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Noi e il nostro cervello

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Noi e il nostro cervello

La memoria

con la collaborazione di Anna Fata

In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e indipendentemente dalla nostra età, il nostro cervello impiega un intero repertorio di capacità sofisticate, le funzioni cognitive, che ci servono per attività come elaborare un itinerario, ricordarci un numero di telefono, riconoscere un viso, calcolare mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale o anche semplicemente leggere questo testo. Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del pensiero, dell’azione e della comunicazione.

Le più importanti funzioni cognitive sono:

La memoria
La memoria è la funzione cognitiva più ampiamente sollecitata nella maggior parte delle nostre azioni, e interviene per registrare o richiamare le informazioni più diverse come un numero di telefono, che cosa abbiamo fatto lo scorso fine settimana, chi abbiamo visto un mese fa, il posto in cui abbiamo lasciato le chiavi, il nome di un certo oggetto o di una persona che ci è stata presentata di recente, una data storica… Inoltre, la memoria partecipa in maniera essenziale ad altre attività cognitive come la lettura, il ragionamento, il calcolo mentale, la creazione di immagini mentali, e si trova perciò continuamente attivata in modo volontario o involontario, e permette a ciascuno di noi di costruirsi un magazzino di conoscenze culturali, di ricordi personali, di procedure motorie… La memoria rappresenta il nostro passato e la conoscenza di noi stessi, e consente a chiunque di possedere un’identità.

Le lamentele riguardo al funzionamento della memoria sono moneta corrente soprattutto dopo i cinquant’anni, quando nasce il timore che un disturbo della memoria possa essere collegato a una patologia più seria. Tuttavia, questo è raramente il caso, anche se è del tutto normale osservare un declino della performance mnemonica man mano che gli anni avanzano. Noi non possediamo un solo tipo di memoria, anche se tendiamo a considerare la memoria con un tutt’uno invariabilmente “buono” o “cattivo”. In effetti il ricordo del pasto di ieri sera è molto diverso dal ricordare qual è la capitale dell’Honduras. Le ricerche hanno dimostrato che in funzione del tipo di conoscenza da memorizzare o da richiamare alla memoria si attivano regioni diverse del cervello.

Le memorie si distinguono in funzione della durata e del tipo di ricordo: la memoria sensoriale è la più effimera perché registra tutte le nuove informazioni percepite in qualche centinaio di millisecondi. La memoria a breve termine conserva invece l’informazione per circa un minuto e la sua capacità è limitata: in media non vengono registrati più di 7 elementi. E’ questa la memoria che usiamo quando vogliamo memorizzare un numero di telefono che non possiamo scrivere, ma la memoria a breve termine interviene anche nella lettura perché ci permette di ricordare la frase che stiamo finendo di leggere garantendo la coerenza con quella successiva. La memoria a lungo termine interviene invece quando desideriamo trattenere un’informazione per un tempo più lungo, e ha una capacità e una durata di conservazione dell’informazione praticamente illimitate. Questa memoria contiene infatti molti tipi di conoscenze durevoli, per esempio ricordarci di cosa abbiamo fatto ieri, dell’appuntamento che abbiamo dal dentista o della serata trascorsa da un amico rappresentano ricordi personali e autobiografici nei quali il contesto della memorizzazione ha molta importanza. Queste conoscenze vengono raggruppate sotto il termine di memoria episodica. Le conoscenze che riguardano le regole grammaticali, il senso delle parole, i fatti culturali, i nomi delle capitali o degli oggetti costituiscono le conoscenze generali che sono distaccate dal contesto della memorizzazione, e appartengono alla memoria semantica. Infine, la memoria a lungo termine contiene conoscenze che sono difficili da comunicare in modo esplicito e che tuttavia fanno parte del nostro know-how personale come suonare il pianoforte, andare il bicicletta, guidare, abbottonarsi un vestito o allacciarsi le scarpe. Tutti questi sono comportamenti che noi attuiamo in maniera automatica, ma che tuttavia richiedono l’implicazione delle conoscenze immagazzinate nella memoria. Sapere in quale posizione si devono mettere le dita sui tasti del pianoforte per produrre un certo accordo, o quale manovra ci consente di svoltare a sinistra con la macchina, fanno parte della memoria procedurale. L’avanzare degli anni non è l’unico fattore che comporta una degradazione della performance mnemonica perché la memoria è collegata anche ad altri elementi come le circostanze e gli eventi, la stanchezza o lo stress, la motivazione, l’emotività… In termini generali, per ricordare meglio bisogna essere attenti a ciò che si fa, sia che si legga un testo o che si appoggino gli occhiali sul tavolo. Per contro, l’aspetto emotivo è importantissimo, dato che non possiamo ricordare ciò che per noi non riveste alcun interesse o senso. Più un’informazione è ricca di indici emotivi, meglio la memorizzeremo.

Per memorizzare meglio un’informazione possiamo aiutarci con piccole strategie: recuperando le informazioni essenziali alla comprensione, riflettendo e interrogandoci sul contenuto dell’informazione, organizzando le informazioni in categorie, creando associazioni, utilizzando l’informazione appresa in modo regolare. E se si tratta di compiti di routine, il modo migliore per ricordarsi di innaffiare le piante o di prendere le medicine consiste nel compiere l’azione tutti i giorni alla stessa ora, magari associandola a un evento particolare come un pasto o una trasmissione televisiva.

4 piccoli trucchi per allenare una memoria pigra

  1. la lista della spesa
    scrivi su un foglio di carta gli articoli che devi comprare, poi cerca di memorizzarli raggruppandoli in categorie come frutta, verdura, conserve, prodotti per la casa, ecc. Un’altra strategia consiste nel raggruppare gli articoli in funzione della loro posizione nei corridoi del supermercato. Comincia con una piccola lista di 10 articoli al massimo, poi gradualmente aumenta il numero  

  2. i nomi
    concediti qualche minuto al giorno per nominare mentalmente e velocemente tutti gli oggetti che si trovano in un dato spazio (l’ufficio, la strada, la tua casa, l’automobile…)

  3. ricordare per sempre
    quando ti presentano qualcuno cerca di ascoltare bene il suo nome e ripetilo durante la conversazione. Cerca di visualizzare il nome scritto e associalo a un’immagine mentale. La persona che hai conosciuto ha un nome che ti ricorda qualcos’altro come una persona famosa, il nome di un animale, un luogo, un oggetto? Crea un legame tra questa immagine e il nome

  4. tonificare la memoria visiva
    chiudi gli occhi ed elenca nel giusto ordine tutti i negozi di una determinata via, poi verifica quanti ne hai sbagliati. Per aumentare la difficoltà di questo piccolo esercizio scegli una strada più lunga o aggiungi altri dettagli come il colore dell’insegna, il numero civico, e così via.

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