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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Quali perversioni?

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Quali perversioni?

Cinque milioni e duecentosessantaseimila spettatori, pari al 38.95% di share, hanno spiato dal buco della serratura offerto dalla trasmissione Porta a porta gli amanti di Montecastrilli, un paio d’anni fa, solo perché raccontavano in TV una storia di sesso e di corna tra un ragazzo di 17 anni e una donna di 32…

Le vere impennate di ascolti del Grande Fratello, un programma altrimenti noiosissimo, si sono avute quando una delle protagoniste si è infilata sotto le lenzuola di uno dei ragazzi. Per non parlare della lardellata stagista di Washington e dell’attenzione massmediologica planetaria che le sue presidenziali evoluzioni hanno avuto. Siamo tutti voyeur e ci piace guardare, spiare, “rubare” il sesso degli altri. Giornali, riviste e televisioni sanno bene che il modo più semplice per raggiungere la gente è raccontare storie di sesso. Il sesso, meglio se scandaloso e perverso, fa vendere. Più di qualsiasi altra notizia. Lo sa bene quel fotografo che riuscì a rubare una fotografia alla principessa Diana nella sala da bagno di uno yacht privato e a venderla per 135.000 sterline. Una cifra del genere significa che esistono milioni di pseudo-voyeur che traggono piacere nel guardare l’intimità di una vittima ignara.

Chi è perverso?
Quante volte abbiamo dunque pensato: sono un perverso? sono una maniaca?, semplicemente perché il pensiero, la fantasia sessuale son scivolate via dai sentieri battuti dalla consuetudine, per avviarsi su strade strane, particolari, appunto: perverse. Chiariamo subito un dubbio: è perverso solo chi soffre e non trae un vero piacere da pratiche sessuali che è “obbligato” a svolgere, inseguendo un piacere che costantemente sfugge. Molte “varianti” della sessualità umana sfuggono quindi alla definizione di perversione. Ma quali sono le perversioni? Le alterazioni, deviazioni e perversioni del comportamento sessuale umano sono comportamenti ritenuti devianti rispetto ad una "norma" e a una normalità. Poiché una definizione clinica soddisfacente è impossibile (chi stabilisce cos’è la norma?) si e' proposto il termine parafilie (para, presso e philia, amore) che dovrebbe esser privo di giudizio morale e condurre verso una definizione non tanto clinica, quanto socioculturale. Utilizzando questo termine risulta chiaro perché le parafilie sarebbero possibili esclusivamente in una certa società ed in un certo momento storico.

E' vero infatti che non c’è perversione in presenza di tolleranza sociale. La pederastia della Grecia classica è solo uno dei mille esempi che l'antropologia ci ricorda. Esiste quindi un rapporto di causa-effetto tra sistema sociale (repressivo) e deviazione sessuale. Se dunque è vero che la società provoca perversioni (il più gran numero di delitti a sfondo sessuale è stato registrato durante la repressione sessuale vittoriana, come Jack Lo Squartatore insegna), c’è un aspetto individuale che deve pur essere presente nella definizione delle alterazioni sessuali. Questa considerazione porta a definire le parafilie come una ricerca di appagamento sessuale sfrenata che non può essere soddisfatta. Il "normale" desidera il possibile, il "deviante", il perverso, l'impossibile. Inoltre, quest'ultimo ha desideri e impulsi sessuali costanti, esclusivi e obbligatori.

