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Noi e il nostro cervello

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Noi e il nostro cervello

Il linguaggio

con la collaborazione di Anna Fata

In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e indipendentemente dalla nostra età, il nostro cervello impiega un intero repertorio di capacità sofisticate, le funzioni cognitive, che ci servono per attività come elaborare un itinerario, ricordarci un numero di telefono, riconoscere un viso, calcolare mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale o anche semplicemente leggere questo testo. Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del pensiero, dell’azione e della comunicazione.

Le più importanti funzioni cognitive sono:

Il linguaggio
È la caratteristica umana per eccellenza, che ogni giorno adoperiamo in tutte le sfumature: orale (comprensione ed espressione) e scritta (lettura e scrittura). In una conversazione, per esempio, noi creiamo delle frasi scegliendo nel nostro vocabolario le più appropriate all’interlocutore e alla circostanza, poi le organizziamo tra di loro rispettando le regole della sintassi. Quando dobbiamo scrivere una lettera noi seguiamo le regole grammaticali ma siamo anche attenti all’ortografia, e ci sforziamo di scegliere i sinonimi per evitare le ripetizioni; quando leggiamo un giornale o un libro o un documento professionale, noi analizziamo le parole presenti e cerchiamo quelle “chiave” che ci aiuteranno a memorizzare i concetti più importanti.

La lettura è un’attività mentale complessa che implica diversi tipi di analisi sulle parole: l’analisi visiva consente di stabilire che una certa forma corrisponde a una certa lettera o parola; l’analisi ortografica consente di scoprire eventuali errori, l’analisi sintattica permette di stabilire se una data frase corrisponde alla struttura grammaticale corretta, l’analisi fonologica serve al riconoscimento sonoro di una parola, cioè al riconoscimento della sua pronuncia, e infine l’analisi semantica estrae il senso dalle parole e conduce alla comprensione globale della frase.

La lettura di una parola viene facilitata dalla sua frequenza di apparizione in una data lingua, perciò più un termine è frequente, più sarà velocemente identificato. Questo potrebbe significare che la facilità con la quale si ritrova una parola immagazzinata nella memoria è direttamente legata alla sua frequenza di comparsa nella lingua. Allo stesso modo, anche la coerenza della parola con il contesto della frase facilita la lettura. Quando leggiamo l’inizio di un periodo, ci aspettiamo effettivamente di leggere poi una parola coerente con il senso della frase. Se iniziamo a leggere la frase “era metà mandarino e metà…”, ci aspettiamo che la parola che segue sia “arancia” piuttosto che “ciliegia” o qualunque altro termine. La facilità di lettura di una parola dipende anche da alcuni criteri fisici. Noi siamo abituati a leggere parole che hanno una forma fisica particolare, e se questa forma non viene rispettata, la lettura è rallentata. Così, se ci viene presentato un termine scritto alternativamente in lettere maiuscole e minuscole, la lettura di quel termine sarà perturbata. La lettura di un testo avviene per tappe successive, frase per frase, paragrafo per paragrafo, e per costruire la coerenza di un testo noi tratteniamo nella memoria temporanea le informazioni man mano che le leggiamo. Questo ci consente di comprendere la tappa successiva, cioè la frase o il paragrafo che segue. Tuttavia, la nostra memoria non è in grado di conservare le frasi come appaiono in un testo, infatti vengono memorizzate per un tempo più lungo solo le informazioni più pertinenti (le parole-chiave e i concetti principali) alla comprensione e al senso del testo, che potranno venire ulteriormente utilizzate per farne un riassunto. Le informazioni non pertinenti, ridondanti o contraddittorie verranno eliminate dalla memoria per evitare di sovraccaricarla e per consentire di cogliere il senso globale del testo. In altri termini, durante la lettura di un testo le parole vengono organizzate in un insieme coerente dal quale verrà estratto un significato globale che verrà associato a un tema centrale. Anche le conoscenze del lettore partecipano alla comprensione di un testo, per esempio se un bambino leggesse la frase “il ragazzino che passeggiava nel bosco fu divorato da un elefante” non la troverebbe incongrua, perché non sa ancora che gli elefanti non sono carnivori. Parallelamente, quando un enunciato non è coerente il cervello realizza un lavoro di deduzione grazie alle sue conoscenze generali, e lo fa così bene che alla lettura di frasi apparentemente senza alcun legame come “l’appartamento era stato devastato. Giovanni non aveva più soldi” viene stabilita implicitamente la deduzione “tutto il denaro di Giovanni si trovava nell’appartamento”, che permette di trovare la coerenza dell’enunciato.

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Pagina aggiornata al 21/05/2007

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