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Buon pomeriggio, oggi è giovedì 25 maggio 2017

Barare a letto

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Barare a letto

Sesso, bugie e orgasmi simulati. All’inizio ci impegniamo in una relazione sessuale per il piacere di essere con l’altro. In questo caso l’orgasmo conta poco. Ma poi…   Che fare quando il gusto scompare in corso d’opera, o subentra la stanchezza? Simulare o confessare?

Succede che ciò che ci fa amare una persona sia diverso da ciò che ce la fa desiderare. Tutti vorremmo conoscere l’amore con la a maiuscola e il desiderio con la d maiuscola, ma spesso l’uno esclude l’altro. Allora quando il desiderio manca, noi lo simuliamo. Qualcuna comincia subito, perché magari è imbarazzata ma non sa come comportarsi davanti al desiderio di lui. Quindi accetta, e finge di apprezzare. Magari tutto sommato è soddisfatta perché si sente amata, i gesti del compagno sono pieni di tenerezza e di passione e percepisce il calore di una presenza importante.

L’orgasmo a tutti i costi
Molti pregiudizi nascono dalle donne: “ho sempre pensato che una relazione sessuale “normale” si conclude con un orgasmo; forse non è necessario alla soddisfazione, ma quando succede il rapporto finisce. Ho provato a chiedere più carezze e più tenerezza, e talvolta le ho ottenute. Ma più spesso vorrei solo che finisse, e allora simulare diventa utile.” “So che mi basta “godere” per far godere – davvero – il mio compagno. Che siccome si controlla per trattenersi, non si è mai accorto della mia simulazione”. Per certi uomini è indispensabile che la donna abbia un orgasmo, e preferibilmente prima di loro. Per galanteria o per machismo, sembra che il manuale del perfetto amante lo prescriva. Fingere di averne voglia, di goderne e di godere, tutto è possibile senza che l’altro se ne accorga. Basta imitarsi… Una simulazione ben recitata non viene scoperta, tanto più che questa lusinga l’orgoglio maschile. E poi è facile finire per farsi prendere dal gioco dell’altro.

Le bugie del corpo
Secondo Barbara Alberti simulare non è mai una buona idea perché “dalle bugie del corpo non si torna indietro”. E bisogna ammettere che dopo non è che ci si senta proprio fieri. In effetti, perché fingere, in fondo non si possono sempre e solo avere reazioni positive. Alcune donne hanno l’impressione – fingendo – di essere amanti generose, altre si sentono in colpa, o si sentono sole con il loro segreto, o non si sentono all’altezza.

L’onere della verità…
Simulate? Vi conviene dirlo o non dirlo? Non crediamo esistano regole generali, tranne una, quella di domandarsi sempre perché con il partner non si riesce a raggiungere il culmine dell’intesa e del piacere. E ovviamente più il tempo passa, più la confessione diventa remota, poi improbabile, e alla fine impossibile.

… e quando affrontarlo
Esiste il momento giusto, o il modo giusto per affrontare una confessione di questa portata? Noi crediamo proprio di no. Forse la franchezza in sé potrebbe essere apprezzata – in fin dei conti consente all’altro di sapere, e quindi di decidere. Ma bisogna avere una grande fiducia in se stesse, e una fiducia sconfinata nella comprensione del partner. Se infatti non siete mai riuscite a confessare la vostra insoddisfazione al compagno, probabilmente non c’è tra di voi una gran comunicazione. Questo è allora, prima di qualunque passo successivo, il vostro primo obiettivo: ristabilire un dialogo, sola premessa a qualunque altro discorso intimo.

Le mille ragioni della simulazione  
Tra le tremila donne che hanno risposto all’indagine di Shere Hite sulla
sessualità femminile, più della metà ha ammesso di simulare l’orgasmo durante la relazione sessuale. Questi sono i motivi più comuni della loro scelta:

  • Trovo che sia più facile e più veloce che dire no

  • Mi ha risparmiato di spiegare perché non godo

  • Mi vergogno troppo per esprimere i miei desideri

  • Ho preferito non ferirlo dicendogli la verità

  • Volevo evitare che si sentisse un incapace

  • Si impegna tantissimo per farmi godere

  • Sapevo che tanto non sarei mai riuscita a godere

  • Non volevo che sapesse che non riesco a godere

  • Speravo che mi volesse ancora, dopo

  • Sapevo che adora vedermi godere

  • Volevo che mi amasse

E queste sono le ragioni più comuni per cui le donne finiscono in una relazione sessuale che non le soddisfa, e che prima o poi le spinge a simulare un piacere che non provano:

  • Sapevo che ne aveva voglia, e che farlo lo rilassa

  • Era l’unico momento che avevamo per fare l’amore

  • Credevo che la voglia mi sarebbe venuta

  • Non volevo passare per frigida

  • Glielo dovevo

  • So che quando dico di no, si arrabbia

  • Anche lui accetta dei compromessi per me

  • Non volevo perderlo

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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