In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e
indipendentemente dalla nostra età, il nostro
cervello impiega un intero repertorio di capacità
sofisticate, le
funzioni cognitive, che ci servono per attività
come elaborare un itinerario, ricordarci un numero
di telefono, riconoscere un viso, calcolare
mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale
o anche semplicemente leggere questo testo.
Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del
pensiero, dell’azione e della comunicazione.
Le più importanti funzioni cognitive sono:
Il
linguaggio
È la caratteristica
umana per eccellenza, che ogni giorno adoperiamo
in tutte le sfumature: orale
(comprensione ed espressione) e scritta
(lettura e scrittura). In una conversazione, per
esempio, noi creiamo delle frasi scegliendo nel
nostro vocabolario le più appropriate
all’interlocutore e alla circostanza, poi le
organizziamo tra di loro rispettando le regole della
sintassi. Quando dobbiamo scrivere una lettera noi
seguiamo le regole grammaticali ma siamo anche
attenti all’ortografia, e ci sforziamo di
scegliere i sinonimi per evitare le ripetizioni;
quando leggiamo un giornale o un libro o un
documento professionale, noi analizziamo le parole
presenti e cerchiamo quelle “chiave” che ci
aiuteranno a memorizzare i concetti più importanti.
La
lettura è un’attività mentale complessa che
implica diversi tipi di analisi sulle parole: l’analisi visiva
consente di stabilire che una certa forma
corrisponde a una certa lettera o parola; l’analisi
ortografica consente di scoprire eventuali
errori, l’analisi
sintattica permette di stabilire se una data
frase corrisponde alla struttura grammaticale
corretta, l’analisi
fonologica serve al riconoscimento sonoro di una
parola, cioè al riconoscimento della sua pronuncia,
e infine l’analisi semantica estrae il senso dalle parole e conduce alla
comprensione globale della frase.
La lettura
di una parola viene facilitata dalla sua frequenza di apparizione in una data lingua, perciò più un termine
è frequente, più sarà velocemente identificato.
Questo potrebbe significare che la facilità con la
quale si ritrova una parola immagazzinata nella
memoria è direttamente legata alla sua frequenza di
comparsa nella lingua. Allo stesso modo, anche la
coerenza della parola con il contesto della
frase facilita la lettura. Quando leggiamo
l’inizio di un periodo, ci aspettiamo
effettivamente di leggere poi una parola coerente
con il senso della frase. Se iniziamo a leggere la
frase “era metà mandarino e metà…”, ci
aspettiamo che la parola che segue sia “arancia”
piuttosto che “ciliegia” o qualunque altro
termine. La facilità di lettura di una parola
dipende anche da alcuni criteri
fisici. Noi siamo abituati a leggere parole che
hanno una forma fisica particolare, e se questa
forma non viene rispettata, la lettura è
rallentata. Così, se ci viene presentato un termine
scritto alternativamente in lettere maiuscole e
minuscole, la lettura di quel termine sarà
perturbata. La lettura di un testo avviene per tappe
successive, frase per frase, paragrafo per
paragrafo, e per costruire la coerenza di un testo
noi tratteniamo nella memoria temporanea le
informazioni man mano che le leggiamo. Questo ci
consente di comprendere la tappa successiva, cioè
la frase o il paragrafo che segue. Tuttavia, la
nostra memoria non è in grado di conservare le
frasi come appaiono in un testo, infatti vengono
memorizzate per un tempo più lungo solo le informazioni
più pertinenti (le parole-chiave e i concetti
principali) alla comprensione e al senso del testo,
che potranno venire ulteriormente utilizzate per
farne un riassunto. Le informazioni non pertinenti,
ridondanti o contraddittorie verranno eliminate
dalla memoria per evitare di sovraccaricarla e per
consentire di cogliere il senso globale del testo.
In altri termini, durante la lettura di un testo le
parole vengono organizzate in un insieme coerente
dal quale verrà estratto un significato globale che
verrà associato a un tema centrale. Anche le
conoscenze
del lettore partecipano alla comprensione di un
testo, per esempio se un bambino leggesse la
frase “il ragazzino che passeggiava nel bosco fu
divorato da un elefante” non la troverebbe
incongrua, perché non sa ancora che gli elefanti
non sono carnivori. Parallelamente, quando un
enunciato non è coerente il cervello realizza un
lavoro di deduzione grazie alle sue conoscenze
generali, e lo fa così bene che alla lettura di
frasi apparentemente senza alcun legame come
“l’appartamento era stato devastato. Giovanni
non aveva più soldi” viene stabilita
implicitamente la deduzione “tutto il denaro di
Giovanni si trovava nell’appartamento”, che
permette di trovare la coerenza dell’enunciato.