In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e
indipendentemente dalla nostra età, il nostro
cervello impiega un intero repertorio di capacità
sofisticate, le
funzioni cognitive, che ci servono per attività
come elaborare un itinerario, ricordarci un numero
di telefono, riconoscere un viso, calcolare
mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale
o anche semplicemente leggere questo testo.
Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del
pensiero, dell’azione e della comunicazione.
La
memoria La memoria è la funzione cognitiva più ampiamente
sollecitata nella maggior parte delle nostre azioni,
e interviene per registrare
o richiamare le informazioni più diverse come
un numero di telefono, che cosa abbiamo fatto lo
scorso fine settimana, chi abbiamo visto un mese fa,
il posto in cui abbiamo lasciato le chiavi, il nome
di un certo oggetto o di una persona che ci è stata
presentata di recente, una data storica… Inoltre,
la memoria partecipa in maniera essenziale ad altre
attività cognitive come la lettura, il
ragionamento, il calcolo mentale, la creazione di
immagini mentali, e si trova perciò continuamente attivata in modovolontario o involontario, e permette a ciascuno di noi di
costruirsi un magazzino di conoscenze culturali, di
ricordi personali, di procedure motorie… La
memoria rappresenta il nostro passato e la
conoscenza di noi stessi, e consente
a chiunque di possedere un’identità.
Le lamentele riguardo al funzionamento della memoria sono
moneta corrente soprattutto dopo i cinquant’anni,
quando nasce il timore che un disturbo della memoria
possa essere collegato a una patologia più seria.
Tuttavia, questo è raramente il caso, anche se è
del tutto normale osservare un declino della performance
mnemonica man mano che gli anni avanzano. Noi non
possediamo un solo tipo di memoria, anche se
tendiamo a considerare la memoria con un tutt’uno
invariabilmente “buono” o “cattivo”. In
effetti il ricordo del pasto di ieri sera è molto
diverso dal ricordare qual è la capitale
dell’Honduras. Le ricerche hanno dimostrato che in
funzione del tipo di conoscenza da memorizzare o da
richiamare alla memoria si attivano regioni diverse
del cervello.
Le
memorie si distinguono in funzione della durata e
del tipo di ricordo:
la memoria sensoriale
è la più effimera perché registra tutte le nuove
informazioni percepite in qualche centinaio di
millisecondi. La memoria abreve termine
conserva invece l’informazione per circa un minuto
e la sua capacità è limitata: in media non vengono
registrati più di 7 elementi. E’ questa la
memoria che usiamo quando vogliamo memorizzare un
numero di telefono che non possiamo scrivere, ma la
memoria a breve termine interviene anche nella
lettura perché ci permette di ricordare la frase
che stiamo finendo di leggere garantendo la coerenza
con quella successiva. La memoria a
lungo termine interviene invece quando
desideriamo trattenere un’informazione per un
tempo più lungo, e ha una capacità e una durata di
conservazione dell’informazione praticamente
illimitate. Questa memoria contiene infatti molti
tipi di conoscenze durevoli, per esempio ricordarci
di cosa abbiamo fatto ieri, dell’appuntamento che
abbiamo dal dentista o della serata trascorsa da un
amico rappresentano ricordi personali e
autobiografici nei quali il contesto della
memorizzazione ha molta importanza. Queste
conoscenze vengono raggruppate sotto il termine di memoriaepisodica.
Le conoscenze che riguardano le regole grammaticali,
il senso delle parole, i fatti culturali, i nomi
delle capitali o degli oggetti costituiscono le
conoscenze generali che sono distaccate dal contesto
della memorizzazione, e appartengono alla memoria
semantica. Infine, la memoria a lungo termine
contiene conoscenze che sono difficili da comunicare
in modo esplicito e che tuttavia fanno parte del
nostro know-how personale come suonare il pianoforte, andare il bicicletta,
guidare, abbottonarsi un vestito o allacciarsi le
scarpe. Tutti questi sono comportamenti che noi
attuiamo in maniera automatica, ma che tuttavia
richiedono l’implicazione delle conoscenze
immagazzinate nella memoria. Sapere in quale
posizione si devono mettere le dita sui tasti del
pianoforte per produrre un certo accordo, o quale
manovra ci consente di svoltare a sinistra con la
macchina, fanno parte della memoria procedurale. L’avanzare degli anni non è l’unico
fattore che comporta una degradazione della performance
mnemonica perché la
memoria è collegataanche
ad altri elementi come le circostanze e gli
eventi, la stanchezza o lo stress, la motivazione,
l’emotività… In termini generali, per ricordare
meglio bisogna essere attenti a ciò che si fa, sia
che si legga un testo o che si appoggino gli
occhiali sul tavolo. Per contro, l’aspetto emotivo
è importantissimo, dato che non
possiamo ricordare ciò che per noi non riveste
alcun interesse o senso. Più un’informazione
è ricca di indici emotivi, meglio la memorizzeremo.
Per memorizzare meglio un’informazione possiamo aiutarci
con piccole
strategie: recuperando le informazioni
essenziali alla comprensione, riflettendo e
interrogandoci sul contenuto dell’informazione,
organizzando le informazioni in categorie, creando
associazioni, utilizzando l’informazione appresa
in modo regolare. E se si tratta di compiti di routine,
il modo migliore per ricordarsi di innaffiare le
piante o di prendere le medicine consiste nel
compiere l’azione tutti i giorni alla stessa ora,
magari associandola a un evento particolare come un
pasto o una trasmissione televisiva.
4 piccoli trucchi per allenare una memoria pigra
la
lista della spesa scrivi su un foglio di
carta gli articoli che devi comprare, poi cerca di
memorizzarli raggruppandoli in categorie come
frutta, verdura, conserve, prodotti per la casa,
ecc. Un’altra strategia consiste nel raggruppare
gli articoli in funzione della loro posizione nei
corridoi del supermercato. Comincia con una piccola
lista di 10 articoli al massimo, poi gradualmente
aumenta il numero
i
nomi concediti qualche minuto al
giorno per nominare mentalmente e velocemente tutti
gli oggetti che si trovano in un dato spazio
(l’ufficio, la strada, la tua casa,
l’automobile…)
ricordare
per sempre quando ti presentano qualcuno
cerca di ascoltare bene il suo nome e ripetilo
durante la conversazione. Cerca di visualizzare il
nome scritto e associalo a un’immagine mentale. La
persona che hai conosciuto ha un nome che ti ricorda
qualcos’altro come una persona famosa, il nome di
un animale, un luogo, un oggetto? Crea un legame tra
questa immagine e il nome
tonificare
la memoria visiva chiudi gli occhi ed elenca nel
giusto ordine tutti i negozi di una determinata via,
poi verifica quanti ne hai sbagliati. Per aumentare
la difficoltà di questo piccolo esercizio scegli
una strada più lunga o aggiungi altri dettagli come
il colore dell’insegna, il numero civico, e così
via