Riflettere,
rimuginare, ragionare tra sé e sé sulle presunte
colpe altrui non fa altro che rendere gli altri
responsabili delle nostre esperienze personali,
delle quali spesso loro non sono neppure a
conoscenza. E quando si interpella il presunto
responsabile, la sua reazione di sconcerto, di
incomprensione, di discolpa, non fanno altro che
confermare i nostri ‘sospetti’. Con un po’ di
pratica è possibile portare all’estremo questo
comportamento: si possono accentuare ampiamente dei
sintomi fisici giungendo a credere di essere affetti
da chissà quali malattie, si può pensare che
quanto ci accade sia dovuto a una oscura potenza che
domina la nostra vita, e così via. E poi a quel
punto si possono trasferire i propri ‘sospetti’
anche sulle persone, per arrivare a considerarle
responsabili di tutto quanto ci accade di negativo.