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La
personalità e il comportamento di un individuo si
strutturano attraverso gli scambi relazionali con
le persone che appartengono al proprio ambiente di
vita. Come ha già dimostrato la psicologia
sperimentale la ricerca della vicinanza e
del contatto con un altro essere umano sono una
predisposizione e un bisogno che è in noi.
La relazione si distingue dai
tanti altri rapporti quotidiani per la componente
affettivo-emotiva che non esclude comunque la
possibilità di conflitti e ambivalenze.
Le
relazioni non sono statiche ed acquisite una volta
per tutte: si modificano con l'evolversi degli
individui e negli anni dell' adolescenza subiscono
profondi e significativi mutamenti, iniziano nuovi
legami e quelli antichi vengono messi in crisi.
Cambiano i rapporti con i genitori, con gli amici
e, soprattutto, vengono investite nuove
energie in un oggetto d'amore al di fuori della
famiglia.
In
un primo tempo questo oggetto d' amore, sia per i
maschi che per le femmine, si identifica in un
personaggio lontano dal loro mondo, e questa
lontananza permette di sperimentare fantasie ed
intensi desideri pur rimanendo al riparo dai
pericoli che una relazione reale può comportare.
Una
volta acquisita maggiore sicurezza l' adolescente
si sente in grado di sperimentare le prime
relazioni affettive con l'altro sesso che sono di
solito accompagnate da sentimenti molto forti tanto
che si alterano i ritmi normali di alcune
funzioni: viene disturbato il sonno e la fame e la
lontananza dalla persona amata può creare una
forte angoscia.
In
questo processo di avvicinamento si è spesso
aiutati dagli amici e dalle circostanze ma alla
fine sono sempre i protagonisti di questo
interesse reciproco che devono ridurre la distanza
che li separa uscendo allo scoperto con
l'obbiettivo di costituire una nuova coppia.
Facile
da dire e da pensare,ma altrettanto facile da
attuare?
I dati raccolti durante gli incontri di
educazione sessuale con gli adolescenti e durante
i colloqui individuali o a piccoli gruppi
dimostrano che non tutto è cosi' scontato e che l'intimità
e il primo rapporto sessuale completo sono
preceduti da un lungo periodo di sogni ad occhi
aperti, di fantasie che possono oscillare
tra un grande romanticismo e una estrema crudezza
o essere addirittura buffe. Arrivare alla
prima volta comporta avere scoperto e accettato la
complessità del proprio corpo e della propria
sessualità e prendere una decisione che
autorizza a sentirsi più grandi e quindi meno
figlio, più uomo o più donna di prima.
Quali
sono quindi i timori che entrano in gioco e che
possono rendere più difficile questo passaggio?
Dalla
parte di lui- La
molla che spinge un ragazzo nel territorio della
sesssualità è, nella maggior parte dei casi, una
vivissima curiosità e la gran voglia di fare
questa esperienza, il sentimento che accompagna e
che disturba però è il timore di essere
inadeguati quindi non all'altezza della
situazione. C'è il pensiero che il proprio
corpo possa "tradire" e farci
sentire inermi e impotenti e che il corpo
dell'altro, conosciuto e sconosciuto allo stesso
tempo, riservi delle emozioni imprevedibili e
troppo forti da sostenere. Il desiderio e
la paura che convivono alternandosi possono farci
sostare in un' area di non decisione dove
la fantasia, l'immaginazione e la battuta
riempiono il tempo dell'attesa.
E'
giusto ricordare che nel passato si veniva
accompagnati in queste esperienze da un uomo
adulto della famiglia, mi riferisco alla funzione
delle case chiuse piuttosto che a donne
compiacenti alle quali era affidato il "rito
di iniziazione".
Oggi
nessuno si fa carico di questa situazione e la
propria inesperienza unita a quella dell' altro può
frenare l' iniziativa.
Dalla
parte di lei- Per
le ragazze culturalmente entrano in gioco più
fattori, legati sia al corpo che alla mente.
Penso ad esempio alla verginità che
se non è più un valore assoluto, non è
nemmeno un peso del quale liberarsi al più
presto e alla paura del dolore e del
sanguinamento, spesso legati ad una non
informazione su come siamo fatti e su quello che
succede nella realtà. Mi riferisco inoltre al
timore, ancora oggi sottolineato dalle
adolescenti, di essere considerate
"poco serie" se fanno sesso e ne
parlano come i ragazzi; allo stesso
tempo, se inesperte, pensano di non
essere all' altezza della situazione e delle
aspettative del partner e quindi di non
riuscire a trattenerlo a sè e di essere l'unica
per lui. l' intimità profonda ha significati
molto sentimentali per la ragazza che ha bisogno
di sentirli confermati sia prima del rapporto
che successivamente; il senso di
irreversibilità delle scelte sessuali procura
angoscia e sollievo poichè è al tempo stesso
inizio e conclusione di un periodo della
vita.Quando non ci sono le condizioni di
tranquillità e sicurezza desiderate tutto viene
rimandato e si rimane in un ambito fantastico
condiviso spesso con le amiche del cuore.
A
tutto ciò si aggiunge,per entrambi, il
ruolo dell' educazione e dell' etica familiare che
ha ancora un' influenza notevole sia come forza
frenante, per le ragazze, sia come spinta
all'azione, per i ragazzi e il ruolo dei
mass-media che propongono degli
stereotipi difficilmente raggiungibili che
possono produrre o una spinta all' azione priva
di pensiero o un'astensione
"platonica" carica di timori.
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