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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Il piacere al femminile

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Il piacere al femminile

Il mistero del piacere femminile
Battezzato da Sigmud Freud “il continente nero”, il piacere femminile resiste a quasi tutte le descrizioni psicoanalitiche o biologiche, e al di là della troppo facile dicotomia tra vaginale e clitorideo, la spiegazione dell’orgasmo resta ancora un enigma in parte insolubile…

Contrariamente all’uomo, per il quale il piacere resta nella maggior parte dei casi all’interno della sfera urogenitale, la donna prova un godimento più globale, esteso a tutto il corpo. Perché, quindi, ancora oggi il dibattito è catalizzato intorno a una sola domanda: clitorideo o vaginale? Oggi sappiamo che la distinzione
stessa tra piacere clitorideo e piacere vaginale non è basata su alcuna dimostrazione psicologica o scientifica. Anzi, alcuni sessuologi sostengono che tutte le donne sono clitoridee e che l’orgasmo vaginale non sarebbe altro che una variazione del piacere clitorideo, attraverso la radice del clitoride o grazie a stimolazioni esterne dovute allo sfregamento dei corpi durante il coito. Secondo la maggior parte degli studi, e le cifre variano poco tra una ricerca e l’altra, si stima che quasi l’80% delle donne ha bisogno di una stimolazione clitoridea per raggiungere l’orgasmo.

Il piacere erotico è diverso dagli altri, la sua modalità è infatti unica e associa tre fenomeni particolari: il culmine, l’esplosione e la ripetizione. Nel culmine, in una successione di stimolazioni di un punto erogeno, ogni stimolazione elementare provoca un piacere leggermente superiore al precedente, in altri termini il susseguirsi delle stimolazioni provoca delle sensazioni voluttuose di intensità crescente. A un certo punto, a un dato livello esplode un piacere più forte di tutti i piccoli piaceri precedenti addizionati tra di loro. Questo significa per esempio, nel caso del clitoride, che esiste un fenomeno di sommatoria: agli stimoli centrali si aggiungono quelli delle zone periferiche - capezzoli, fianchi… - che precipitano l’orgasmo. L’esplosione è l’orgasmo, un piacere maggiore che si ottiene sommando piaceri elementari in successione. La sua intensità, come detto, è superiore alla somma dei piaceri accumulati, la sua durata è in genere breve e la sua estensione supera di gran lunga la zona stimolata. La ripetizione è una possibilità che le donne hanno di rinnovare gli orgasmi senza difficoltà, praticamente all’infinito.

Inoltre, per alcune donne la penetrazione riveste una dimensione cerebrale, che può essere vissuta come passaggio che consente di estendere l’orgasmo a tutto il corpo, o al contrario, provoca un’attenuazione delle sensazioni. Infatti, non è la penetrazione il gesto sessuale richiesto per validare una relazione sessuale… ma ciononostante, alcune donne sembrano ancora alla ricerca di un piacere vaginale, socialmente più valorizzato. Ma da dove deriva questa valorizzazione di un tipo di orgasmo rispetto all’altro? È possibile distinguere in prima battuta alcune ragioni fondamentali, comprese tra aspetti biologici e aspetti sociali. In primo luogo, il piacere sessuale può essere considerato come il mezzo per garantire la riproduzione e mantenere intatto il modello della società patriarcale. Ma oltre questa eredità culturale, il modello freudiano della psicologia femminile ha un peso di tutto rispetto. Secondo il padre della psicoanalisi, infatti, l’orgasmo clitorideo sarebbe quello dell’infanzia, un piacere immaturo. Con la pubertà, le donne dovrebbero trasferire il centro del piacere nella vagina… Durante gli anni ’60 e ’70, gli psicoterapeuti si sono sottratti a questa dittatura dell’orgasmo vaginale, del resto alimentata in parte anche dall’ipotesi del punto G di Gräfenberg. Alla fine della sua vita, anche Freud riconobbe nelle sue ultime conferenze di essersi sbagliato in due campi: l’arte, e le donne.

