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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Tutto sulle dimensioni

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Tutto sulle dimensioni

Delizia e tormento di tutti i maschi fin dalla più tenera età, la dimensione del pene è oggetto di confronti, di ansie,di credenze e pregiudizi. Ma c’è una dimensione ideale? E quanto contano, davvero, le misure? Giro del mondo intorno al pene, alla scoperta, finalmente, della verità.

Quella per le dimensioni del proprio pene è sempre stata tra le preoccupazioni maschili più diffuse.
Simboli fallici più espliciti ornavano il collo delle matrone romane e ancora oggi ornano i templi e gli angoli delle strade in diversi paesi dell'Oriente come l'India, la Tailandia e il Giappone.

Ma queste dimensioni sono anche un enigma dell'evoluzione della nostra specie. Tra i nostri parenti più stretti nel mondo animale, nessun organo sessuale maschile si avvicina anche lontanamente, per dimensioni e in rapporto al resto del corpo, a quello umano. In condizioni normali, anzi, gli altri sono praticamente nascosti.

Perché dunque un pene così grande, e così ingombrante?
Gli scienziati non sono riusciti a scoprire alcuna ragione pratica. E' proprio il confronto con quanto fanno questi animali a dimostrare che né le posizioni di accoppiamento, per quanto fantasiose, né la durata dell'amplesso possono essere delle spiegazioni convincenti. Nella nostra storia evolutiva ci deve essere stata qualche ragione speciale.

Attenti studi dimensionali hanno ad esempio accertato che non c'é alcun rapporto tra la lunghezza del pene e altre dimensioni del corpo, come la statura, la lunghezza del naso, dei piedi o delle mani, il peso, o la muscolatura. Nonostante le leggende metropolitane. Probabilmente, si tratta di un segnale di status. Non destinato tanto alle donne, quanto al confronto con gli altri uomini. Il timore della propria inadeguatezza è infatti forse più frequente nello spogliatoio della palestra che tra le lenzuola. Un po’ come le corna del cervo: utili solo per il confronto tra maschi.

Beati gli ultimi, perché…
Il timore, tuttavia, di “averlo troppo piccolo” è tanto diffuso quanto infondato. Le piccole dimensioni, al dunque, sono in realtà assai rare. C'é infatti un particolare importante che non si può apprezzare in uno spogliatoio: le differenze di lunghezza "a riposo" vengono in buona parte cancellate durante l'erezione, perché il pene più piccolo si allunga in proporzione maggiore di quello più lungo. Se un pene medio raggiunge una lunghezza tre volte maggiore, uno più piccolo può raggiungerne una tre volte e mezzo maggiore.

Le dimensioni contano?
E' vero però, come si sente dire spesso, che un pene più lungo può soddisfare meglio una donna?
L'orgasmo femminile nasce dal clitoride, che è esterno, o dai tessuti sensibili alla stimolazione dei primi tre-cinque centimetri della vagina. Più che la lunghezza, quindi, potrebbe magari essere importante la larghezza. La lunghezza può in certi casi addirittura diventare un problema per la donna, se rende il rapporto doloroso. Ma il pene è pur sempre un elemento di dimorfismo sessuale, di differenza tra sessi. Per questo la sua forma non può non avere una certa eco nell’immaginario erotico femminile. Esattamente come succede per le dimensioni del seno nella fantasia maschile. Per alcune donne le dimensioni possono essere un richiamo erotico. Inchieste condotte in diversi paesi hanno tuttavia dato sempre lo stesso risultato: le dimensioni dell'amante possono essere tra i pensieri femminili, ma non sono mai ai primi posti. Ai primi posti, oltre al coinvolgimento emotivo, ci sono sempre la sua attenzione e la sua esperienza.

Paese che vai dimensioni che trovi
Diversi studi hanno dimostrato che all'interno di ogni grande gruppo etnico, la lunghezza del pene è proporzionale a quella della vagina. E' ad esempio maggiore nei neri che negli europei, mentre nelle popolazioni asiatiche è minore. Ciò non dipende solo da un differente sviluppo dei genitali su base genetica, ma anche da una diversa anatomia. Il pene infatti continua nel basso ventre con una doppia radice che si ancora all’osso pubico. Quanto più le radici sono profonde, tanto meno pene “visibile” all’esterno ci sarà. Il risultato è un’erezione stabile e tendente a formare col piano dell’addome un angolo acuto. È la condizione delle razze asiatiche. Quando invece l’erezione tende a formare, in condizioni di normale eccitazione, un angolo retto, ci si trova di fronte a un pene all’incirca per metà “fuori” e per metà “dentro”, come succede ai bianchi di razza caucasica. I neri invece hanno una radice cortissima e gran parte del pene è esposto. La loro erezione tenderà quindi a formare un angolo ottuso.

