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Il sesso: domande e risposte

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Il sesso: domande e risposte

Che cos'è il punto G?
È una zona ricca di terminazioni nervose e di tessuto erettile – simile a quello dei corpi cavernosi del pene – posta nella parete anteriore della vagina, più o meno all’incontro tra il primo e il secondo terzo. Argomento dibattuto, ancora negato da ginecologi e anatomisti ignoranti, è invece una caratteristica anatomica variabile. Alcune donne infatti lo possiedono, altre ne sono verosimilmente prive. Nel 1998 un’urologa australiana ha pubblicato sull’importante rivista scientifica Journal of Urology un articolo dove dimostrava che i corpi cavernosi del clitoride si approfondano nella parete vaginale, fornendo così implicitamente la dimostrazione anatomica del Punto G, chiamato così dal cognome del suo scopritore, Grafemberg. La vagina non è quel canale insensibile come è ancora descritto nei testi di medicina e di sessuologia, ma un tessuto sessualmente responsivo. Ecco per quale motivo alcune donne hanno l’orgasmo vaginale e altre solo quello clitorideo.

Perché tante donne non hanno l'orgasmo vaginale?
Sembrerà strano ma il primo problema di una donna che non ha l’orgasmo è capire esattamente cosa sta cercando. Nonostante le descrizioni l’orgasmo femminile lo si comprende solo quando lo si prova. Anche perché le modalità per raggiungerlo (la doppia possibilità clitoridea e vaginale) sono diverse da donna a donna, e probabilmente diverse nella stessa donna a seconda del momento, come differenti sono pure i gradi di intensità raggiungibili. Per fare questo la via maestra è quella della masturbazione. Infatti, le donne sono tra loro differenti e lo stesso modello fisiologico non va applicato a tutte. L’orgasmo raramente è (o lo è molto poco ) un riflesso automatico, come nel maschio; più spesso è una conquista, una cosa che si impara, un po’ come un uomo apprende a controllare un’eiaculazione, per natura precoce. L’orgasmo vaginale si verifica verosimilmente con maggiore facilità in quelle donne che hanno il famoso “Punto G”. Ma per le altre la penetrazione non è meno piacevole. La sensazione di riempimento e di unione che deriva dal coito è stata descritta da numerose inchieste giornalistiche e scientifiche come il primo motivo di soddisfazione sessuale di una donna, a buona distanza dall’orgasmo.

Che cos'è e come si cura l'eiaculazione precoce?
L’eiaculazione precoce si può anche prevenire, oltre che curare. Lo si fa insegnando gli “esercizi di Kegel”, la cosiddetta ginnastica pelvica. Si tratta di muscoli di contenimento, non progettati per muoversi, ma solo per contenere. I muscoli sotto il bacino, quelli che intervengono per controllare l’orgasmo, sono, allo stesso modo, muscoli di contenimento: ipotrofici e cronicamente rilassati. Basta imparare a riconoscerli (sono quelli che usiamo per bloccare il getto della pipì) per poi effettuare cicli di contrazioni lente e di contrazioni veloci. È poi fondamentale accertare l’assenza di batteri o di infiammazioni nella prostata. Il sessuologo medico sa scoprire questa presenza indesiderata che altera le sensazioni che precedono il riflesso eiaculatorio e sa curarle. Secondo alcuni sessuologi l’eiaculazione precoce è così diffusa che non può essere considerata una malattia. Riguarda i giovani inesperti e supereccitati con una frequenza non lontanissima dal 100%. E’, anche nell’adulto, il più frequente disturbo della vita di coppia. Siamo progettati per eiaculare in tempi brevi, in una manciata di secondi. Così doveva essere per l’uomo primitivo, ma ben presto, man mano che l’uomo imparava a dominare la natura intorno a sé, capiva che quell’atto non era solo un “dovere” ormonale – come avviene per tutti gli altri animali – ma un piacere, forse il più grande piacere che potesse sperimentare. Imparò quindi a ritardare questo piacere, a prolungarlo. E scoprì così il piacere femminile. Ma quando non ci riusciva, scoprì anche un nuovo disturbo: l’eiaculazione precoce.

E' vero che il desiderio sessuale diminuisce con l'età?
Il desiderio sessuale dipende fondamentalmente da un ormone, il testosterone, che il produce il testicolo maschile e il surrene e l’ovaio femminili. Il testosterone diminuisce fisiologicamente con l’età, in entrambi i sessi. Per questo molti endocrinologi ritengono importante ripristinare i normali valori di questo ormone negli anziani, magari usando i cerotti che permettono un lento rilascio del principio attivo.
Fattori socioculturali possono però aggravare il problema. L’anziano è spesso vittima della cosiddetta “sindrome antisessuale” della terza età: consiste nella disapprovazione sociale nei confronti del desiderio sessuale senile. Il sessuologo deve insegnare a superare questa “castrazione sociale” caratteristica della nostra epoca. Infine, il fisiologico rarefarsi dei rapporti sessuali non fa che aggravare la situazione. È stato infatti dimostrato che la riduzione dei rapporti sessuali ha come effetto la riduzione dei livelli di testosterone. Al contrario, una frequenza bisettimanale di rapporti sessuali completi permette di recuperare rapidamente normali livelli ematici dell’ormone, e quindi di riattivare la macchina del desiderio.

