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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Perché si diventa perversi (e come si guarisce)

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Perché si diventa perversi (e come si guarisce)

Il vescovo di Ostia, Burcardo, racconta che si organizzavano orge nei palazzi papali durante le quali il perversissimo papa Alessandro VI, nascosto dietro un paravento con la sua figlia-amante Lucrezia Borgia, assegnava premi alle coppie che meglio si amavano…

Un po’ quello che faceva il grande attore hollywoodiano Errol Flynn, che si era fatto installare nella sua villa uno specchio trasparente, dietro al quale osservava coppie di amici più o meno ignari mentre facevano l’amore. Uno specchio simile a quello fatto installare nelle sue ville dal narcisista Elvis Presley (insieme ad altri sulle pareti e sul soffitto della camera da letto che gli restituivano moltiplicata la sua stessa immagine durante gli incontri d’amore) usato, come raccontano le sue guardie del corpo, per guardare nascosto prostitute appositamente ingaggiate. Hanno avuto comportamenti spiccatamente perversi Giacomo Casanova e il ‘divino’ marchese De Sade, Victor Hugo e Stendhal, Lord Byron e Massimo Gorki.

Il perverso è un malato?
Parlando di perversioni, viene spontanea una domanda, non priva di notevoli ricadute, anche “politiche”: il perverso è un malato? Papa Borgia, Elvis, Sade, si sarebbero dovuti curare? La risposta non è semplice, perché rispondere sì obbliga il medico e il sessuologo alla cura, magari non cercata, né desiderata dal “paziente. Per capire come si curano i perversi bisogna prima comprendere come lo si diventa. Delle cause delle perversioni sessuali si è discusso a lungo ed il dibattito è tutt’altro che concluso. La teoria moralistica individua nel vizio o peccato le caratteristiche delle perversioni sessuali da contrapporre alla “virtù” del rapporto “normale” regolato dalle regole sociali. Altrettanto antica, ma rivitalizzata nell'Ottocento vittoriano, la teoria costituzionalistica individua la causa delle perversioni in una degenerazione atavica, come le sue varianti moderne filogenetiche in un irrompere di istinti animaleschi e genetistiche nella franca ereditarieta'. Ma le teorie organiciste sono anche alla ricerca di cause neuropatologiche, oppure di squilibri endocrini.

Sull'altra sponda, senza che nessuno finora abbia seriamente tentato di gettare un ponte, sono le teorie psicodinamiche. Tra queste campeggia la psicoanalisi freudiana che poggia sull'equazione parafilie = immaturità /regressione sessuale, uno dei capisaldi dell'intera teoria di Freud. Il ruolo dei condizionamenti culturali è invece evidenziato dalle teorie sociologiche che associano le perversioni sessuali a ben definiti ruoli attribuiti al soggetto da micro o macrosocietà. Infine, più di recente, si è cercato di accogliere e di integrare sia l'interpretazione psicodinamica che quella sociologica. È il caso della teoria cognitivo-comportamentale per la quale le parafilie sono si di origine socio-psicologica ma è "responsabilità" del soggetto il mantenimento e la complicazione degli stimoli "perversi" attraverso il sistema integrato di convinzioni, emozioni e comportamenti individuali.

Se si discute tanto sulle cause delle perversioni sessuali, c’è ancor più disaccordo sul definire la parafilia come malattia. Spesso il perverso non si lamenta della parafilia stessa quanto piuttosto della reazione a essa. Non tutte le deviazioni sessuali sono poi semplici da curare: le forme, per quanto aberranti, che contemplano il coito sono di assai più facile trattamento rispetto a quelle che si limitano alla masturbazione. Queste ultime sono poi meno gravi di quelle, non infrequenti, in cui la deviazione diviene essa stessa totale sostituto dell'atto sessuale. Per molti masochisti, ad esempio, il dolore fisico sostituisce del tutto l’atto sessuale. Per curare i perversi i medici hanno proposto molte terapie, alcune ormai quasi del tutto –fortunatamente- abbandonate, come l’elettroshock, e altre più moderne come quelle psicofarmacologiche che cercano di ridurre la sintomatologia ansioso-depressiva dalla parafilia con psicofarmaci o ormonali che riducono la spinta biologica degli ormoni sessuali a ripetere l’atto perverso. Gli psicoanalisti cercano invece di far emergere traumi, complessi e conflitti infantili alla base del disturbo derivante. Più recentemente è stata poi proposto l’approccio psicoterapeutico comportamentale o cognitivo-comportamentale basato sui principi dell'apprendimento.

Qualsiasi sia la scelta terapeutica, bisogna ricordare che è malattia solo ciò che crea sofferenza. Anche Charlie Chaplin, pur essendo impegnatissimo con le sue quattro moglie e con le sue infinite amanti, dedicava lunghe ore a osservare perversamente con un potente telescopio, quello che accadeva nella prospiciente villa dell’attore John Barrymore, sostenendo che <<nessuna arte può essere imparata senza studio>>. Era forse un malato?

Giovanni Carrada, Emmanuele A. Jannini, La scienza dell'amore , Baldini & Castoldi, 1999

Cosa c'è di comune a tutti, uomini donne e animali, nel comportamento sessuale? Ci sono schemi di comportamento, "copioni" che si ripetono nel corteggiamento, nella seduzione, nel tradimento, nel sex appeal? La scienza moderna dice di sì. Scopo di questo libro è divulgare al grande pubblico queste scoperte e far comprendere come conoscere le "regole del gioco" sia importante per essere buoni amanti.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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