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Buona notte, oggi è martedì 9 febbraio 2010

Donna, prostituta, presidente: ritratto a tinte forti

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Donna, prostituta, presidente: ritratto a tinte forti

Una donna sceglie la strada e diventa presidente dell’Associazione per i Diritti Civili delle Prostitute. La sua storia è quella di tante donne come lei. Nelle sue parole ritroviamo un ambiente, un mercato, amiche e nemici della professione più antica del mondo.

Il mondo di Carla: Carla
Prima di tutto: volersi bene

Pretendo il meglio per me, in assoluto. Voglio figurare, voglio essere più acuta, più colta, più sensibile, voglio essere tutto di più.

Proteggersi
Devo dare il massimo per salvare la Carla, per salvarla fisicamente, perché il fatto di evitare reazioni violente e improvvise dipende molto dal mio approccio, dal mio sapermi difendere, dal mio saper entrare subito in lunghezza d’onda con le persone. Lì mi impegno molto, perché è una questione di sopravvivenza, e poi anche, particolare non certo secondario, per salvaguardare la mia integrità mentale.

Gestirsi al meglio
A lungo andare in questo mestiere puoi diventare proprio brutta, perché se non fai altro che vivere sulla strada, piano piano rischi di assorbirne tutta la cultura, anche quella peggiore e allora ti abbruttisci veramente. Invece io intanto limito al massimo la mia presenza sulla strada e cerco di renderla il più possibile produttiva finanziariamente, poi faccio di tutto per mantenermi come sono, anzi per migliorarmi. Esco, vado a teatro, al cinema, leggo, cerco di conoscere e frequentare gente interessante che sia comunque in grado di arricchirmi.

Gli inizi
Nel mio caso la causa principale che mi ha spinto a prostituirmi non è stato solo il denaro, ma fondamentalmente il rifiuto delle regole fisse. Ho provato a fare tanti lavori, ma non accettavo le gerarchie che c’erano, oppure gli orari fissi.

Le ragioni
No, non è stato drammatico, le varie fasi sono scivolate così, dalla prima volta a dopo, con naturalezza. All’inizio può anche essere una decisione sofferta, però non come pensano gli altri; intanto non è sofferta fisicamente, perché la gente vuol sentirti dire che ti senti violata, violentata, che hai messo in vendita la tua anima. Invece non mi sono mai sentita così e nemmeno le altre donne che conosco e che fanno questo mestiere come me. Ti metti in vendita perché hai bisogno di denaro.

La prima marchetta
Un giorno ho detto a Pia: “La prima marchetta in coppia, quando trovi due uomini che vogliono fare qualcosa, uno me lo faccio io.” E così ecco la mia prima marchetta. Non ci fu un giorno preciso in cui decisi di saltare il fosso, perché non è che un giorno una decide di battere e si mette all’angolo della via, si va per gradi; al lavoro sulla strada ci arrivi quando sei proprio sicura di te, quando hai compiuto una vera e propria scelta, altrimenti prima lo fai sempre in modo sommerso. Prima di andare sulla strada provi altre cose, anche perché non è facile battere subito le strade; ti esponi agli occhi di tutti, non solo dei clienti, ma anche agli occhi delle donne, dei bambini. Poi una volta che lo devi fare, lo devi fare bene, da professionista.

I clienti
I clienti ci provano sempre, insomma è un’abitudine comunissima,: è una lotta tra te e loro. Cercano di darti meno soldi possibile e tu cerchi di dargli il meno possibile in cambio di ciò che sei riuscita a contrattare.

I vecchietti
Adoro i vecchietti, per me sono i clienti più belli che esistono, io sono “quella dei vecchietti”.

I limiti
Un paio di volte che si è rotto il preservativo ho dato di stomaco, si vede che ho un rapporto terribile con lo sperma, è una cosa che non sopporto proprio.

AIDS
L’unica campagna che hanno fatto bene è quella della castità
. Il problema centrale per l’AIDS è che ciascuno possa salvaguardare la propria vita affettiva e sessuale senza castrarsi e senza ammalarsi.

L’amore
Credo di essere stata una donna amata, mi sento soddisfatta da questo punto di vista; ho avuto storie importanti, mi sono sentita molto desiderata, pur non essendo bellissima, pur con i miei limiti fisici.

