Se c’è un’area in cui le cose si possono
complicare all’infinito rendendo tutti gli
interlocutori infelici, è proprio questa. In ogni
frase si possono individuare due livelli, uno
oggettivo, che rappresenta una qualità, per esempio
‘la mia auto è blu’ - e uno relazionale, per
esempio ‘la mia auto è più veloce della tua’.
Molte volte questi livelli possono venire scambiati
nel corso di una comunicazione. Per esempio
attribuiamo a una persona uno stato d’animo che
noi presumiamo che abbia, come l’essere
arrabbiati, che è uno dei più spiacevoli e che
tende a presentarsi con estrema facilità. Oppure
facciamo dei rimproveri violenti ma vaghi,
aspettandoci che l’interlocutore capisca che cosa
intendevamo dire, e arrabbiandoci in caso contrario.
Un altro esempio è rappresentato dalle alternative:
concedere due sole alternative e poi manifestarsi
insoddisfatti sia che l’interlocutore scelga
l’una, sia che scelga l’altra…