Secondo
le più recenti indagini, quasi un adulto su tre
soffrirebbe di disturbi sessuali. Una percentuale
ancora maggiore si rassegna al problema, e non ne
parla col medico… Tra il maggio 1999 e il
febbraio 2001 in Inghilterra è stata condotta la
valutazione nazionale dei comportamenti sessuali (Natsal),
una vasta indagine compiuta su 11.161 uomini e
donne tra i 16 e i 44 anni di età, scelti a caso
per rispondere a un questionario sulla vita
sessuale. Tra i partecipanti, il 34.8%
degli uomini e il 53.8% delle donne ha
riportato almeno un problema sessuale
nell’ultimo mese. I disturbi maschili sarebbero
principalmente la perdita della libido,
l’eiaculazione precoce e l’ansia da performance;
le donne riportano più facilmente l’assenza di
orgasmo e il dolore durante i rapporti. Un terzo
degli uomini e due terzi delle donne hanno evitato
ogni rapporto durante il periodo dell’indagine,
ma malgrado le conseguenze dei loro problemi, solo
il 10.5% degli uomini e il 21% delle
donne ha cercato un aiuto medico. Solo quando i
problemi sessuali datano più di sei mesi (6%
degli uomini, 15.6% delle donne) il ricorso al
medico è più diffuso: rispettivamente 20.5%
e 31.9%. Per rompere il silenzio, a chi
tocca fare il primo passo? Per saperne di più,
una équipe di scienziati britannici si è
interessata ai pazienti dei medici generici.
Love
me tender, love me sweet…
Dalla finestra della sua cucina (…)
sempre più inquieta e turbata, Streep guarda
Eastwood senza camicia (e il fatto che il suo
torace abbia un aspetto francamente senile rende
la scena ancora più erotica; in un’era di
bellezza di plastica, Clint era carne vera).
Più tardi, nella vasca da bagno Streep è
stregata dalle gocce d’acqua che cadono dalla
doccia, quella stessa doccia che ha appena bagnato
il corpo di lui. Ti ha toccato, la immaginiamo a
pensare, il tuo corpo è stato qui, dove ora è il
mio. Dopo che ha finito di prepararsi - e ancora
non è chiaro cosa succederà tra i due - durante
una telefonata lei gli appoggia una mano sulla
spalla. Questo è tutto - una mano sulla spalla.
Ma I ponti di Madison County è così
finemente imperniato su di lei come soggetto
sessuale, che la carica erotica di questo gesto
è quasi insopportabile (…). Il mio corpo ha
rivisitato nella memoria quel momento della
mia vita nel quale un gesto, uno sguardo, un
incontro di occhi, un contatto della pelle,
rendono ciò che succederà dopo chiaro e
immutabile. E ho capito da quanto tempo non vedevo
un film nel quale mi potevo identificare, che
andava dritto al fondo dei desideri di una donna.
(…) Voglio dire, il mondo come si mostra
attraverso il rimescolarsi del nostro sangue,
le gole che si stringono, i battiti che
accelerano.
Mentre
diventano sempre più accessibili a tutti le
soluzioni terapeutiche, in particolare gli
induttori di erezione come il Viagra, il Cialis e
il Levitra, non si conosce la proporzione di
pazienti di medicina generale che soffre di
disturbi sessuali. Una équipe britannica
ha condotto le sue indagini presso una quarantina
di studi londinesi, estendendo la ricerca a 1.065
donne e 447 uomini tra 18 e 75 anni che hanno
risposto a un questionario dettagliato sulla
propria vita sessuale ma anche sulla qualità
della vita in generale, sulla salute fisica e
mentale e sull’igiene di vita. Secondo i
risultati dell’inchiesta, il 22% degli
uomini e il 47% delle donne ha ricevuto una
diagnosi di disfunzione sessuale. Negli uomini, i
disturbi più frequenti riguardano la disfunzione
erettile (8.8%), e la perdita del desiderio
sessuale (6.7%). Le donne riportano più
frequentemente la perdita del desiderio (16.8%)
e l’assenza di orgasmo. I ricercatori hanno
voluto rintracciare alcune caratteristiche di
questa popolazione: le donne sono in genere più
anziane, senza impiego, e presentano una salute
fisica e psicologica meno buona. Gli uomini sono
più spesso disoccupati, di tipo non-caucasico
(non bianco) e bisessuali. Poco caratteristici e
ancora meno facilmente abbordabili, questi fattori
predittivi sono in effetti inutilizzabili da parte
dei medici generalisti, confermando una volta di
più che la soluzione resta dal lato del
paziente… (dati
British Medical Journal, 2003).
Chi
ha tempo…
Gli uomini con meno di 45 anni collegano i loro
problemi erettili alla stanchezza e allo stress,
mentre quelli con più di 45 anni (compresi quelli
molto interessati dalla patologia) accordano un
posto più importante all’invecchiamento e ad
alcune patologie quali l’ipertensione, i
problemi di prostata o altri disturbi
cardiovascolari. La disfunzione erettile è
considerata soprattutto come un problema da
tenere sotto osservazione, e contro il quale
è indispensabile agire al momento giusto. Il 94%
degli uomini dichiara che si rivolgerebbe a un
medico se i disturbi si ripetessero, e di questi,
solo il 3% consulterebbe alla prima défaillance.
I fattori che spingono maggiormente a consultare
il medico sono l’intervento del partner o il
fatto che l’argomento sia affrontato
direttamente dal medico, seguiti dalle campagne
informative televisive o a mezzo stampa, e dagli
articoli medici. In assenza di prescrizione
specifica, il 59% degli uomini non adotta
alcuna misura particolare, attitudine condivisa
con l’elevata percentuale degli uomini che pur
avendo il problema non si rivolgono al medico.
Dovremmo
ripensare al termine “duro” riferito al pene
eretto. Quando immaginiamo il pene in erezione
come “duro”, gli mettiamo l’armatura. È ora
di togliere quest’armatura metaforica, non per
esporre la viscida lumachina che le sta sotto, ma
per cominciare a pensare il corpo maschile nei
termini delle sue diverse sensazioni, piuttosto
che come un ideale immaginario di costanza. Il
pene -tutt’altro che un impenetrabile cavaliere
chiuso nella sua armatura - si porta il cuore
sulla manica. Ed è questo che lo rende così
magico. Quale altra parte del corpo umano è
capace di rendere l’insorgenza del desiderio, la
sua urgenza, così manifesta?