Fare l’amore per amore
Nei rapporti sessuali penso di essere diventata più esigente, selettiva. Certe volte rifiuti di fare l’amore per stanchezza, perché sei stata lì tutto il giorno e la sera magari hai voglia del tuo compagno, non vedi l’ora di stare con lui, ma solo l’idea di avere un altro rapporto sessuale, anche se con una persona di cui sei innamoratissima, ti fa venire l’angoscia. Non è che mi senta castrata sessualmente, sono una donna normale. Quando magari andiamo fuori un paio di giorni, allora va benissimo, lo desidero e faccio volentieri all’amore. Ma dopo che ho lavorato tutto il giorno, a volte mi è veramente pesante: Perché io mi impegno molto nel mio lavoro, soprattutto per salvaguardare me stessa.

Bacio
Non ho mai baciato i clienti perché mi fa schifo … credo proprio di essere una brava prostituta, perché do il meno possibile.

I soldi
Guadagnare per me è importantissimo, sennò non farei la puttana. Io faccio la puttana perché mi piacciono i soldi, mi danno un tenore buono, una buona qualità di vita: voglio poter mangiare bene, dormire comoda, pagare la donna che mi fa le pulizie, avere una bella macchina, dei gioielli, fare dei viaggi, altrimenti, se non ho tutto questo, non c’è ragione che faccia la puttana.

Il mercato
Fra le nuove leve circa il trenta per cento sono travestiti, le altre sono donne. E’ in crescente aumento anche l’età; ci sono donne, per esempio, che si inseriscono nel mondo del lavoro, poi, se il guadagno non basta, perché pretendono di più, perché hanno più esigenze di tipo economico, allora sì, fanno le prostitute part-time, però sempre salvaguardando il loro lavoro, quello che le nobilita. Le nuove leve a tempo pieno però sono in maggioranza travestiti e transessuali. Fra questi e anche fra le prostitute, moltissimi vengono dal sud.

Colore coatto
Stanno proprio rovinando il mercato ormai fiorente e consolidato delle prostitute professioniste della zona in cui le portano; hanno abbassato il prezzo della marchetta e hanno destabilizzato in modo forte il mercato, economicamente parlando. Il dramma di queste donne è che non hanno scelto loro di fare le prostitute.

Il passato
Secondo me tutte le prostitute hanno delle storie complicatissime.

Il futuro
Ho paura a parlare di futuro, anzi sono terrorizzata … non posso pensare la mia vita senza i soldi. Non riesco a pensare di arrivare a sessant’anni e non avere più una lira, non avere più … la casa calda, il cibo buono, cose simili.

Gli altri
In questo mestiere ci sono anche delle persone orrende, la maggior parte sono ‘brutti, sporchi e cattivi’, ma è anche vero che hai l’opportunità di conoscere tanta gente e fra questi trovi sempre qualcuno in grado di darti qualcosa, così puoi rubare il loro sapere, e crescere.

I mostri
Stavo bene quando ci invitavano a tenere i dibattiti. Ci sentivamo come uscite dal buio, dall’ombra della strada. All’inizio erano iniziative sfigatissime, che servivano però a farci conoscere in modo serio, superando l’immagine superficiale che i giornalisti ci avevano ritagliato. In genere questi incontri andavano bene, perché c’è sempre la curiosità di vedere il mostro … Quando siamo presenti in un dibattito, la sala è sempre piena, ma mica perché la gente si interessa ai nostri problemi, solo perché vogliono vedere le puttane.

Esserci
Con i clienti in genere non c’è alcuna necessità di seduzione, assolutamente. Lavorando non ne ho bisogno, a meno che non capiti una persona estremamente interessante e per questo voglio che si ricordi di me, una persona che desidero conoscere di più e magari mi fa piacere che ritorni, o un buon cliente che mi interessa come uomo al di là del fatto de denaro..

La politica
Se si è in tanti, si detiene un potere contrattuale, ma se ci si fraziona tutto ciò non serve quasi a niente.
I partiti hanno bisogno di contarti: in tante abbiamo un valore, siamo prese in considerazione, ma se non riescono a quantificare il tuo peso politico non vali niente, non sei contrattuale e non hai potere.

Paradosso
Non funzionava proprio niente, però avevamo un rapporto fisico magnifico, lui mi ha disinibito molto nel sesso.

Il mondo dei rapporti: gli uomini  
Uomini e donne
Li trovo delle persone inferiori, li ho sempre sentiti inferiori. Ritengo di essere una persona privilegiata perché sono una donna: ringrazio mia madre perché mi ha fatta donna. Se dovessi dipingere un uomo, lo dipingerei con un buco nero nel mezzo, come un vuoto. Invece farei la donna con un sacco di rotelline, un monte di ingranaggi, perché è tutta piena dentro. Ha un’infinità di cose da dare e da esprimere!

