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Eiaculazione
precoce: piccoli consigli pratici
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Prima
di tutto, chiariamo un concetto importante:
l’eiaculazione precoce non
è una malattia, anzi è la prova che il
meccanismo dell’eccitazione funziona bene, anche
troppo. Il problema è dato dalla soddisfazione del
partner, che può avere tempi molto diversi dai
vostri. Ecco una serie di piccoli “trucchi” che
possono funzionare, ma che hanno i loro limiti.
Nel dettaglio:
-
pensare
a qualcosa di triste:
può aiutare a diminuire l’eccitazione
sessuale e a ritardare il momento
dell’eiaculazione, ma attenzione, se
l’eccitazione diminuisce troppo, addio
erezione, e allora… Inoltre, questa abitudine
rischia di rendere laborioso il rapporto
sessuale, a tutto svantaggio della naturalezza e
della spontaneità
-
avere il
rapporto solo dopo
una prima eiaculazione, ottenuta per
masturbazione o attraverso un primo rapporto
sessuale “rapido”: è una soluzione
possibile, a condizione di essere giovani. Non
bisogna infatti dimenticare che gli uomini
hanno il cosiddetto periodo
refrattario, un intervallo fisiologico tra
un’erezione e l’altra che può durare da 5
a 30 minuti quando si hanno vent’anni, ma
che aumenta con l’età. Arriva per tutti un
momento in cui bisognerà aspettare anche due
o tre ore prima che sia possibile una nuova
erezione. Per ovviare, è comunque possibile
ricorrere agli induttori orali dell’erezione
(sildenafil, tadalafil, vardenafil), che
permetteranno di ridurre significativamente la
durata del periodo refrattario.
Durante
la masturbazione,
prendete l’abitudine di inserire delle pause
volontarie nella crescita dell’eccitazione, per
allontanare il momento dell’eiaculazione. In
questo modo vi abituerete a riconoscere le
sensazioni premonitrici dell’orgasmo, cioè il
momento in cui dovrete fermarvi per non scatenare
il riflesso eiaculatorio. E’ solo un inizio, ma
questa tappa può esservi molto utile. Durante il
rapporto sessuale l’eccitazione è spesso
superiore e senza dubbio diversa da quella indotta
dalla masturbazione: se avrete imparato a
controllarvi da soli, vi resterà solo da imparare
a esercitare lo stesso controllo durante il
rapporto con un/una partner. Imparate a
rilassarvi, e ad avere una coscienza più acuta
del vostro corpo. Praticate le tecniche di
rilassamento, anche lo yoga può esservi di aiuto
-
variare
piaceri e posizioni: secondo alcuni
uomini, esistono posizioni sessuali che
consentono di avere un miglior controllo
dell’imminenza orgasmica. La tensione
muscolare avrebbe l’effetto di precipitare
l’orgasmo negli eiaculatori precoci, ecco
perché le posizioni “faticose” o
acrobatiche sono sconsigliate. La più
appropriata sembra essere la cosiddetta
“posizione di Andromaca”, nella quale la
donna sta sopra l’uomo. Ma attenzione, anche
questa soluzione rischia di diventare
monotona…
-
i
preservativi ritardanti. Anche se il loro
“target” non è necessariamente quello
degli eiaculatori precoci, questi preservativi
possono talvolta essere di aiuto. Ecco che
cosa è disponibile attualmente:
- preservativi con una forma specifica
- preservativi più spessi
- preservativi che contengono un gel
anestetizzante a base di benzocaina
-
i farmaci.
Trattano i sintomi, non la causa. Alcuni
antidepressivi e ansiolitici aiutano a
ritardare il momento dell’eiaculazione, ma
si tratta in ogni caso di un trattamento
sintomatico, che non risolve la causa del
problema. Perciò, quando si sospende il
trattamento, il disturbo ritorna. Inoltre,
l’efficacia non è garantita per tutti i
soggetti, e per molti il rapporto sessuale
continua a durare troppo poco
-
le metodologie
derivanti dai lavori di Masters & Johnson.
Esistono diversi metodi che aiutano a
controllare meglio l’arrivo
dell’eiaculazione, ciascuno di essi aiuta
l’uomo a rilevare le sensazioni di allerta
dell’orgasmo per controllare meglio
l’eccitazione sessuale. La maggior parte di
queste tecniche deriva dagli studi di Masters
e Johnson, due sessuologi americani che negli
anni ’60 hanno messo a punto dei metodi
specifici per il trattamento dei disturbi
sessuali. In questo caso si parla dei metodi
“start
and stop”, che richiedono la
collaborazione del/della partner. Eccitando
progressivamente il soggetto, il/la partner
presterà molta attenzione a non fargli
raggiungere il punto di non ritorno. Quando
l’uomo chiede di sospendere la stimolazione,
i due sessuologi americani raccomandano di
esercitare una pressione (squeeze)
alla base del pene, e di prolungarla fino a
quando l’uomo non sente più l’imminenza
dell’orgasmo. Inoltre, si può praticare
anche un piccolo esercizio in mancanza di
partner, che consiste nell’interrompere il
flusso di urina per qualche secondo, e
ripeterlo quante più volte possibile. Questi
esercizi aiutano ad avere un maggiore
controllo sulla muuscolatura del piano
perineale, responsabile dell’emissione del
liquido seminale.
Cosa evitare:
-
l’ora tarda
-
la stanchezza
-
il freddo
-
la mancanza di
motivazione, vostra o del/della partner
-
gli
elementi perturbatori (bambini, situazioni
rischiose o stressanti, ecc.)
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