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Lunghezza, larghezza, forma

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Lunghezza, larghezza, forma

Le indagini che riportiamo sono state effettuate su un campione variabile di maschi americani dai 18 anni in su, ai quali è stato richiesto di effettuare la misura sul pene in stato di erezione. Le differenze tra i risultati non sono significative.

Indagine KINSEY

Indagine EDWARDS

Indagine DUREX

campione

lunghezza
mm

circonf. mm

3.500

152.4

120.65

campione

lunghezza
mm

circonf. mm

2.500

160.02

129.54

campione

lunghezza
mm

circonf. mm

2.818

163

133

L’indagine condotta dalla Durex prescriveva specificamente che la misura della circonferenza del pene fosse effettuata sul suo punto più ampio, e chiedeva di indicare se la misura variasse lungo l’asta del pene. Nel 42% dei casi la cima del pene era il punto con la circonferenza più elevata, mentre nel 27% degli uomini il punto più largo era lungo l’asta del fallo. Solo il 13% del campione ha indicato la base del pene come il punto più ampio, o ha specificato che la circonferenza era identica in ogni punto del pene. La prima indagine su larga scala fu condotta da Kinsey e dal suo staff nel 1948: furono esaminati 3.500 studenti di college americani, e la misura della lunghezza e della circonferenza furono rilevate sul pene eretto.

Appare chiaro come ci sono diversi studi sulle dimensioni medie, a riposo e stretched, e come ognuno di questi riporta dati in buona sostanza differenti. Questo dipende dalla grandezza del campione, dall'età dei soggetti, dalle condizioni e dal metodo di misurazione, e così via. Generalizzare è perciò non solo difficile, ma spesso fallace. Nessuno, tra gli specialisti, ha mai dato molta importanza a queste statistiche perché nella pratica clinica si è osservato che gli uomini, nella stragrande maggioranza dei casi, valutano le proprie dimensioni in funzione delle aspettative personali, del confronto con gli altri uomini, del giudizio delle partner, e via dicendo, ma quasi mai in base a statistiche pubblicate, più o meno attendibili. In altre parole, un uomo che visita l’andrologo, preoccupato per le dimensioni del pene, a suo dire ridotte, in genere ricava scarso conforto dall'apprendere di essere comunque nei limiti della norma secondo le varie statistiche.

Lo sviluppo del pene
Il pene si sviluppa fino alla fine della crescita dei ragazzi, e fino a 17-18 anni è sbagliato giudicarne definitive le misure. Il pene di un neonato misura in media 3.1-3.5 cm, passa a 4.7-5.13 cm verso i 10 anni, poi tra 6 e 13 cm tra gli 11 e i 16, e infine raggiunge il valore medio adulto indicato nelle tabelle.

Nel 1988, cercando di scoprire se era fondata la credenza che durante l’erezione il pene di maggiori dimensioni cresce di più di quello più piccolo, Paul Jamieson e Paul Gebhard considerarono la media delle misure maggiori e minori del rapporto Kinsey, e calcolarono che la lunghezza media del pene non eretto era di 98.80 mm e la sua circonferenza 95.25 mm, mentre la lunghezza media del pene eretto era di 157.73 mm, e la sua circonferenza media 123.19 mm. Questo significava che la lunghezza del pene medio aumenta del 63.4% con l’erezione, mentre la circonferenza aumenta del 32%. A conclusione del loro studio Jamieson e Gebhard scriveranno che “la variabilità della misura del pene continuerà a intrigare non solo gli specialisti della sessualità umana, ma anche il pubblico in genere.” 

Della validità dei numeri Di Alessandro Littara
Numeri "reali e validi" si potranno fornire solo quando verranno fornite le specifiche "linee guida" sull'argomento, elaborate da una commissione di esperti appositamente designata per affrontare la questione sotto tutti i punti di vista. Sino ad allora, vi saranno studi singoli, più o meno validi, ed eseguiti con metodi più o meno attendibili. Ribadisco a mio avviso la scarsa utilità di studi di questo genere: nella mia esperienza clinica pratica, le variabili che un uomo considera per valutare le dimensioni del proprio pene sono altre, e l'aspetto statistico è tra gli ultimi per importanza. Ovviamente per qualcuno non sarà così, ma per la stragrande maggioranza è così. La donna che va dal chirurgo plastico per aumentare il seno lo fa principalmente per piacere di più a se stessa e agli altri, forse per vanità, ma certo non perché ha letto una statistica sulle dimensioni medie del seno femminile rapportate alla sua razza e alla sua età...