Quanto sono importanti le misure a letto?
E' vero però, come si sente dire spesso, che un pene più lungo può soddisfare meglio una donna? L'orgasmo femminile nasce dal clitoride, che è esterno, o dai tessuti sensibili alla stimolazione dei primi tre-cinque centimetri della vagina. Più che la lunghezza, quindi, potrebbe magari essere importante la larghezza. La lunghezza può in certi casi addirittura diventare un problema per la donna, se rende il rapporto doloroso. Ma il pene è pur sempre un elemento di dimorfismo sessuale, di differenza tra sessi. Per questo la sua forma non può non avere una certa eco nell’immaginario erotico femminile. Esattamente come succede per le dimensioni del seno nella fantasia maschile. Per alcune donne le dimensioni possono essere un richiamo erotico. Inchieste condotte in diversi paesi hanno tuttavia dato sempre lo stesso risultato: le dimensioni dell'amante possono essere tra i pensieri femminili, ma non sono mai ai primi posti. Ai primi posti, oltre al coinvolgimento emotivo, ci sono sempre la sua attenzione e la sua esperienza.

In una coppia è grave non avere rapporti per qualche tempo?
Gli esseri umani hanno grandi capacità di recupero e di adattamento a varie condizioni. Per molte coppie non è quindi grave sospendere i rapporti sessuali per qualche tempo: quando si riprende a far l’amore tutto torna come prima. La “macchina” del desiderio, tuttavia, è stata progettata per essere usata. Il non utilizzarla – la sospensione dell’attività sessuale – può per alcuni rappresentare un problema, soprattutto sul piano ormonale.
Quando non si hanno rapporti, l’ormone del desiderio, il testosterone, comincia a diminuire, un po’ come succede quando si è a dieta: dopo qualche tempo non si ha più fame. Così quando si è a “dieta” di sesso il rischio è che dopo un po’ non si desidera più. La buona notizia è che è sufficiente riprendere una normale attività sessuale perché i livelli di testosterone risalgano alla normalità.

Preservativo e piacere: è possibile farli andare d'accordo?
Certamente il preservativo, soprattutto quelli più moderni, ultrasottili, ma non meno sicuri, non può e non deve costituire un limite al piacere sessuale. Per una persona di buon senso dovrebbe essere molto più limitante sul piano del piacere l’ansia derivante da rapporti non protetti e quindi dal concreto rischio di infezione, non solo di AIDS, ma di numerose altre malattie sessualmente trasmesse.

Perché gli uomini cercano il sesso mercenario?
Sono state date molte spiegazioni per questo comportamento tipicamente maschile, visto che il corrispettivo per il mercato femminile, i cosiddetti “gigolo” costituiscono una nicchia che stenta a imporsi. La prima, di chiara matrice psicoanalitica, riferisce il comportamento del cliente al bisogno di confrontarsi con altri uomini. Si va con una prostituta per dimostrare di essere capaci di possedere la donna posseduta da altri, per superare la propria angoscia di non essere abbastanza virili. La seconda invece si deve alla psicologia evoluzionistica che intravede nel rapporto prostituta-cliente le modalità ideali della sessualità maschile “naturale”. Rapporti sessuali rapidi e soprattutto variati, senza implicazioni sentimentali e soprattutto senza impegni... postcoitali. Naturalmente il fatto che un comportamento sia naturale, non significa affatto che sia giusto. Anche l’omicidio è perfettamente naturale. Se non si ammette però la “naturalità” dell’andare con una prostituta non se ne percepisce la reale entità del fenomeno, che ha quelle caratteristiche planetarie e sovrastoriche che ne hanno fatto <<il mestiere più antico del mondo>>.

Che cosa scatta in un adulto che si scopre improvvisamente omosessuale?
La possibilità che un adulto si scopra omosessuale (fobia frequentissima: alla base di quei comportamenti persecutori noti come “omofobia”) è assai remota. L’omosessuale spessissimo sa di esserlo fin dall’inizio della sua vita sessuale, cioè fin da bambino. Dati scientifici assai convincenti documentano infatti che l’omosessualità non è una malattia ma una variante del comportamento sessuale con basi congenite. Insomma, omosessuali non si diventa, né si nasce: semplicemente si “è”.
Per questo è improbabile che una quarantenne in carriera e madre di 4 rampolli scopra all’improvviso di essere lesbica. Il fatto di avere rapporti omosessuali (fatto assai frequente che trae origine dal bisogno di trasgressione o da problemi relazionali con l’altro sesso) non indica affatto l’omosessualità, identificata come <<costante e univoco desiderio di una vita sessuale con persone del proprio sesso>>. Ci spieghiamo così il fenomeno tipico dei nostri anni post-rivoluzione sessuale noto come bisessualità, che non va confusa con l’omosessualità, proprio perché mancano i caratteri di esclusività.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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