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Noi e il nostro cervello

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Noi e il nostro cervello

Il linguaggio

con la collaborazione di Anna Fata

In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e indipendentemente dalla nostra età, il nostro cervello impiega un intero repertorio di capacità sofisticate, le funzioni cognitive, che ci servono per attività come elaborare un itinerario, ricordarci un numero di telefono, riconoscere un viso, calcolare mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale o anche semplicemente leggere questo testo. Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del pensiero, dell’azione e della comunicazione.

Le più importanti funzioni cognitive sono:

La creazione di immagini mentali
Se fra quattro oggetti vi si chiedesse di prendere il più cubo più vicino alla piramide non avreste alcun problema, tuttavia anche questa azione apparentemente semplice si basa su processi cognitivi molto più complessi di quanto appare: per esempio, bisognerà prima essere in grado di riconoscere le forme di ciascun dei quattro oggetti per poter discriminare il cubo, poi, dopo aver verificato che i cubi presenti sono due, bisogna decidere quale è il più vicino alla piramide, stimando la distanza che li separa. Poiché viviamo in un mondo nel quale la vista è il nostro senso più sollecitato, ogni giorno noi ci confrontiamo con situazioni che richiedono di riconoscere forme visive e colori, di analizzare la posizione di un oggetto in rapporto a un altro, o di stimare la distanza che separa gli oggetti tra di loro.

Il nostro apparato visivo è responsabile di questa analisi spontanea, più in particolare sono due le diverse parti del cervello che elaborano una la forma degli oggetti, l’altra le loro proprietà spaziali come la dimensione, la posizione, l’orientamento. La vista è quindi una funzione cognitiva molto sofisticata se si considera il numero di informazioni da trattare per ottenere l’analisi di una scena coerente. La vista ci consente anche di identificare gli oggetti che compongono il nostro ambiente, la loro posizione rispetto agli altri oggetti e in rapporto al nostro corpo. Perciò, non solo senza questa capacità non potremmo interagire con l’ambiente, ma gli oggetti presenti nell’ambiente rappresentano degli indici che facilitano il nostro orientamento nello spazio - anche se la capacità di orientarsi correttamente dipende anche dalle informazioni interne che provengono dal nostro corpo come la posizione delle nostre braccia o delle nostre mani. Ogni volta che ci muoviamo, il nostro cervello elabora delle mappe mentali che associate agli indici di riferimento ci permettono di rifare senza problemi un percorso già effettuato in precedenza.

Immaginiamo ora che ci venga chiesto quale è il cubo più vicino alla piramide se si spostasse il cubo di 10 centimetri dal fondo della scena in direzione della piramide. Per rispondere a questa domanda dovremmo spostare mentalmente il cubo dal fondo di una distanza che stimiamo sia dieci centimetri, e dovremmo poi prendere una decisione riguardo a quale sia l’oggetto più prossimo alla piramide. Questo tipo di situazione solleciterà le nostre capacità di creare immagini mentali visive. Questa capacità riflette l’attività cognitiva che consente di percepire qualcosa anche in sua assenza, e non è esclusivamente visiva dato che possiamo creare mentalmente immagini ma anche suoni, odori e sensazioni. Nell’ambito della vista, per esempio, questa facoltà ci dà l’impressione di “vedere” mentalmente un’immagine, come il viso di una persona, senza che questa persona sia fisicamente presente. Grazie a questa capacità si possono creare in noi forme esistenti come visi, corpi, cifre, parole, oggetti, animali… o forme immaginarie come i mostri e le figure astratte, noti o ignoti, immobili o in movimento, colorati o in bianco e nero.

Prima di compiere un’azione complessa, noi possiamo infatti ripetere la successione delle operazioni per verificare se abbiamo trascurato o sottostimato qualche dato; l’esempio tipico è quello del giocatori di scacchi che per valutare la pertinenza delle mosse possibili, simula mentalmente lo spostamento dei suoi pezzi e di quelli del suo avversario, senza toccarli fisicamente. La nostra abilità di formare immagini mentali è sollecitata ogni giorno nelle diverse attività come il pensiero, il sogno, il ragionamento e la risoluzione dei problemi, l’anticipazione degli eventi, il riconoscimento degli oggetti presentati in orientamenti inabituali, la simulazione di un itinerario, la comprensione di una descrizione verbale. Effettivamente, gli elementi che compongono le esperienze che viviamo come i visi, gli oggetti, i suoni, le forme, le sensazioni, gli odori, e così via, vengono registrati nella nostra memoria e riattivati di nuovo nella memoria temporanea quando desideriamo ricordarli; in conseguenza di ciò, le immagini mentali ci appartengono a pieno titolo perché nascono dalla nostra esperienza personale. 

Anche la creatività esiste grazie alla capacità di produrre immagini mentali, la sola che ci offre la possibilità di generare-creare l’immagine di cose che nella realtà non esistono. Questa generazione di nuove immagini è resa possibile dalla combinazione originale di elementi familiari ma anche dalla generazione di tratti nuovi che si possono combinare in forme mai percepite, e ci consente anche di trasformare le immagini - una funzione necessaria alla rotazione mentale. Per esempio, per immaginare la disposizione di un locale si può anticipare il suo aspetto finale facendo ruotare mentalmente in tutte le direzioni i mobili da sistemare, fino a scegliere il posizionamento migliore. Con tutte le sue possibili varianti, la rotazione mentale ci evita in questo esempio di dover spostare i mobili se il risultato non è soddisfacente.

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Pagina aggiornata al 18/06/2007

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