Poiché
la fisiologia impone spesso ritmi lunghi per
raggiungere il piacere femminile, ogni maschio
moderno (prima, non si ponevano proprio il
problema) vorrebbe resistere il più possibile con
una solida erezione per ritardare il momento
dell’eiaculazione. Ma quanto si può resistere?
E come migliorare tragiche performance
a letto?
Si
è molto litigato tra addetti ai lavori per
definire quando eiaculiamo troppo presto. Entro 30
secondi dalla penetrazione, dissero alcuni; no,
dissero altri: entro 2 minuti. Nemmeno: entro le
20 spinte coitali. In pieno femminismo
annunciarono poi Masters & Johnson che era
precoce chi eiaculava prima che la donna avesse
avuto l’orgasmo, condannando così almeno il 50%
dei maschi di questo pianeta a rivolgersi al
sessuologo. Ora si pensa, più semplicemente, e più
saggiamente, che l’eiaculazione
è precoce, anzi praecox
(i medici amano il latino),
quando è carente il controllo volontario del
riflesso eiaculatorio, indipendentemente
dall’orgasmo di lei, dalla durata della
penetrazione o dalle spinte coitali. Infatti
se parlate con un eiaculatore precoce vi dirà che
il suo orgasmo avviene all’improvviso, come se
tutte le sensazioni che lo precedono fossero
assenti.
Tutti
i bimbi, fino ai 2-3 anni, non sanno controllare
il loro sfintere vescicale e fanno la pipì nel
pannolino. A un certo punto, chi prima chi dopo,
imparano a contenersi. Cosa è successo? È
successo che il bambino ha sviluppato la capacità
di “sentire” la vescica piena. Solo grazie a
queste sensazioni
può contrarre i muscoli sotto la vescica che
impediscono di bagnare il lettino. Succede
così per il bravo amante che controlla la sua
eiaculazione. Non succede così per l’eiaculatore
precoce. Il
controllo dell’eiaculazione è dato dalla
capacità di “ascoltare” i messaggi che
provengono dal proprio albero genitale e che
avvisano che la prostata e le vescichette seminali
si stanno inturgidendo, pronte a scaricare
all’esterno il loro contenuto seminale.
Insomma,
la prima tecnica che si deve imparare per
prolungare il rapporto sessuale è quella di “sentirsi”.
I sottili tubetti che portano gli spermatozoi fino
alle vescichette seminali sotto la vescica sono
quelli che si contraggono per primi, e lo fanno
ritmicamente. Poi il ritmo, come il tamtam, passa
alle vescichette stesse e subito dopo alla
prostata: quando queste ghiandole si sono
completamente spremute dei loro fluidi, parte
l’arco riflesso e i nervi del midollo ordinano
l’eiaculazione. Nulla può più fermarla a
questo punto. Tutto
sta a prevenirla, rallentando le spinte o
diminuendone la forza, addirittura
controllando con la volontà le contrazioni, come
si impara a fare nel Tantra-Yoga.
Qualcuno
ha poi una eccessiva
sensibilità sul glande: può aiutarsi
portandolo scoperto. Il continuo sfregamento della
biancheria è solo inizialmente fastidioso. Poi la
mucosa pian piano diventa
più spessa e insensibile. Talvolta si
ottengono simili risultati semplicemente con il
profilattico.
I
nervi che conducono gli stimoli
dell’eiaculazione passano attraverso la
prostata. Per questo è importante che questa
ghiandola non
sia infiammata e abitata
da batteri indesiderati (come succede
spessissimo nei giovani) o
ipertrofica (come accade negli anziani).
Queste condizioni, che rendono più difficile
l’ascolto delle sensazioni pre-eiaculatorie, si
curano con cicli, a volte molto prolungati, di
antibiotici specifici. I
risultati sono spesso molto brillanti. La
valutazione della salute della prostata deve
quindi precedere qualsiasi tipo di terapia
dell’eiaculazione precoce, sia farmacologica,
che psicologica.
C’è
anche un lungo elenco di malattie,
più o meno rare, soprattutto
di tipo ormonale o neurologico, che hanno
l’eiaculazione precoce tra i loro sintomi. È
compito del sessuologo medico esperto trovarle e
curarle. Ma la medicina ha qualche risposta anche
quando non trova una causa organica: sfrutta un
effetto collaterale di una classe di farmaci, gli
antidepressivi: il ritardo dell’eiaculazione. Lo
scopo non è certo quello di curare la
depressione, ma di
allungare i “tempi” del paziente, per
permettere di avere modo di imparare a sentire le
sensazioni preorgasmiche. Sono cure che funzionano
brillantemente, ma che devono essere seguite con
competenza dal medico. Hanno in gran parte
sostituito le tecniche psicocomportamentali che si
sono dimostrate molto meno efficaci, ben più
lunghe e assai più costose.
Bisogna
sempre ricordare però che lo scopo del controllo
non è battere dei record di durata, ma solo
seguire e farsi seguire dalla propria partner.
Stare bene insieme è l'unico metro con il quale
si può misurare l'amore.