Nel 1989 John Murtagh ripeté l’esperimento dei suoi predecessori, e ottenne dati praticamente identici a quelli di Jamieson e Gebhard. Dopo aver intervistato migliaia di soggetti, Murtagh concluse che molti uomini consultano il medico perché sono preoccupati delle dimensioni del loro pene, e moltissimi sviluppano questa preoccupazione nel momento in cui entrano in una fase della vita sessualmente più attiva. Murtagh sentenziò: “Questa è la manifestazione di un’immagine corporea anormale.” Ma è proprio vero che le cose stanno così?

Pudenda
Quando nel 1961 una dirigente fece osservare che Ken, il nuovo partner di Barbie, avrebbe dovuto avere un rigonfiamento all’inguine, alla Mattel esplose lo scandalo. Tradotti in proporzioni umane, i seni di Barbie ne avrebbero fatto una Jane Mansfield. Barbie era stata modellata quasi esattamente sulla bambola tedesca Lilli, commercializzata all’inizio come un mini-giocattolo erotico per uomini adulti: grandi seni, vita da vespa, gambe lunghe e un viso leggermente lascivo. Il suo biografo, M.G. Lord, descrive il suo corpo come “la différence incarnata”. Ma provate a dotare Ken della suadifférence incarnata”, e si spalancherà l’inferno. Nel tentativo di calmare i nervosi dirigenti (maschi) della Mattel, i disegnatori dovettero provare ben tre versioni dell’inguine di Ken. Charlotte Johnson, la stilista del guardaroba di Barbie, ricorda: “Una versione era che insomma, neanche si vedeva. Quella successiva era un po’ più arrotondata, e l’ultima era, diciamo, realistica. Gli uomini - soprattutto uno dei vicepresidenti - erano tremendamente imbarazzati. La signora Handler e io scegliemmo la versione di mezzo, che ci sembrava la più carina. Il vice presidente disse allora che non avrebbe mai prodotto il bambolotto se non gli avessimo fatto indossare i boxer”.

Prima di tutto, ci si può chiedere fino a che punto sia vero che il problema delle dimensioni del pene è creato dalla società dell’immagine. In realtà, questa preoccupazione ha accompagnato l’uomo per tutta la sua storia e in tutti i continenti, anche se con motivazioni e finalità diverse.

Hit parade dell’ansia
Tra le donne, gli aspetti fisici che destano maggiori preoccupazioni risultano essere in ordine di importanza decrescente: (1) il peso in generale (3.86), (2) le cosce (3.05), (3) il punto vita (2.64), (4) i glutei (2.58), e (5) i fianchi (2.28);
tra gli uomini, invece, al primo posto troviamo il peso in generale (2.37), come per le donne, seguito da (2) la muscolatura (2.36), (3) il punto vita (2.35), (4) il torace (2.20), e (5) i capelli (1.68). 

Nota: il numero tra parentesi, denominato “media” in questa ricerca, esprime la frequenza della consapevolezza moltiplicata per la sua intensità, perciò i valori più elevati riflettono una consapevolezza più frequente e intensa riguardo a una specifica caratteristica fisica.

Chi è soddisfatto, e di cosa?
donne

aspetto complessivo dei genitali: 54.6%; colore della vulva: 43.5%; aspetto complessivo della vulva: 36,6; forma delle grandi labbra: 47.2%; dimensione delle grandi labbra: 42.6%; forma delle piccole labbra: 42.6%; dimensione delle piccole labbra: 38.9%; aspetto del clitoride: 46.5%; tono muscolare della vagina: 65.7%, aspetto dei peli pubici: 37.1%.

uomini
aspetto complessivo dei genitali: 61.9%; dimensione complessiva del pene: 71.4%; lunghezza del pene non eretto: 50.8%; lunghezza del pene eretto: 82.6%; circonferenza del pene non eretto: 52.4%; circonferenza del pene eretto: 69.8%; aspetto del pene non eretto: 50.8%; aspetto del pene eretto: 74.6%; dimensione dei testicoli: 63.4%; aspetto complessivo dello scroto: 54.8%; aspetto dei peli pubici: 52.4%.

Nota: le percentuali si riferiscono alla somma delle risposte “soddisfatto” e “molto soddisfatto”, e come prevedibile, le percentuali maggiori si trovano nelle risposte del primo tipo.

Secondo i risultati di questa ricerca, in entrambi i sessi la valutazione positiva dei genitali è correlata a una maggiore autostima sessuale; in altre parole, questi soggetti si considerano buoni partner sessuali e sono meno ansiosi e meno concentrati sul proprio aspetto durante l’intimità fisica.