A cosa serve la tumescenza? Ad accrescere il piacere. Tra un clitoride non eccitato e uno che lo è, la sensibilità passa da 1 a 10. E quanto alla considerabile potenzialità orgasmica della donna, essa è legata all’immensa capacità di tumescenza del suo sesso poiché, anche se il turgore impiega un po’ di tempo a manifestarsi, scomparirà altrettanto lentamente. “Fin quando la tumescenza resiste e anche dopo uno o più orgasmi, la donna sente con certezza che può andare oltre, che la sua tensione non è del tutto scaricata. Tanto più che ogni orgasmo mantiene la tumescenza e acuisce le sensazioni: più numerosi sono gli orgasmi di una donna, più sono intensi”, scrive Leleu.. Alla forza della tumescenza di aggiunge una fastosa sensibilità delle mucose, per esempio il glande, nonostante il suo volume, contiene “solo” 3.000-4.000 recettori sensoriali, contro gli 8.000-10.000 del clitoride; sono recettori di ogni tipo, captano il contatto, registrano la pressione, rilevano il caldo, il freddo, il dolore, o generano la voluttà, come i corpuscoli di Kraus. Solo nel clitoride, e in nessun’altra parte del corpo, è presente la più vasta concentrazione di recettori sensoriali , superiore a quella di zone considerate molto sensibili come i polpastrelli, le labbra o la lingua.

Ma allora, l’orgasmo femminile sarebbe davvero un enigma insolubile? Se si ascoltano alcune definizioni femminili dell’orgasmo, per esempio “sensazione di pienezza, di sazietà, di libertà interiore”, si intuisce che il settimo cielo ha tante definizioni quante sono le donne… perché è impossibile dimenticare che la funzione erotica è frutto di un apprendimento, e che tutte le vie del piacere possono essere imparate, a patto naturalmente di sapere che esistono. A differenza dell’uomo, che concentra gran parte della propria sensibilità a livello del glande, sembra che per la donna il piacere possa derivare dalla stimolazione di zone diverse:

  • il clitoride è una delle parti più sensibili del corpo femminile, e il suo ruolo è esclusivamente sessuale. In esso è presente un gran numero di recettori sensoriali specifici, ed esso può essere stimolato manualmente od oralmente, oppure in maniera indiretta durante il rapporto sessuale, grazie alle piccole labbra;
  • alcune zone della vagina, e in particolare la parete anteriore, grazie al punto G. La stimolazione può essere manuale o avvenire durante il coito, soprattutto se l’uomo è dietro alla donna;
  • il collo dell’utero, stimolato dai movimenti di spinta effettuati dal pene durante il coito.

I punti erogeni della galassia vulvare: il clitoride, compresi la radice e il cappuccio che lo ricopre; la parte interna della grandi labbra, le piccole labbra, la “forchetta” nella parte posteriore della vulva, le fibre del perineo, i bordi dell’ano. Al di sotto di questo “puzzle erotico” di superficie si trovano i tessuti erettili femminili, che sottendono il piacere delle mucose e sono sensibili alla pressione. Dal pube al coccige, perciò, dal monte di Venere ai glutei, la donna è dotata di una grande zona erogena.

A partire dalla stimolazione di queste zone, in modo isolato o simultaneo, il piacere femminile è favorito. L’orgasmo è un fenomeno psicofisiologico che si scatena nel cervello e si accompagna a manifestazioni fisiche, in particolare con le contrazioni ritmiche del perineo e dell’utero (queste ultime non sempre percettibili), e la caduta della tensione sessuale. L’orgasmo, provocato da stimolazioni diverse in zone diverse, ha spesso un vissuto soggettivo che gli è proprio. Così, quello provocato dalla stimolazione del clitoride è valutato da alcune donne come il più intenso in assoluto, mentre quello provocato dal coito, dalla stimolazione della parete anteriore della vagina in certe particolari posizioni, e dalla stimolazione del collo dell’utero sembrano essere più interni, più profondi ma meno intensi. Ogni donna scopre la propria via verso il piacere, secondo modalità che le sono proprie, con stimolazioni e posizioni che preferisce, ma niente è dato a priori, e la sessualità evolve con l’esperienza, e si arricchisce man mano.  Siamo ormai lontani dall’epoca nella quale si attribuiva una superiorità morale o affettiva a un tipo di orgasmo, oggi sappiamo che la qualità del piacere tra due adulti consenzienti ha la sua importanza, quale che sia il mezzo per ottenerlo.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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