto e quando avviene il “passaggio” fare in modo che le mani si sfiorino leggermente. Insomma, considerata quanta finezza e astuzia mostra la donna nella gestione del contatto fisico, l’uomo appare a confronto un troglodita.

A  risollevare l’onore del sesso forte, ci ha pensato però Nicolas Guéguen, un ricercatore francese, che con le sue indagini ha dimostrato che anche l’uomo ha qualche freccia al suo arco…specie nell’approccio. Guéguen è partito da alcuni esperimenti che hanno dimostrato il potere del contatto come strumento di persuasione: queste indagini hanno messo in evidenza, infatti, che uno sfioramento, un breve contatto, un tocco discreto possono rendere chi riceve queste “attenzioni” più disponibile e accondiscendente. Si è appurato ad esempio come delle cameriere che toccassero appena i clienti ricevessero mance più sostanziose di quelle che non lo facevano; altre ricerche hanno dato prova che dopo un breve contatto fisico, le persone sono più pronte a sottoscrivere una petizione o che, dei clienti di un supermercato se sfiorati da un commesso accettano più facilmente di provare dei prodotti in promozione o di acquistarli. Sembra che quest’effetto sia possibile anche il destinatario del contatto non ne è cosciente. A testimoniarlo è sempre Guéguen; in un’indagine ha coinvolto 227 donne chiedendo loro di rispondere ad un questionario. Alcune di loro venivano toccate per uno o due secondi; altre no. L’esito ha dimostrato che chi veniva toccato era decisamente più ben disposto a compilare il questionario; ma ancora più sorprendentemente, l’autore ha scoperto che il fatto di non essere consapevoli generava comunque l’effetto! A quel punto Guéguen si è domandato se questo magico effetto funzioni anche nell’approccio? Per accertarlo ha ideato tre esperimenti.

Nel primo, un giovane attraente in un nightclub aveva invitata a ballare dei lenti a 130 donne; la metà delle quali veniva toccats sull’avambraccio per un attimo al momento della richiesta; mentre la restante parte, no. Nel secondo disegno sperimentale, il cimento era ancora più arduo. Un ragazzo di 20 anni doveva fermare delle ragazze (ben 240!) per strada e farsi dare il loro numero di telefono; anche in questo caso, la richiesta veniva o meno accompagnata da un breve contatto. Bene, in tutti e due i casi, il contatto si è dimostrato la carta vincente.

Nella situazione della sala da ballo, il 65% delle donne toccate avevano accettato il ballo contro il 43% di quelle nemmeno sfiorate. Nell’abbordaggio da strada il risultato è stato analogo (anche se meno eclatante considerato che la difficoltà era maggiore); il 19% delle ragazze avvicinate e toccate aveva lasciato il proprio cellulare; mentre questo valore si riduceva circa la metà in quelle che non erano state toccate. Un ultimo appunto; la ricerca neuropsicologica ha messo in evidenza quelle che sono le aree del corpo e le forme del contatto che maggiormente suscitano sensazioni di piacere. Le regioni più sensibili sono le zone glabre, non coperte da peli; ad esempio,  il palmo della mano o la parte interna dell’avambraccio.

In queste zone ci sono dei recettori che rispondono esclusivamente ad una stimolazione prodotta da una lenta e soffice carezza e che portano il messaggio nervoso direttamente alla insula, un area del cervello coinvolta nella percezione delle emozioni piacevoli.  Tirando le somme, la dritta che danno queste indagini è che se un uomo vuole fare breccia in una donna, è che bene che accompagni le sue avance con un contatto breve, leggero e fatto sull’avambraccio o sul palmo: le sue probabilità di riuscita saliranno vertiginosamente.

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Pagina aggiornata al 18/06/2007

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