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Il feticismo

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Il feticismo

Il feticismo è sesso oppure no?

Alcuni feticisti adorano farsi rinchiudere in un luogo angusto, per esempio il simulacro di un forno: un luogo piccolo e caldo, che ricorda vagamente l’utero materno. Altri desiderano essere ridotti all’immobilità, per esempio nei rituali di mummificazione. Oppure dar vita a una storia in cui assumere le sembianze di animali attraverso un travestimento adeguato. Impersonare un oggetto inanimato, magari un elemento dell’arredamento di casa.

Ma qual è, al di là delle apparenze, l’elemento comune a questi riti? In questi scenari devianti in realtà c’è pochissimo sesso, almeno nella definizione convenzionale della parola sesso. Non c’è contatto tra i genitali, non c’è contatto tra la bocca e i genitali. Molti si masturbano, molti no. Queste persone mettono in scena i propri copioni con o senza partner, recitano ruoli, si travestono e ricalcano schemi e narrative che la maggior parte di noi troverebbe noiosi. Talvolta il gioco può terminare in un rapporto sessuale, ma spesso lo scopo dell’esercizio in sé non è il raggiungimento dell’orgasmo. Il feticismo è profondamente erotico, dunque, ma non necessariamente sessuale.

Gli elementi pornografici del feticismo, per esempio, sono ritrovabili ovunque, facilmente e continuamente: dalle scarpe, alle fotografie degli animali per i feticisti a inclinazione carnivora, ai programmi televisivi di cucina per quelli che amano pensare di essere cotti in un forno.

Il feticismo? E' dappertutto...
di Emmanuele Jannini
Il feticismo è' una delle pratiche che rientrano nella vastissima gamma delle perversioni o quasi perversioni. Come sosteneva Freud, il feticismo è una sovrapposizione di simbologie falliche, per esempio il piede.

Ci possono essere due modi per interpretare il feticismo:

  • quando è fatto per dare uno stimolo in più al rapporto non ci sono problemi, può essere anche in questo caso piacevole

  • quando invece sostituisce il sesso e quindi l'oggetto è più importante della persona (per esempio mi interessa più il piede o la scarpa della persona che la indossa) si entra in "allarme" ed è necessario capire quali sono le difficoltà relazionali che bloccano la normale sessualità.

Anche i giornali (modelle con piedi bellissimi, che indossano sandali molto scollati) e la letteratura stanno prestando molta attenzione a un certo tipo di atteggiamento: numerose sono, infatti, le pubblicazioni che trattano dei più comuni feticismi. In generale direi che sono pratiche più positive che negative, naturalmente se affrontate con la dovuta misura e soprattutto allo scopo di provare piacere e ravvivare il rapporto di coppia. Diventano allarmanti se, come abbiamo detto prima, sostituiscono interamente il sesso e se non vengono più realizzate per provare piacere. Per definizione il perverso non gode.

Il feticismo è i suoi rituali

I feticisti sono presenti in ogni strato della società, indipendentemente dal loro sesso, dal loro orientamento sessuale, dal livello culturale e dallo strato socioeconomico di origine. Forse l’elemento che ce li fa apparire strani è la qualità ritualistica delle loro pratiche. Del resto, molte cerimonie – erotiche o non erotiche – promuovono la scarica delle tensioni e delle ansie delle persone. Le drammatizzazioni operate dai feticisti affondano le loro radici in un ricchissimo regno simbolico, e propongono una rivisitazione erotizzata dei più ancestrali archetipi umani.

Le culture hanno costruito rituali anche molto elaborati per controllare la sessualità, inventando regole per sanzionare coloro che rifiutano di piegarvisi, e bollando come outsiders perversi e contronatura tutti quelli che hanno gusti diversi e personali.

Le cerimonie culturalmente e socialmente approvate rinforzano le strutture di potere esistenti, impiegando allo stesso tempo la vergogna sessuale e la paura per mantenere allineate le persone.

Lady Velvet, per esempio, una donna che trae piacere sessuale dall’addestrare gli uomini a partecipare e vincere le corse per i feticisti del pony play, considera il suo genere di teatro erotico come una forma di opposizione alla cultura di massa: “Molte persone amano guardare la televisione, e non immaginano di poter essere esse stesse protagoniste di un proprio spettacolo, di potersi costruire un proprio show. Se si staccassero dal tubo catodico e si dedicassero a quello che davvero amano, ecco, questo sarebbe eccitante”.

In altre parole, molti feticisti non fanno altro che impiegare immagini e simbologie a disposizione di chiunque – e anzi talvolta familiari e banali – per creare narrative e copioni sorprendentemente nuovi, talvolta perfino poetici e comunque densi di significati psicologici, e almeno per loro, profondamente eccitanti.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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