Quali perversioni?
Ci stiamo avvicinando alla risposta alla domanda iniziale: quali perversioni? Ci avviciniamo quanto più abbandoniamo le vecchie definizioni che consideravano perverso chiunque non desiderasse far l’amore con un partner di età simile e di sesso opposto. Forse possiamo definire le perversioni come comportamenti sessuali socioculturalmente giudicati devianti rivolti comunque alla ricerca obbligata di un impossibile piacere sessuale. I gesuiti del ‘5-‘600 erano bravissimi a classificare le perversioni. Lo facevano quando compilavano i loro manuali per confessori, dove associavano a ogni perversione (o giudicata tale) una certa punizione. Anche il sessuologo moderno deve classificare le perversioni per riconoscere affinità e opposti, per cogliere caratteristiche cliniche e, in ultima analisi, per comprenderne le cause. La classificazione classica operata nel manuale di psichiatria DSM III distingue in forme tipiche, altrimenti dette maggiori, ed in forme atipiche o minori. Un altro sistema di classificazione suddivide invece sulla base dell'indentità dell'oggetto del desiderio, del soggetto che desidera e sulle modalità con cui la devianza si manifesta.

La terza classificazione distingue perversioni dell'atto e perversione dell'oggetto. In pratica, le perversioni della modalita' confluiscono con quelle del soggetto. Quest'ultimo tentativo di classificazione cerca di essere più universale, di essere strumento utile per classificare la sterminata gamma delle perversioni, il cui unico limite sembra essere costituito dalla conformazione anatomica. Le sottoclassificazioni permettono poi una suddivisione analitica, fermo restando che, nella realtà clinica, ben raramente le parafilie si presentano in forma pura ed univoca. Non è una classificazione statica, bensì dinamica: il sadismo può ben essere classificato tra le forme tattili per il piacere associato al generare dolore fisico, ma è anche visivo per quello provocato dalla vista del dolore inferto o acustico, per le grida, o olfattivo e gustatorio. In questa classificazione esiste un certo dualismo, come Giano Bifronte: sadismo e masochismo sono facce della stessa medaglia, ed e' tutt’altro che raro che si intersechino nel sadomasochismo. Cosi' l'esibizionismo e voyeurismo sono speculari, ma il candaulesimo, l'esposizione del proprio partner a un terzo, è sia piacere nel soffrire esibendo, sia sadico desiderio di far soffrire il partner. Il tutto condito da una buona dose di feticista voyeurismo.

Classificazione / LE PERVERSIONI DELL'ATTO

  • VISIVE
    esibizionismo

  • MIXOSCOPIA
    voyeurismo
    iconolagnia
    candaulesimo
    sadismo

  • ACUSTICHE
    mixacusi (ecouteur)
    pornolalia
    sadismo           

  • OLFATTIVE
    coprolagnia
    urofilia
    osfresiolagnia
    misofilia
    sadismo

  • GUSTATORIE
    coprourofagia
    picacismo (soupeur)
    dermatofagia
    vampirismo
    cannibalismo
    sadismo

  • TATTILI
    Frotteurismo
    copro/urolognia
    misofilia
    automasochismo
    masochismo
    sadomasochismo (algolagnia)
    sadismo

  • DA INCORPORAZIONE
    clisteromania
    impalamento
    iniettomania

Classificazione / LE PERVERSIONI DELL'OGGETTO

  • ETA'
    pedofilia (pagismo, efebofilia)
    gerontofilia

  • PARENTELA
    incesto
    narcisismo

  • GENERE
    bisessualita'
    travestitismo
    transessualita'
    pederastia
    omosessualita'

  • SPECIE
    zoofilia
    zoostupro
    zoonecrofilia
    dendrofilia

  • VITALITA'
    iconolognia
    necrofilia
    necrosadismo
    omicidio sessuale

  • IMMAGINAZIONE
    spettrofilia
    demonofilia
    possessione religiosa

  • FETICISMO
    tutte le precedenti

Giovanni Carrada, Emmanuele A. Jannini, La scienza dell'amore , Baldini & Castoldi, 1999

Cosa c'è di comune a tutti, uomini donne e animali, nel comportamento sessuale? Ci sono schemi di comportamento, "copioni" che si ripetono nel corteggiamento, nella seduzione, nel tradimento, nel sex appeal? La scienza moderna dice di sì. Scopo di questo libro è divulgare al grande pubblico queste scoperte e far comprendere come conoscere le "regole del gioco" sia importante per essere buoni amanti.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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