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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

L'amore ai tempi della Smart

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L'amore ai tempi della Smart

a cura di Arterotica.eu

Piccolo, veloce: questi stessi aggettivi sono applicabili sia al libro “Kamasutra in Smart”, sia all’infernale trabiccolo di ultima generazione che alla storia fa da scena, ma anche un po’ da co-protagonista.

Si parla di sesso e anche un po’ d’amore: al centro di tutto una coppia, lui un quarantacinquenne amareggiato dalla solitudine; lei, Luna, bellissima ventenne libera e presuntuosa.

Nelle pagine scorre il racconto dell’uomo, che svela l’intimo del suo animo malandato, il sesso, le emozioni e i sentimenti nati da una casualità, con ironia e intelligenza. I due si “scontrano” in macchina: lei alla guida – sicura e incauta!- della sua Smart, lui in una già ammaccata uno del ’98; le macchine, una seconda pelle per i personaggi, parlano di loro e dicono che sono l’uno l’opposto dell’altra. Così, inaspettatamente per lui, hanno inizio intensi incontri di sesso, sempre e solo nella Smart, piccola ma tanto spaziosa da contenere un mondo: aperto quel buffo sportello, dentro c’è il mondo di Luna, della sua determinazione infantile, del suo divieto di fumare in macchina, della sua ostinazione a non voler fare sesso in casa e della sua semplice e cinica filosofia dell’amore.

Lui viene investito dall’imprevisto e da un calore che non provava da tempo (gioia?): pur non volendo, il sesso esce dai suoi margini di pura meccanica fisica di piacere, dando vita ad un embrionale sentimento. L’unione dei corpi è ogni volta preceduta, seguita o accompagnata da parole, riflessioni e pensieri che si avvinghiano in un kamasutra filosofico-mentale. E sempre, la semplicità della ragazza lascia lui – e noi- stupito e disarmato: “Non mi piace che si usino parole troppo grandi per dire le cose che sono semplici, piccole. Tutto qui. Scusa. E’ il mio modo” è la risposta al suo –di lui- “Mi hai salvato la vita. Te ne sarò grato per sempre”.

Entrambi scettici verso l’amore, non si aspettano nulla in cambio dal rapporto e questa è la solidarietà che più li unisce profondamente, o almeno è ciò che avvicina l’uomo alla ragazza. Forse, la scorza di disillusione è stata incrinata dalla lunga solitudine e la vitalità dei vent’anni di lei riesce ad aprirvi una breccia. “Ero proprio io. Quello che cercava di convincere Luna all’amore. Io, solo. Io, con più di quarant’anni e niente fuori dalla porta e nemmeno dentro. Io, la negazione dell’amore  quindi, a cercare di suggerirlo”.

In tutto questo, la Smart non è solo – si diceva- il luogo degli incontri, ma, in fondo, rappresenta una filosofia, quella appunto di Luna, del suo modo di procedere nella vita e di come affrontare le relazioni: pratica e senza impegno.

Ogni capitolo, questa è l’idea ironica e acuta del racconto, è preceduto da citazioni varie tratte dal libretto di istruzioni del veicolo in questione, dal sito o dai depliant informativi e pubblicitari. Abilissimo è il modo in cui l’autore riesce a costruire gli episodi intorno a questo nucleo iniziale che ne dà l’interpretazione, riuscendo a dare densità e poesia a tante parole spese, in fondo, solo per una macchina.

Francesca Paolini

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Pagina aggiornata al 12/05/2008

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