L'eterno
femminino
Crescere senza uno o più modelli di riferimento
è possibile, ma più difficile. Se ogni bambina
costruisce la propria femminilità rispecchiandosi
in quella della madre, diventando grandi è
normale confrontarsi con le altre donne.
Mini-viaggio tra i miti attuali e immortali del
fascino e dello stile.
LE
FUORISERIE
Audrey
Hepburn La
donna Eterea,
fragile, rara. Una combinazione sublime di
sottigliezza e distinzione, collo
lunghissimo e occhi infiniti. Più che bella
era improbabile, da sposare ma in
bianco Lo
stile Adolescenziale fino alla morte,
perché le donne come lei, in primo luogo,
non hanno sesso. Era racée
per natura, un concentrato di tutte le
qualità di tutte le donne buone di tutti i
tempi. La sua classe era fatta di
sublimazioni: della carne, della maternità,
della competizione…
Michelle
Pfeiffer La
donna E’
la donna-pastello, l’americana upper-class
molto, molto perbene. Ha adottato, e i figli
le donano Lo
stile Ha
tutto il fascino della delicatezza e della
fragilità, e non sai se venerarla o
torturarla. Quando piange è ancora più
bella e fornica con grazia infinita, in una
parola, è per-fet-ta. Pallida e trasparente
come una porcellana, è preziosa, raffinata,
distante
LE
DETERMINATE
Maria
Callas La
donna Una faccia, un destino. Voce
sublime e un talento speciale per
l’infelicità. Amò solo uomini sbagliati
e disdegnò quelli che la amavano Lo
stile La
sua determinazione divenne leggenda. Era una
greca obesa e sgraziata con un viso
difficile da portare – diventò una diva
internazionale sottile e carismatica. Casta
diva cantata da lei dà i brividi, ci
leggi tutto: la fragilità e l’ambizione,
la fatalità e la smania
Madonna La donna
Di Louise Veronica Ciccone si sa poco: nasce
male, cresce peggio. Di sé racconta: “da
bambina volevo farmi suora. Suor Maria
Fellatio.” Lo stile Più
invecchia, più acquista status:
è patinata, levigata, molata. E’
innaturale ma non finta, mutante ma
possibile: non è bella, non canta bene, ma
ce l’ha fatta. E’ un’immane illusione
collettiva: se io voglio io posso, se tu
vuoi… In tutti i campi, ovviamente:
cantare, recitare, guadagnare, consumare,
procreare…
LE
COERENTI
Jaqueline
Kennedy La
donna Prodotto
perfetto dell’Allevamento
Bouvier, è ricca, istruita, raffinata,
cosmopolita. I Kennedy in confronto
a lei sono dei parvenus.
Il suo negoziato prematrimoniale con Onassis
è l’icona universale dei vizi e
dell’arroganza di una casta Lo stile Madrina
della magrezza, forgiò l’immagine di una
classe e di un paese: disciplina, rigore,
rinunce. E continuità: Oleg Cassini e
pochissimi altri, sceltissimi. Nonostante i
mezzi, nonostante le tentazioni
Carolyn
Bessette La
donna Prima
di John John (Kennedy) neanche esisteva.
Dopo, era quella identica alla fidanzata
precedente. Il matrimonio segnò il suo
esordio tra gli umani, era nata per essere
la moglie di Lo stile Non
indossava mai gonne sopra al ginocchio, mai
gioielli - esclusa la fede, non si truccava
mai escluso il rossetto. La dimostrazione
che lo stile è una forma di resistenza:
alle seduzioni facili, al baratto del bello
con il carino,
al transitorio opposto all’immortale, al
soggettivo, al personaleo
LE
IRREGOLARI
Ingrid
Bergman La
donna Alta,
spallata, con un gran naso – in una
parola, mascolina. Per i suoi tempi fu una
donna coraggiosissima capace di sfidare
costumi e convenienze in nome di un amore
che non le portò fortuna Lo
stile Era
femminile con molte forzature, talvolta poco
credibili. Incarna il fascino della
differenza, e infatti era l’antimodello
della bellezza versione star-system.
E’ il risultato ibrido di un temperamento
forte in un corpo svedese costretto a
impersonare debolezza e languore
Paloma
Picasso
La
donna E’ stata capace di resistere al
fantasma paterno e di crearsi un proprio
mondo, e tanto basta per ammirarla. E’
caparbia, scostante, e porta con gran classe
la sua fama di antipatica Lo
stile Che
cosa fa una donna intelligente quando
capisce di non essere bella? Diventa un
tipo. Lontana da tutte le mode, PP fonda un
proprio cliché
e non lo abbandona più. E’
l’antesignana del nero totale e del gusto bold:
rossetto come una ferita, fronzoli a zero.
Un talento per l’immagine forte, incisiva
e assolutamente, strettamente personale