La fiducia
Mi fido molto delle donne, mentre non mi fiderei mai completamente di un uomo. Comunque sono molti di più gli uomini che mi hanno deluso, anche quelli famosi che mi avevano fatto sognare con le loro canzoni o le loro opere d’arte. Allora sai che faccio? Non li vado più a conoscere i miei miti, se ancora ne ho qualcuno, non li voglio più conoscere, è meglio immaginarli.

Il branco
Molti ti fermano, ti insultano e questa è la parte più sgradevole del nostro lavoro. Gli uomini non si vantano più di andare a puttane, non lo ammettono neanche fra loro; da soli invece si sottomettono al contratto, magari subiscono anche il nostro nervosismo, però quando sono con altri uomini si sentono forti. Non confesserebbero mai al proprio amico di essere andati a puttane, ma quando sono in gruppo si sentono in dovere di venire là, schiamazzare, insultare,. Da soli sono dei coniglietti, ma appena sono in due o tre, si fermano, ti chiamano puttana, oppure ti dicono: “Sei vecchia nonna, vai a casa!”. Magari non sei per niente vecchia, ma così, giusto per insultare.

I pidocchi
La storia dei soldi in genere accade all’inizio della carriera, per pudore o per vergogna non hai coraggio di chiederli subito al cliente e aspetti che sia lui a darteli, ma non te li dà affatto! Figurati, per loro il massimo è riuscire a scopare senza pagarti, e se si rendono conto che tu sei una pivella, ci provano sempre. Ecco perché dico che poi impari il mestiere, impari quanto sono luridi – non so come dirti, sono proprio pidocchi. Sono gretti, perché si perdono per delle cifre irrisorie, non hanno nessuna nobiltà, ecco. Magari sono persone del tutto normali, una volta a casa, ma in circostanze di questo tipo si comportano in un modo così miserabile, sono dei miserabili, non sono dei signori.

La parità
A volte non ho voglia di mettermi in competizione, perché non me ne frega niente, mi sento già duemila anni luce da loro e non mi metto certo in concorrenza con questi esseri! Mettersi in competizione vuol dire comunque riconoscere una parità che dovrebbero avere con me e certo non ce l’hanno, non ce l’hanno proprio. Non me ne frega niente di mettermi in competizione, perché so già che sono vincente. Non è un desiderio di rivalsa, è proprio un gioco: il gioco del commercio. Mi diverto perché gli uomini provano a risparmiare qualche lira, ma non gliene frega niente di contrattare a lungo; io invece continuo anche se magari so che non combinerò.

Il pollo
Si cerca sempre di fare la coppia. Quindi se c’è il pollo propongo: “Guarda, Maria, è arrivato il pollo, vuoi che ce lo facciamo insieme?” E’ molto comune che due donne siano in coppia, ma non accade assolutamente niente di più di quello che succederebbe se fossimo da sole. Lui poi va a casa contento come una pasqua, oh, è stato con due donne! Non sa però che ha speso esattamente il doppio di quello che doveva spendere, in cambio di una prestazione sempre uguale.

Gli impotenti
Spesso gli uomini hanno curiosità che vanno al di là del rapporto normale, ma qualche volta si tratta anche di problemi di impotenza. Uomini giovani che hanno problemi loro, che non avrebbero mai il coraggio di andare da un medico, allora provano le cose più strane, pensando così di erotizzarsi e di risvegliarsi di nuovo fringuelli, mentre invece la situazione rimane esattamente com’era.

Le contraddizioni
Macchine di lusso bellissime! Per me questo significa entrare in competizione coi maschi. Perché, quando sei sulla strada e vai a lavorare con una macchina grossa, i maschi soffrono moltissimo.

Stupro
Secondo me molte vengono stuprate, nel senso che l’uomo abusa di loro e non le paga per niente. Perché tante donne purtroppo vengono stuprate dal cliente.

Il mondo dei rapporti: le donne
Pia
Io e Pia in genere scegliamo con molta accuratezza, difficilmente ci accontentiamo dell’amicizia banale, delle storie d’amore poco gratificanti; vogliamo il massimo, perché comunque siamo garantite, ci garantiamo tra di noi. Tutto ciò, una donna che sta da sola non ce l’ha.

Le casalinghe
Ho trovato delle mogli qualsiasi, delle casalinghe terrorizzate, che pur di assecondare le fantasie dei loro mariti, si adattavano anche a questo. … Poi in macchina lui mi diceva: “Per carità, non dirle che sei una prostituta, dille che lavori al bar, che lavori in qualche posto!”. Avevano bisogno di darmi un’altra identità … mi spacciavano per una persona ‘similperbene’, che non era là per denaro; ecco, questo non si doveva mai dire. Loro erano là, preoccupatissime per quello che doveva succedere: subivano in modo violento la volontà dell’uomo, non avevano scelta e non avevano il coraggio di dirgli di no. Credo che molte lo facciano per paura che altrimenti l’uomo vada a puttane da solo e chissà cosa possa combinare fuori casa… Imbarazzatissime, uscivano con la vestaglietta a quadretti, sotto conciate che non ti dico! Queste donnette, magari con i capelli un po’ grigi, conciate come messaline del sesso! Però impacciate tanto che non sapevano da che parte metter le mani, poverine!

