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Faccia d'angelo

Seduzione: Faccia d'angelo

Seduzione: Un volto femminile piace di più se possiede tratti infantili e ci da l’impressione di onestà e sincerità … ma non sempre è vero.

Un volto attraente ci fodera letteralmente gli occhi di “prosciutto”: in modo involontario e inconsapevole pressoché tutti tendiamo a valutare le persone avvenenti in modo più favorevole di quelle meno belle; soprattutto per quanto riguarda aspetti come la disinvoltura, l’estroversione e il savoir faire. Solo il giudizio sull’integrità morale e sulla sensibilità per i sentimenti altrui non sembrano  essere moderati dall’aspetto fisico.

Ma se la bella presenza è associata a tratti infantili, allora la nostra capacità di giudizio ne risulta completamente falsata. Una faccia da bambino suscita un’innata reazione positiva e suscita tenerezza. E’ una risposta così forte che nemmeno gli altri animali riescono a restarne indifferenti: è infatti per questo motivo che si sono trovati realmente dei “Tarzan” cresciuti da scimmie o da altre specie. Questi tratti, che condividiamo con i piccoli degli altri mammiferi, sono ad esempio fronte e curva e spaziosa, occhi grandi, naso piccolo, mento sottile, guance rotonde, paffute e prominenti e un aspetto “morbido” dei tessuti del corpo. Le indagini mostrano che quelle elencate sono caratteristiche più comuni nel volto di una donna che in quello maschile. Probabilmente questo è dovuto al fatto che, da un punto di vista, evolutivo questi tratti sono stati selezionati per suscitare atteggiamenti protettivi e accudimento nel partner e per “ammansire” eventuali impulsi violenti negli uomini in generale. Uno studio condotto dalla psicologa americana Diane Berry ha messo in evidenza che l’aspetto infantile è una dimensione indipendente che viene presa in esame quando valutiamo la bellezza di un volto. Numerosi studi hanno dimostrato che un volto dalle fattezze infantili evoca condiscendenza e amorevolezza; inoltre, induce a pensare che chi ha quei tratti possieda molte qualità positive.

Ad esempio, chi mostra queste caratteristiche viene considerato anche sincero, sensibile e cordiale. Sebbene l’impressione generale sia positiva, possedere quei tratti ha anche il suo rovescio della medaglia: chi da l’idea di essere più “bambino”, appare pure più sottomesso, debole, poco dominante e competente. Una recente ricerca eseguita da un’equipe di studiosi tedeschi ha voluto accertare se, in volto femminile, gli uomini prediligano tratti maturi o fattezze più infantili. Per provarlo hanno reclutato un certo numero di volontari e hanno sottoposto alla loro valutazione dei ritratti di volti femminili.  Ai partecipanti, tutti maschi, era stato domandato quale delle donne ritratte trovassero più attraente e quale meno. In realtà, la donna fotografata era sempre la stessa, ma con un programma di grafica per computer erano stati esaltate ora le caratteristiche più adulte, ora quelle più fanciullesche.

Ne è emerso che solo ad un uomo su dieci piace un volto femminile maturo: gli altri trovavano più piacevoli visi che avessero da un 10 fino al 50% di caratteristiche infantili. L’aspetto “giovane” non deve essere però eccessivo.

E’ quanto emerge da uno studio degli etologi austriaci Klaus Atzwanger e Karl Grammer. Manipolando delle foto per aumentare il grado di “infantilismo”, i due hanno scoperto che una donna troppo “bambina” non piace più e, soprattutto viene scartata come partner. Sembra che alla base di questo “rifiuto” ci sia una ragione di ordine biologico: una compagna che sembra un “cherubino” non verrebbe considerata una madre in grado di prendersi cura dei figli.

Un attributo che frequentemente associamo a quell’aspetto è l’onestà: più uno appare giovane, più è ritenuto “retto”; il rapporto fra le due “variabili” è lineare; più aumenta l’uno, più cresce l’altro. Tuttavia, per quanto questa “suggestione” sia molto forte quando giudichiamo una persona dal suo aspetto, non è di per sé attendibile. Addirittura, alcuni psicologi hanno scoperto una corrispondenza opposta: in un indagine, dei giovani delinquenti dalle fattezze infantili si sono rivelati più dissoluti delle loro controparti dall’aspetto più “cresciuto”. In un altro studio, era stato valutata la condotta di ragazzi della classe media dai tratti fanciulleschi in contrapposizione a quella dei loro coetanei più “invecchiati”: i primi sono risultati più subdoli, menzogneri e sleali… quando si dice che l’apparenza inganna!

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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