Qualche chiarimento di Alessandro Littara
La misura del pene "stretched" [in trazione] è ritenuta dalla maggior parte degli specialisti paragonabile a quella in erezione, con piccole variazioni. A livello di soddisfazione femminile, le dimensioni hanno importanza per due motivi: l'aspetto psicologico, e quello legato all'elasticità e lubrificazione delle pareti vaginali. Nel primo caso, la maggior parte delle donne ha una gratificazione visiva nel vedere un pene di una certa dimensione, né più né meno come lo è per noi vedere un seno ben sviluppato e turgido. Nel secondo caso, è ben documentato come la vagina presenti lunghezza, elasticità ed emissioni di liquido lubrificante diverse da donna a donna (la vagina è un organo molto elastico, basti pensare a quanto si dilata al momento del parto), e quindi in alcuni casi ci può essere la sensazione di scarso contatto. Tant'è vero che anche in Italia cominciano ad arrivare richieste per la riduzione dell'ampiezza delle pareti vaginali (intervento di vaginoplastica, eseguito comunemente negli Stati Uniti dove vi è addirittura una clinica apposita ed esclusiva per questo), e non solo in donne che hanno partorito

Già nel 1994, uno studio sui primi pazienti candidati alla falloplastica concludeva: “La maggior parte degli eterosessuali confessa che le proprie ansie e le proprie paure riguardo alla dimensione del pene non derivano dalle reazioni delle donne durante il rapporto, ma dal comportamento denigratorio degli altri maschi”. Un’indagine condotta nel luglio del 2002 dall’Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia si è conclusa presentando in proposito dati inequivocabili. Delle centinaia di richieste di intervento che ogni anno arrivano ai centri andrologici, solo il 20% riguarda uomini con un organo sessuale veramente piccolo (lunghezza in erezione < 7 cm), mentre l’80% riguarda richieste di modifiche per motivi estetici oppure per presunte inadeguatezze dimensionali. Sui 1.072 uomini del campione, 1 su 3 non è soddisfatto delle proprie dimensioni rispetto agli altri uomini, ma solo 1 su 5 prova imbarazzo rispetto a una donna. In altre parole, le dimensioni del pene non riguardano solo il rapporto di coppia, ma investono tutte le relazioni in senso ampio.

Misure per due
il Kama Sutra è un antico scritto indiano sulle regole e i gesti sacri dell’amore. Il termine kama si riferisce al godimento che uomini e donne possono darsi reciprocamente per mezzo dei cinque sensi, mentre sutra rappresenta gli insegnamenti legati all’amore, allo spirito e all’anima. Secondo questi scritti non si può accedere al kama – il piacere – se ci si dedica alle relazioni sessuali senza il sutra – l’amore. Al contrario dei valori moderni, centrati sulla rapidità e sul piacere immediato, il Kama Sutra insegna un’arte che richiede tempo e passione. Gli amanti non più giovanissimi sono quindi i più adatti ad apprezzare i vantaggi apportati dal desiderio, dalla pazienza e dalla competenza nelle cose d’amore.

Il bramino Vâtsyâyana ha riunito alcune parti di testi sacri ed esoterici millenari dell’India in una raccolta chiamata Kâma sûtra, un trattato amoroso che data probabilmente intorno al 330-369 della nostra era. Secondo Vâtsyâyana, gli uomini si dividono in tre categorie: la lepre, il toro e il cavallo: “Secondo le caratteristiche e le dimensioni del suo pene (linga), l’uomo è lepre, toro o cavallo. E le donne sono antilope, giumenta o elefante in funzione della profondità della vagina (yoni)”. In base a questa classificazione, esistono tre accoppiamenti conformi alla natura, mentre sei sono invece “ineguali”: “Per il piacere equilibrato, è preferibile che i partner abbiano misure sessuali corrispondenti; in questo caso, il loro piacere sarà evidentemente moderato”. Le unioni inferiori procurerebbero, infatti, solo un piacere insignificante: “Nel caso in cui l’uomo è superiore esistono due forme di coito, superiore e ultra-superiore. Allo stesso modo, esistono due forme di coito inferiore e ultra-inferiore. Gli altri sono uguali”. E benché sia possibile unire organi di dimensioni inferiori e superiori, i rapporti tra quelli uguali sono preferibili. I peggiori in assoluto sono gli accoppiamenti tra estremi. Quelli tra intermediari non sono né buoni, né cattivi. I rapporti uguali sono preferibili a quelli tra organi superiori e inferiori. Esistono quindi nove tipi di rapporti sessuali secondo le dimensioni dei genitali. Il cavallo e la giumenta possono praticare un’unione accettabile, quella del toro con l’antilope è sopportabile solo fino a un certo punto. Ma l’elefante con il toro, e la giumenta con la lepre, non sono consigliati.

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Pagina aggiornata al 23/06/2008

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