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Condizionamento e apprendimento

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L'apprendimento

Condizionamento e apprendimento

di Daniele Monzani

Contrariamente a quanto pensiamo di solito, un animale da circo cui viene dato in premio un biscotto o un pesciolino non ha imparato a svolgere correttamente l’esercizio richiesto – ha imparato come ottenere il premio. Non troppo diversamente dagli animali, anche gli esseri umani possono essere condizionati ad apprendere (a pensare, comportarsi, consumare…) in funzione di un premio, o di una punizione. Ecco come…

Con il termine condizionamento intendiamo una generica influenza sul comportamento di un individuo in funzione di quel che è accaduto nel passato. In psicologia questo termine rimanda direttamente alla corrente che negli anni ’40 e ’50 segnò profondamente il corso della disciplina.

Il Comportamentismo si impose all’attenzione del mondo accademico e industriale grazie agli studi di due uomini: il fisiologo russo Ivan Pavlov (premio Nobel per la medicina e la fisiologia) e lo psicologo americano B.F. Skinner.

Pavlov introdusse il concetto di Condizionamento Classico, Skinner quello di Condizionamento Operante. Pavlov giunse allo studio del condizionamento attraverso gli esperimenti sull’apparato salivare dei cani (esperimenti che oggi susciterebbero le critiche più accese degli animalisti per come venivano trattati e immobilizzati questi cani!). Egli notò che porre del cibo in polvere nella bocca del cane faceva aumentare il flusso di saliva. Pavlov iniziò a far precedere un suono di campanella alla presentazione del cibo. Gradualmente il flusso di saliva del cane cominciò ad aumentare al suono della campanella, anche quando non veniva dato il cibo. Nella terminologia di Pavlov il cibo è lo stimolo incondizionato, la risposta di salivazione del cane la risposta incondizionata, la campanella lo stimolo condizionato e la salivazione che segue al suono della campanella la risposta condizionata.  

Skinner arrivò invece a teorizzare il Condizionamento Operante attraverso le osservazioni sui topi. Rinchiusi in una gabbia (diventata famosa come Skinner Box) i topolini ottenevano del cibo solo quando azionavamo una leva. All’inizio un topo poteva andare avanti per molto tempo prima di azionarla accidentalmente. Skinner osservò che la leva veniva premuta sempre più spesso: il ratto aveva imparato che azionando la leva otteneva il cibo. Nella terminologia di Skinner il cibo costituisce il rinforzo positivo. Esiste ovviamente anche il rinforzo negativo: se anziché il cibo il topo ottiene una scarica elettrica, impara a non azionare la leva! Questo condizionamento viene detto “operante” proprio perché il soggetto in questione (in questo caso il topo) apprende agendo sugli stimoli ambientali che lo circondano.

Questi due tipi di apprendimento costituisco i pilastri su cui si basa la psicologia moderna - i pochi punti su cui tutti gli studiosi della materia concordano; sono i paradigmi della scienza psicologica.

Il condizionamento classico è stato e viene tuttora utilizzato anche con gli esseri umani. Il caso più famoso è sicuramente quello di un bambino di nome Albert. Questi amava giocare con i topolini bianchi da laboratorio. Il famoso psicologo Watson provò a presentargli un forte rumore alle spalle ogni volta che si avvicinava ai topi. Il risultato fu che la sola vista dei topi suscitava in Albert una risposta di paura e talvolta di pianto. Credo che non sia questa la sede più adatta per fare considerazioni di carattere etico sull’esperimento condotto da Watson, ma fu sicuramente questo modo di procedere e la possibilità di poter controllare così pesantemente l’agire umano a far emergere timori e interessi nei confronti del Comportamentismo.

In modo sicuramente meno cruento, il condizionamento classico (o pavloviano) viene impiegato dai pubblicitari quando cercano di associare una risposta piacevole alla vista dei loro prodotti accoppiandoli ripetutamente con gli stimoli che già producono questo tipo di risposte, ad esempio accoppiando una marca di profumo o prodotti per la telefonia mobile a scene erotiche. Anche l’esperienza quotidiana rende palese l’esistenza del condizionamento classico: chi è stato coinvolto in un grave incidente automobilistico può avere il terrore di guidare di nuovo o perfino di avvicinarsi a un’auto.

Anche il condizionamento operante (o skinneriano) trova applicazione nella società umana. Ovviamente anche per le persone, come per i topi dell’esperimento, possono fungere da rinforzi l’acqua, il cibo e gli stimoli dolorosi. Ma esistono anche dei rinforzi secondari, sociali, quali i voti scolastici, gli elogi, le critiche, una pacca sulla schiena…. Il rinforzo è tanto più efficace quanto più segue immediatamente la risposta.

Il principio del condizionamento operante viene (inconsapevolmente) applicato quando si usa un’attività piacevole per rinforzare un’attività meno piacevole. Quando i genitori dicono al figlio “Puoi andare a giocare dopo aver fatto i compiti” mettono in pratica gli insegnamenti di Skinner. E’ quindi fondamentale che i genitori badino a rinforzare i comportamenti positivi dei loro figli, ad esempio elogiandoli per un bel voto o per una bella performance sportiva. Tuttavia molti genitori pensano più a punire i comportamenti negativi dei propri figli, più che a premiare quelli positivi.

Gli stimoli sociali costituiscono degli importanti rinforzi perché ci mostrano gli effetti del nostro comportamento sull’ambiente e hanno il potere di rendere più o meno frequente questo comportamento in futuro.

Il Comportamentismo ha avuto un peso enorme per lo sviluppo della psicologia moderna, soprattutto perché è stato in grado di porre al centro della propria riflessione proprio l’aspetto più evidente, manipolabile e misurabile dell’agire umano: il comportamento. Gli studiosi, evitando infatti di prendere in considerazione i pensieri che si agitano nella mente (quello che chiamavano “scatola nera”) trasportarono la psicologia dalla pericolosa confusione con la filosofia al nobile e solido terreno della scienza.

Nella società civile il comportamentismo ha avuto riflessi importanti grazia alla facile applicabilità dei suoi dettami. La possibilità di poter “condizionare” così pesantemente la nostra condotta fece emergere con evidenza la paura di essere soggetti alla manipolazione di dittatori piccoli e grandi. Skinner, oltre a essere un grande scienziato (secondo una recente classifica americana è il 40° uomo più importante della storia, dove, per curiosità, al primo posto si trova Gesù), fu un buon romanziere. Nel suo “Wolden Two” ipotizzò una società gestita da ingegneri del comportamento che grazie al meccanismo del rinforzo operante erano in grado di creare una società migliore. Una società che per molti non è altro che un incubo. Non è un caso che in questa breve trattazione non sia mai stata usata la parola “volontà”.

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Pagina aggiornata al 11/05/2007

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