La psicologia, negli ultimi
vent’anni, si è occupata molto delle differenze
tra maschi e femmine anche dal punto di vista
dell’utilizzo
del linguaggio. Si pensa che esistano differenze
sostanziali nel modo di vedere il mondo e nel modo
di rapportarsi ad esso e che queste si riflettano
nel linguaggio.
Intanto, dato che non esiste
solo la comunicazione verbale, possiamo affermare
che le donne,
in genere, sono
più portate a decodificare il linguaggio corporeo
e le
espressioni emotive
degli altri a partire dall’infanzia. Non solo,
le donne utilizzano
anche maggiori
espressioni facciali e gestuali e variano
maggiormente l’intonazione della voce nel
comunicare con gli altri.
Questo probabilmente perché la
competenza relazionale e il “prendersi cura” è
affidata all’intero mondo femminile, giustificando
la differente educazione con l’idea che la
maternità - luogo ideale e specifico - necessita
proprio di questo strumento empatico per comunicare
con un bambino che ancora non parla.
Ma veniamo al linguaggio vero e
proprio e cerchiamo attraverso l’analisi di alcune
situazioni classiche di vedere quali sono le
differenze rilevanti di comportamento.
Siamo a un convegno, parla un
oratore; il suo discorso, presentato ad una platea
mista, verrà ascoltato più attentamente se
l’oratore è un uomo piuttosto che una donna.
Contrariamente allo stereotipo
culturale diffuso che vede le donne come
chiacchierone, sono
al contrario gli
uomini a parlare di più in contesti sociali.
Ma analizziamo le differenze:
- i
maschi interrompono molto spesso il discorso altrui
e tendono a dare risposte
- le donne interrompono molto meno
frequentemente e tendono a fare domande.
- nel
discorso le donne mantengono il contatto oculare più
a lungo e offrono spesso un riscontro
incoraggiante sorridendo e annuendo molto di più
all’interlocutore. Questo è particolarmente vero
in un primo contatto con una persona estranea che
evidentemente le donne si sforzano di far sentire a
proprio agio.
- gli uomini
usano un linguaggio diretto ed esplicito, usando
spesso imperativi,
- le donne
sono indirette e implicite e propongono spesso
una comunicazione sotto forma di domanda.
Facciamo un esempio classico:
“Chiudi la finestra” dice lui, mentre lei
propone “Non trovi che ci sia uno spiffero
eccessivo?”
L’idea sottesa dalle due
dichiarazioni è simile e riguarda una finestra da
chiudere…ma il modo indiretto femminile può
portare a gravi fraintendimenti nel senso che la
risposta potrebbe essere semplicemente: “No, non
mi pare” lasciando la donna molto contrariata per
la mancanza di attenzione implicita.
Tutto il linguaggio maschile
sottolinea il dare risposte o suggerimenti e questo
spiega perché gli
uomini, in generale, non
amano chiedere informazioni nel caso si
perdano…mentre le
donne non se ne preoccupano affatto così come
sono più propense ad usare termini come: “Ho
sbagliato” “Mi dispiace” “E’ colpa mia”.
Inoltre, gli uomini, durante una conversazione,
toccano la partner quattro volte più spesso di
quanto non facciano le donne.
In genere, gli
uomini evitano argomenti personali e preferiscono
discutere di fatti, notizie, di sport,
tecnologie varie e lavoro.
Al contrario le
donne personalizzano il discorso e lo
inseriscono in un contesto relazionale, parlano
volentieri di persone, di rapporti, di sentimenti,
di vestiario, di vacanze, di diete e di progetti.
Tutto questo da cosa deriva?
Ancora oggi le madri, ad esempio, parlano di più
alle figlie femmine e con tono più sommesso e
tengono in braccio un bambino in maniera più
energica parlandogli con tono più deciso.
E
a letto cosa succede?
Lei vuol sentirsi apprezzata
e amata, mentre lui
desidera sentirsi dire che è bravo
e che è riuscito a soddisfare la partner. Sembra
che però non capiti spesso di restare così
soddisfatti dall’eloquio del partner!
Viste tutte queste differenze
ci sarebbe ancora molto da dire ma limitiamoci ad
un’ultima considerazione: siccome spesso
maschi e femmine non si capiscono può accadere
un ultimo paradosso in un periodo critico.
Sono
infatti le
donne, in una coppia, quelle che sollevano ogni tipo
di problema: pensano che parlandone si possa
trovare insieme una soluzione. Gli
uomini, al contrario, tendono
a non parlarne o a negare l’esistenza stessa
di un problema fintanto che non ne vedono una
soluzione da proporre attivamente. Il
tacere viene considerato uno sforzo positivo e non
si capacitano del malumore che questo provoca nella
propria partner. Inoltre, spesso non riescono a
sopportare il modo “emotivo” (triste, deluso,
arrabbiato) con cui le compagne insistono nel voler
affrontare la cosa ad ogni costo.
Potremmo riflettere su tutti questi dati per
imparare a dialogare: le donne
forse potrebbero sforzarsi di essere più
dirette nelle richieste prima che le cose
precipitino e gli uomini
forse potrebbero
imparare a parlare di emozioni senza sentirsi
troppo minacciati se non hanno in tasca una
soluzione per ogni problema.