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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Il linguaggio maschile e quello femminile

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Il linguaggio maschile e quello femminile

In quanti modi comunichiamo? Tantissimi, ogni nostra espressione è una comunicazione dei nostri pensieri; perché allora è difficile comprendersi? Vediamo quali differenze dividono uomo e donna.

La psicologia, negli ultimi vent’anni, si è occupata molto delle differenze tra maschi e femmine anche dal punto di vista dell’utilizzo del linguaggio. Si pensa che esistano differenze sostanziali nel modo di vedere il mondo e nel modo di rapportarsi ad esso e che queste si riflettano nel linguaggio.

Intanto, dato che non esiste solo la comunicazione verbale, possiamo affermare che le donne, in genere, sono più portate a decodificare il linguaggio corporeo e le espressioni  emotive degli altri a partire dall’infanzia. Non solo, le donne utilizzano anche maggiori espressioni facciali e gestuali e variano maggiormente l’intonazione della voce nel comunicare con gli altri. 

Questo probabilmente perché la competenza relazionale e il “prendersi cura” è affidata all’intero mondo femminile, giustificando la differente educazione con l’idea che la maternità - luogo ideale e specifico - necessita proprio di questo strumento empatico per comunicare con un bambino che ancora non parla.

Ma veniamo al linguaggio vero e proprio e cerchiamo attraverso l’analisi di alcune situazioni classiche di vedere quali sono le differenze rilevanti di comportamento.

Siamo a un convegno, parla un oratore; il suo discorso, presentato ad una platea mista, verrà ascoltato più attentamente se l’oratore è un uomo piuttosto che una donna.

Contrariamente allo stereotipo culturale diffuso che vede le donne come chiacchierone, sono al contrario gli uomini a parlare di più in contesti sociali.
Ma analizziamo le differenze:

- i maschi interrompono molto spesso il discorso altrui e tendono a dare risposte  - le donne interrompono molto meno frequentemente e tendono a fare domande.
- nel discorso le donne mantengono il contatto oculare più a lungo e offrono spesso un riscontro incoraggiante sorridendo e annuendo molto di più all’interlocutore. Questo è particolarmente vero in un primo contatto con una persona estranea che evidentemente le donne si sforzano di far sentire a proprio agio.
- gli uomini usano un linguaggio diretto ed esplicito, usando spesso imperativi,
- le donne sono indirette e implicite e propongono spesso una comunicazione sotto forma di domanda.

Facciamo un esempio classico: “Chiudi la finestra” dice lui, mentre lei propone “Non trovi che ci sia uno spiffero eccessivo?”

L’idea sottesa dalle due dichiarazioni è simile e riguarda una finestra da chiudere…ma il modo indiretto femminile può portare a gravi fraintendimenti nel senso che la risposta potrebbe essere semplicemente: “No, non mi pare” lasciando la donna molto contrariata per la mancanza di attenzione implicita.

Tutto il linguaggio maschile sottolinea il dare risposte o suggerimenti e questo spiega perché gli uomini, in generale, non amano chiedere informazioni nel caso si perdano…mentre le donne non se ne preoccupano affatto così come sono più propense ad usare termini come: “Ho sbagliato” “Mi dispiace” “E’ colpa mia”. Inoltre, gli uomini, durante una conversazione, toccano la partner quattro volte più spesso di quanto non facciano le donne.

In genere, gli uomini evitano argomenti personali e preferiscono discutere di fatti, notizie, di sport, tecnologie varie e lavoro.

Al contrario le donne personalizzano il discorso e lo inseriscono in un contesto relazionale, parlano volentieri di persone, di rapporti, di sentimenti, di vestiario, di vacanze, di diete e di progetti.

Tutto questo da cosa deriva? Ancora oggi le madri, ad esempio, parlano di più alle figlie femmine e con tono più sommesso e tengono in braccio un bambino in maniera più energica parlandogli con tono più deciso.

E a letto cosa succede?
Lei
vuol sentirsi apprezzata e amata, mentre lui desidera sentirsi dire che è bravo e che è riuscito a soddisfare la partner. Sembra che però non capiti spesso di restare così soddisfatti dall’eloquio del partner!

Viste tutte queste differenze ci sarebbe ancora molto da dire ma limitiamoci ad un’ultima considerazione: siccome spesso maschi e femmine non si capiscono può accadere un ultimo paradosso in un periodo critico.

Sono infatti le donne, in una coppia, quelle che sollevano ogni tipo di problema: pensano che parlandone si possa trovare insieme una soluzione. Gli uomini, al contrario, tendono a non parlarne o a negare l’esistenza stessa di un problema fintanto che non ne vedono una soluzione da proporre attivamente. Il tacere viene considerato uno sforzo positivo e non si capacitano del malumore che questo provoca nella propria partner. Inoltre, spesso non riescono a sopportare il modo “emotivo” (triste, deluso, arrabbiato) con cui le compagne insistono nel voler affrontare la cosa ad ogni costo.

Potremmo riflettere su tutti questi dati per imparare a dialogare: le donne forse potrebbero sforzarsi di essere più dirette nelle richieste prima che le cose precipitino e gli uomini forse potrebbero imparare a parlare di emozioni senza sentirsi troppo minacciati se non hanno in tasca una soluzione per ogni problema.

BIBLIOGRAFIA
Luce Irigaray, "Parlare non è mai neutro", Editori Riuniti.

Patrizia Violi, "L’infinito singolare. Considerazioni sulla differenza sessuale nel linguaggio", Essedue Edizioni

Deborah Tannen, "Ma perché non mi capisci ? Alla ricerca di un linguaggio comune tra uomini e donne", Frassinelli 

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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