Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Amare o clonare?

pubblicità

Amare o clonare?

Distratti dalla passione, delusi da un amore, pazzi di gelosia, preoccupati per i figli che crescono, tutti, una volta o l’altra abbiamo pensato: ma non era meglio se fossimo stati come le lumache – ermafroditi, maschio e femmina in un solo individuo – o come i batteri che si riproducono a velocità pazzesche senza conoscere la croce e la delizia del sesso, ma semplicemente clonandosi?

Se si dovesse spiegare a un marziano cosa è il sesso su questo pianeta ci si dovrebbe esprimere più o meno così: è lo scambio di materiale genetico che due individui diversi per caratteristiche fisiche e comportamentali hanno deciso di compiere per generare un nuovo individuo della loro specie. E se il marziano vi chiede: ci sono alternative? Sì, risponderete voi, ma sono praticate da pochissime forme viventi. L’alternativa principale è costituita dal copiarsi, dal generare un individuo geneticamente uguale a se stesso. La clonazione, appunto.

Dalla nascita di Dolly, il primo mammifero clonato, cioè geneticamente identico al "genitore", una domanda agita le coscienze: in futuro, faremo ancora figli per amore, o preferiremo farci clonare? Pur con tutte le sue complicazioni, ci dice la biologia, vincerà l'amore.

Perché la clonazione, un'invenzione in realtà molto antica, si è rivelata un vicolo cieco dell'evoluzione. Solo gli organismi più semplici e primitivi, infatti, se ne servono. Tra milioni di piante e di animali, invece, solo un migliaio di specie si riproducono ancora in questo modo.

L’invenzione del sesso sembrerebbe un handicap. In una specie che si riproduce sessualmente ci vogliono infatti due genitori per fare un figlio: uno svantaggio enorme, di fronte a una specie concorrente che si clona, e che può dunque avere una discendenza due volte più numerosa. Occorre dunque un vantaggio almeno altrettanto grande per compensare quello che è stato chiamato il "prezzo del maschio". Fino a non molto tempo fa, si pensava che la riproduzione sessuale si fosse affermata perché figli geneticamente diversi dai genitori, e tra loro, possono adattarsi meglio ai possibili mutamenti dell'ambiente. Non è così, o perlomeno non è solo così.

La riproduzione sessuata, che muta e arricchisce il patrimonio genetico ad ogni generazione, è per una specie che guarda al futuro, come giocare alla lotteria della vita con tanti biglietti diversi, certamente meglio che farlo con biglietti tutti uguali. Il problema è infatti che la selezione naturale non agisce sulle specie, ma sugli individui. Il vantaggio della sessualità non deve quindi essere solo più alto del "prezzo del maschio". Deve anche essere immediato.

Quando leggiamo sui giornali dei moderni imitatori di Stranamore, ricordiamo che la clonazione –se mai diverrà possibile in laboratorio per l’uomo- è tutt’altro che un vantaggio. Molto meglio, per assicurarsi di trasmettere i propri geni e “sopravvivere” nei figli, far l’amore. Che è anche divertente.


Giovanni Carrada, Emmanuele A. Jannini, La scienza dell'amore , Baldini & Castoldi, 1999

Cosa c'è di comune a tutti, uomini donne e animali, nel comportamento sessuale? Ci sono schemi di comportamento, "copioni" che si ripetono nel corteggiamento, nella seduzione, nel tradimento, nel sex appeal? La scienza moderna dice di sì. Scopo di questo libro è divulgare al grande pubblico queste scoperte e far comprendere come conoscere le "regole del gioco" sia importante per essere buoni amanti.

pubblicità

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 19/04/2007

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati