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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Come fare l'amore più a lungo

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Come fare l'amore più a lungo

Poiché la fisiologia impone spesso ritmi lunghi per raggiungere il piacere femminile, ogni maschio moderno (prima, non si ponevano proprio il problema) vorrebbe resistere il più possibile con una solida erezione per ritardare il momento dell’eiaculazione. Ma quanto si può resistere? E come migliorare tragiche performance a letto?

Si è molto litigato tra addetti ai lavori per definire quando eiaculiamo troppo presto. Entro 30 secondi dalla penetrazione, dissero alcuni; no, dissero altri: entro 2 minuti. Nemmeno: entro le 20 spinte coitali. In pieno femminismo annunciarono poi Masters & Johnson che era precoce chi eiaculava prima che la donna avesse avuto l’orgasmo, condannando così almeno il 50% dei maschi di questo pianeta a rivolgersi al sessuologo. Ora si pensa, più semplicemente, e più saggiamente, che l’eiaculazione è precoce, anzi praecox (i medici amano il latino), quando è carente il controllo volontario del riflesso eiaculatorio, indipendentemente dall’orgasmo di lei, dalla durata della penetrazione o dalle spinte coitali. Infatti se parlate con un eiaculatore precoce vi dirà che il suo orgasmo avviene all’improvviso, come se tutte le sensazioni che lo precedono fossero assenti.

Tutti i bimbi, fino ai 2-3 anni, non sanno controllare il loro sfintere vescicale e fanno la pipì nel pannolino. A un certo punto, chi prima chi dopo, imparano a contenersi. Cosa è successo? È successo che il bambino ha sviluppato la capacità di “sentire” la vescica piena. Solo grazie a queste sensazioni può contrarre i muscoli sotto la vescica che impediscono di bagnare il lettino. Succede così per il bravo amante che controlla la sua eiaculazione. Non succede così per l’eiaculatore precoce. Il controllo dell’eiaculazione è dato dalla capacità di “ascoltare” i messaggi che provengono dal proprio albero genitale e che avvisano che la prostata e le vescichette seminali si stanno inturgidendo, pronte a scaricare all’esterno il loro contenuto seminale.

Insomma, la prima tecnica che si deve imparare per prolungare il rapporto sessuale è quella di “sentirsi”. I sottili tubetti che portano gli spermatozoi fino alle vescichette seminali sotto la vescica sono quelli che si contraggono per primi, e lo fanno ritmicamente. Poi il ritmo, come il tamtam, passa alle vescichette stesse e subito dopo alla prostata: quando queste ghiandole si sono completamente spremute dei loro fluidi, parte l’arco riflesso e i nervi del midollo ordinano l’eiaculazione. Nulla può più fermarla a questo punto. Tutto sta a prevenirla, rallentando le spinte o diminuendone la forza, addirittura controllando con la volontà le contrazioni, come si impara a fare nel Tantra-Yoga.

Qualcuno ha poi una eccessiva sensibilità sul glande: può aiutarsi portandolo scoperto. Il continuo sfregamento della biancheria è solo inizialmente fastidioso. Poi la mucosa pian piano diventa più spessa e insensibile. Talvolta si ottengono simili risultati semplicemente con il profilattico.

I nervi che conducono gli stimoli dell’eiaculazione passano attraverso la prostata. Per questo è importante che questa ghiandola non sia infiammata e abitata da batteri indesiderati (come succede spessissimo nei giovani) o ipertrofica (come accade negli anziani). Queste condizioni, che rendono più difficile l’ascolto delle sensazioni pre-eiaculatorie, si curano con cicli, a volte molto prolungati, di antibiotici specifici. I risultati sono spesso molto brillanti. La valutazione della salute della prostata deve quindi precedere qualsiasi tipo di terapia dell’eiaculazione precoce, sia farmacologica, che psicologica.

C’è anche un lungo elenco di malattie, più o meno rare, soprattutto di tipo ormonale o neurologico, che hanno l’eiaculazione precoce tra i loro sintomi. È compito del sessuologo medico esperto trovarle e curarle. Ma la medicina ha qualche risposta anche quando non trova una causa organica: sfrutta un effetto collaterale di una classe di farmaci, gli antidepressivi: il ritardo dell’eiaculazione. Lo scopo non è certo quello di curare la depressione, ma di allungare i “tempi” del paziente, per permettere di avere modo di imparare a sentire le sensazioni preorgasmiche. Sono cure che funzionano brillantemente, ma che devono essere seguite con competenza dal medico. Hanno in gran parte sostituito le tecniche psicocomportamentali che si sono dimostrate molto meno efficaci, ben più lunghe e assai più costose.

Bisogna sempre ricordare però che lo scopo del controllo non è battere dei record di durata, ma solo seguire e farsi seguire dalla propria partner. Stare bene insieme è l'unico metro con il quale si può misurare l'amore.

La ginnastica per durare
L’eiaculazione precoce si può anche prevenire, oltre che curare. Lo si fa insegnando i già citati “esercizi di Kegel”, la cosiddetta ginnastica pelvica. Tutti sappiamo che senza un po’ di esercizio costante gli addominali si rilasciano ben presto e compare la “pancetta”. Questo perché i muscoli dell’addome non si muovono mai se non sono specificamente stimolati come facciamo, per esempio, con le flessioni. Si tratta infatti di muscoli di contenimento, non progettati per muoversi, ma solo per contenere. I muscoli sotto il bacino, quelli che intervengono per controllare l’orgasmo, sono, allo stesso modo, muscoli di contenimento: ipotrofici e cronicamente rilassati. Basta imparare a riconoscerli (sono quelli che usiamo per bloccare il getto della pipì) per poi effettuare cicli di contrazioni lente e di contrazioni veloci.

Ma l'eiaculazione è una malattia?
Secondo alcuni sessuologi l’eiaculazione precoce è così diffusa che non può essere considerata una malattia. Riguarda i giovani inesperti e supereccitati con una frequenza non lontanissima dal 100%. E’, anche nell’adulto, il più frequente disturbo della vita di coppia. Siamo progettati per eiaculare in tempi brevi, in una manciata di secondi. Così doveva essere per l’uomo primitivo, costretto ad accoppiarsi nella savana con l’orecchio teso al ruggito di un leone in lontananza, o in nel fondo di una caverna, spartita magari con insetti, serpenti velenosi o orsi feroci. Ma ben presto, man mano che l’uomo imparava a dominare la natura intorno a sé, capiva che quell’atto non era solo un “dovere” ormonale – come avviene per tutti gli altri animali – ma un piacere, forse il più grande piacere che potesse sperimentare. Imparò quindi a ritardare questo piacere, a prolungarlo. E scoprì così il piacere femminile. Ma quando non ci riusciva, scoprì anche un nuovo disturbo: l’eiaculazione precoce.

Giovanni Carrada, Emmanuele A. Jannini, La scienza dell'amore , Baldini & Castoldi, 1999

Cosa c'è di comune a tutti, uomini donne e animali, nel comportamento sessuale? Ci sono schemi di comportamento, "copioni" che si ripetono nel corteggiamento, nella seduzione, nel tradimento, nel sex appeal? La scienza moderna dice di sì. Scopo di questo libro è divulgare al grande pubblico queste scoperte e far comprendere come conoscere le "regole del gioco" sia importante per essere buoni amanti.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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