In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e
indipendentemente dalla nostra età, il nostro
cervello impiega un intero repertorio di capacità
sofisticate, le
funzioni cognitive, che ci servono per attività
come elaborare un itinerario, ricordarci un numero
di telefono, riconoscere un viso, calcolare
mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale
o anche semplicemente leggere questo testo.
Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del
pensiero, dell’azione e della comunicazione.
L’attenzione
è importantissima nel comportamento umano, dato che
molte attività cerebrali richiedono una forte
concentrazione sia per la memorizzazione di
un’informazione, sia per la comprensione di un
testo o la ricerca di un particolare termine quando
si parla. L’attenzione è infatti una funzione
cognitiva particolarmente complessa che corrisponde
alla selezione di un evento
esterno - un suono, un’immagine o un odore - o
interno -
un pensiero, che deve essere mantenuto a un certo
livello di coscienza. L’attenzione può
intervenire in maniera automatica, come nel caso di
uno sparo o di un tuono che attivano in noi uno stato
di allerta che ci permette di mantenere un
livello di vigilanza ed eventualmente di
modificarlo. Il nostro grado di attenzione è quindi
fortemente condizionato dai cambiamenti che
avvengono nel nostro ambiente.
Ma
l’attenzione può anche intervenire in modo
volontario, e si produce quando si manifesta un
desiderio, un bisogno o un’intenzione qualunque
necessaria a raggiungere un certo obiettivo.
L’attenzione può essere selettiva
– dato che non ci è possibile elaborare
simultaneamente tutta l’informazione che ci si
presenta in ogni secondo, il nostro cervello
procedere a un’analisi. Questo tipo di attenzione
entra in scena quando dobbiamo effettuare una scelta
per la selezione di un informazione specifica in
funzione delle nostre aspettative e delle
circostanze nelle quali la nostra scelta si iscrive,
e noi tenderemo a esaminare solo l’informazione
che abbiamo selezionato. L’attenzione selettiva
consente quindi di focalizzarsi su un punto
separandosi mentalmente dall’ambiente senza aver
bisogno di isolarsi fisicamente.
L’attenzione
può essere condivisa,
come avviene nella vita di tutti i giorni quando
dobbiamo svolgere più azioni contemporaneamente,
per esempio quando parliamo al telefono mentre
guidiamo. In questo caso l’attenzione viene
condivisa da molte informazioni, e perciò richiede
più risorse. Ma mentre per esempio studiare con un
sottofondo musicale non rappresenterà un problema
per una persona molto giovane, mobilitare tutte le
risorse necessarie alla concentrazione nelle stesse
condizioni sarà più difficile per una persona un
po’ più avanti negli anni. Con l’età compare
infatti una diminuzione delle risorse in termini di
attenzione e una maggiore sensibilità alle
interferenze che ci rendono meno efficaci nelle
situazioni di azioni multiple. L’interazione
tra le due funzioni cognitive attenzione
e memoria
è enorme: l’attenzione viene mobilitata in
particolare quando l’informazione da elaborare è
nuova, cioè quando non ha equivalenti nella
memoria. In effetti un’informazione conosciuta o
familiare, per esempio la disposizione dei mobili in
casa di un amico, non attira più l’occhio;
l’attenzione si sposterà su un’informazione
familiare solo se viene registrata una differenza
rispetto al contesto abituale, per esempio se in
casa del nostro amico è arrivato un nuovo mobile o
se qualche oggetto è stato spostato, oppure se
cerchiamo volontariamente un oggetto
nell’ambiente. Al contrario, il nostro nome
pronunciato durante una festa attiva immediatamente
la nostra attenzione, anche se questa informazione
ci è estremamente familiare.