Le giuste dimensioni
La lunghezza media dei peni in erezione dei soggetti di razza bianca si attesta tra i 12 e i 14 centimetri. Il 90% degli uomini rientra in questa forbice. Una lunghezza comunque superiore a quella minima necessaria per stimolare il piacere femminile. Purtroppo, tuttavia, molti uomini hanno termini di paragone sbagliati, come quelli derivanti dalla pornografia. Gli attori del cinema porno sono infatti scelti proprio per essere fuori della media, esattamente come succede alle attrici hollywoodiane, ben lontane in genere dalla bellezza media delle ragazze della porta accanto. Trucchi cinematografici e sapienti inquadrature riescono poi a far sembrare più grande e più resistente peni già superiori alla media. Dal confronto con queste immagini la stragrande maggioranza dei maschi esce sconfitto. E qualcuno profondamente complessato finisce per rivolgersi a chirurghi senza scrupoli o a ciarlatani da fiera di paese che propongono interventi o farmaci miracolosi. Un buon andrologo o sessuologo medico sarà invece capace di risolvere ogni dubbio sulla propria normalità con una semplice visita.

Consigli per lui
Prima di tutto, non fissatevi sulle dimensioni. La taglia del pene ha poco a che vedere con la capacità di dare piacere a una donna - capacità che è fatta invece di mille talenti, sfumature e sensibilità.

Se pensate o siete certi che il vostro pene sia di dimensioni inferiori alla media, non allarmatevi. Tra le tante posizioni che la vostra fantasia vi ispira, cercate di scegliere quelle che consentono una penetrazione più profonda, allo stesso tempo permettendo alla donna di tenere le gambe relativamente serrate. Per esempio se lei avrà le gambe rialzate l’inclinazione della sua vagina cambierà, e le sensazioni durante la penetrazione aumenteranno.

Preferite i movimenti profondi e rapidi a quelli lenti e graduali, e magari iniziate la penetrazione prima che lei sia profondamente eccitata: una minore lubrificazione aumenta l’attrito, e di conseguenza le sensazioni. Se nel corso degli anni avete invece sviluppato un vero e proprio complesso, cercate di compensare quelle ritenete le vostre carenze con altre capacità: probabilmente sarete più attenti, più sensibili alle esigenze della compagna, e perché no, più fantasiosi!

Il rovescio della medaglia è costituito da un pene di dimensioni superiori alla norma. Molti uomini pensano che le donne ne sognino, ma questo non è necessariamente vero. Probabilmente siete un mito tra i vostri amici e la delizia della vostra compagna, ma se invece sentimentalmente siete ancora a caccia, le dimensioni possono diventare un problema, più psicologico che altro. La vagina è molto elastica e se la lubrificazione ha raggiunto un livello ottimale, la donna non avrà problemi ad affrontare la penetrazione. Per arrivare a questo stadio cercate di prolungare i preliminari il più possibile o almeno fino a quando lei è profondamente eccitata. Nel caso, servitevi dei comuni lubrificanti appositi che si trovano in commercio. Siate graduali nella penetrazione perché le pareti vaginali abbiano il tempo di adattarsi a voi, e privilegiate i movimenti lenti a quelli rapidi e profondi. Le posizioni in cui la penetrazione è più superficiale sono le più adatte, e così pure tutte quelle che permettono alla donna di controllare la situazione, dosando profondità e ritmo della penetrazione in funzione del suo piacere.

Giovanni Carrada, Emmanuele A. Jannini, La scienza dell'amore , Baldini & Castoldi, 1999

Cosa c'è di comune a tutti, uomini donne e animali, nel comportamento sessuale? Ci sono schemi di comportamento, "copioni" che si ripetono nel corteggiamento, nella seduzione, nel tradimento, nel sex appeal? La scienza moderna dice di sì. Scopo di questo libro è divulgare al grande pubblico queste scoperte e far comprendere come conoscere le "regole del gioco" sia importante per essere buoni amanti.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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