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Guida al cambiamento

Introduzione

con la collaborazione di Anna Fata

Cambiare è il sogno di tutti, ma riuscirci non è facilissimo. Il cambiamento è infatti un processo, cioè una serie di operazioni successive che pianificate in modo adeguato e sostenute da sufficienti risorse conducono al risultato desiderato. Se hai deciso di cambiare te stesso invece di cambiare gli altri, sei già a buon punto. Questo significa che invece di continuare a incolpare gli altri della tua insoddisfazione hai deciso di prendere in mano le redini della tua vita, e di agire. In altre parole hai compiuto il primo passo indispensabile a ogni cambiamento: l’assunzione di responsabilità. Noi siamo responsabili del nostro cambiamento; per cambiare dobbiamo agire, e per agire dobbiamo prima essere in grado di vedere la possibilità di una scelta reale. Una volta identificata l’opzione possibile, la responsabilità di condurre il progetto al successo è interamente nostra.

Cambiare dentro
Spesso ci si aspetta che una svolta arrivi dall’esterno, dagli altri, che capiti qualcosa al di fuori di noi. Affinché il cambiamento diventi una svolta vera e propria è necessario guardare dentro di noi (introspezione), per verificare quanto siamo disponibili a modificare noi stessi ed il nostro modo di guardare le cose, senza volerle incasellare a tutti i costi nei nostri schemi abituali prefissati.

Quando desideriamo cambiare?
E’ improbabile che noi desideriamo modificare una situazione di benessere, e quindi la nostra voglia di cambiamento nasce dalla nostra insoddisfazione – una sensazione che possiamo percepire in maniera più o meno vaga e indistinta fino a quando gli eventi non ci portano a dover affrontare un disagio magari a lungo rimosso. Ma come è possibile che a volte ci vogliano anni e molte sofferenze cui non riusciamo neppure a dare un nome, perché ci accorgiamo che è ora di cambiare qualcosa? Uno degli ostacoli fondamentali al cambiamento consiste nel fatto che spesso noi ci adattiamo a una situazione in cui non vi è spazio per comportamenti diversi da quelli abituali. Oltre a questa specie di assuefazione a situazioni e condizioni che spesso in realtà ci fanno solo soffrire, dobbiamo tenere conto della resistenza al cambiamento. Il cambiamento richiede un’energia superiore alla nostra naturale inerzia, una forza passiva che tende a inchiodarci al nostro status quo e ci impedisce di mettere in moto le risorse richieste per cambiare.

Perché abbiamo voglia di cambiare?
Quando si avverte il desiderio, la necessità di cambiare, è sempre bene chiedersi perché si desidera cambiare, quali sono le nostre aspettative. Nel caso, ad esempio, della chirurgia estetica tali interrogativi sono di fondamentale importanza: non è un caso che spesso tali interventi si susseguano più volte nel tempo, alla ricerca di una perfezione difficilmente raggiungibile. In tali casi è bene chiedersi perché si desidera modificare chirurgicamente il proprio aspetto fisico, quali altri aspetti di noi stessi vogliamo compensare tramite la bellezza fisica e così via.

Far pace con noi stessi e con la realtà
“Bisogna imparare a sopportare quello che non si può evitare. La nostra vita è composta, come l’armonia del mondo, di cose contrarie, e anche di toni diversi, dolci e aspri, acuti e bassi, molli e gravi. Il musicista che amasse solo i primi, che cosa vorrebbe dire? Bisogna che sappia servirsene nel complesso e mescolarli. E così noi, i beni e i mali, che sono consustanziali alla nostra vita.” Friedrich Nietzsche

Per cambiare è fondamentale:

  1. Essere disponibili al rischio

  2. Avere la capacità di superare le emozioni negative (paura, senso di colpa, vergogna)

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