Le colleghe
Il fatto che tu vada a lavorare in una zona e le altre prostitute vengano e ti facciano la guerra perché sei nuova e gli porti via il lavoro, è superabile. Poi fanno la guerra se sanno che lavori senza preservativo, perché crei un precedente, poi i clienti lo pretendono e fanno continuamente richieste di questo tipo; oppure se vai sottoprezzo rispetto alla tariffa media che c’è in quella zona, crei inflazione. Queste sono regole che tutto sommato mi stanno bene, perché tutelano anche il mio lavoro.

Le intellettuali
Le donne in genere hanno molta curiosità nei confronti di noi prostitute. Quando ho cominciato a frequentare le intellettuali, quasi volevano che in una serata gli raccontassimo tutti i segreti del mestiere; loro sapevano essere delle brave madri o delle studiose eccezionali, ma non sapevano essere brave puttane. Anche questo non fa che avallare la tesi che la brava madre deve essere sempre e comunque alternativa alla brava puttana. Avevano insomma una grande curiosità di scoprire i segreti del sesso e diventavano via via sempre più intime, sempre più esigenti…

Le femministe
Abbiamo pensato: siamo donne, abbiamo problemi di donne, quindi chi più di loro può capirci? Davamo per scontato che i vecchi movimenti femministi dovevano abbracciare la nostra causa, perché eravamo delle donne che avevano bisogno di solidarietà di altre. Sembrava invece che dovessimo fare una richiesta di redenzione, dovevamo dire che facevamo le prostitute perché non avevamo niente altro da fare, che se avessimo avuto un altro lavoro, l’avremmo fatto; la prostituzione era una soluzione provvisoria, non duratura.

Le nemiche
Ci sono anche le donne che insultano, vengono in auto, accompagnate dagli uomini oppure solo tra donne: vanno pian pianino, si accostano, guardano e sghignazzano, qualcuna grida: “Puttana!” e poi se ne va. Mi sembra impossibile che altre donne possano venir lì solo per vederci, come per andare allo zoo a vedere gli animali dentro le gabbie o addirittura solo per insultarci. Non sono mai riuscita a capire perché lo facciano.  In qualche modo l’offesa dal maschio te l’aspetti, tiri su il finestrino, attacchi la musica e non senti quello ti dicono. Ma di fronte a un comportamento simile tenuto da una donna, nessuna è disposta a passare sopra, è una cosa che offende molto, la senti proprio dentro.

Le lesbiche
E’ molto raro che una omosessuale vada a cercare di comprare una prostituta, a me è successo un paio di volte ma non ho accettato perché non ho le idee chiare in proposito. Ovviamente non potrei fare la parte attiva, perché non mi sento attratta e facendo solo la parte passiva mi sembrerebbe di rubarle il denaro. Non mi dà nessun fastidio se posso ‘derubarlo’ a un uomo, ma nei confronti di una donna mi sentirei molto disonesta a prometterle qualcosa che poi in realtà non le posso dare.

Le tossiche
Quelle sono kamikaze, cercano la morte a tutti i costi nella siringa e quindi non stanno certo a preoccuparsi di usare il profilattico. Poi non hanno neanche molta cura del proprio corpo. In genere vengono a lavorare così come sono, dormono dove si trovano, vivono proprio una vita da barbone … Comunque i maschi ci vanno lo stesso, non credere che scelgano! Anzi, secondo me, più la prostituta è male in arnese, fragile e malsicura, più diventa ricattabile.

I transessuali
Anche per i transessuali è lo stesso, la gente si immagina che siano dei disgraziati, degli emarginati, sono messi continuamente alla berlina perché non hanno nessuna identità, sui documenti sono uomini e poi di fatto sono donne… però se gli proponi un altro lavoro, il novanta per cento non lo fa. Abituati a guadagnar bene, gioielli e pellicce, ad avere tutti i soldi che vogliono per le loro operazioni, abituati a questa disponibilità economica, non voglio fare altro. E non sono delle povere disgraziate.

I brani riportati sono tratti da: Carla CORSO, Sandra LANDI, Ritratto a tinte forti – Giunti, 1991

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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