In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e
indipendentemente dalla nostra età, il nostro
cervello impiega un intero repertorio di capacità
sofisticate, le
funzioni cognitive, che ci servono per attività
come elaborare un itinerario, ricordarci un numero
di telefono, riconoscere un viso, calcolare
mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale
o anche semplicemente leggere questo testo.
Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del
pensiero, dell’azione e della comunicazione.
Le più importanti funzioni cognitive sono:
La
creazione di immagini mentali
Se fra quattro oggetti vi si chiedesse di prendere il più
cubo più vicino alla piramide non avreste alcun
problema, tuttavia anche questa azione
apparentemente semplice si basa su processi
cognitivi molto più complessi di quanto appare: per
esempio, bisognerà prima essere in grado di riconoscere
le forme di ciascun dei quattro oggetti per
poter discriminare il cubo, poi, dopo aver
verificato che i cubi presenti sono due, bisogna
decidere quale è il più vicino alla piramide,
stimando la distanza che li separa. Poiché viviamo
in un mondo nel quale la vista è il nostro senso più
sollecitato, ogni giorno noi ci confrontiamo con
situazioni che richiedono di riconoscere forme
visive e colori, di analizzare
la posizione di un oggetto in rapporto a un altro, o
di stimare
la distanza che separa gli oggetti tra di loro.
Il nostro apparato visivo è responsabile di questa analisi
spontanea, più in particolare sono due le diverse
parti del cervello che elaborano una la forma degli
oggetti, l’altra le loro proprietà spaziali come
la dimensione, la posizione, l’orientamento. La vista è quindi una funzione cognitiva molto sofisticata se si
considera il numero di informazioni da trattare per
ottenere l’analisi di una scena coerente. La
vista ci consente anche di identificare gli oggetti
che compongono il nostro ambiente, la loro posizione
rispetto agli altri oggetti e in rapporto al nostro
corpo. Perciò, non solo senza questa capacità non
potremmo interagire con l’ambiente, ma gli oggetti
presenti nell’ambiente rappresentano degli indici
che facilitano il nostro orientamento nello spazio -
anche se la capacità di orientarsi correttamente
dipende anche dalle informazioni interne che
provengono dal nostro corpo come la posizione delle
nostre braccia o delle nostre mani. Ogni volta che
ci muoviamo, il nostro cervello elabora delle mappe
mentali che associate agli indici di riferimento ci
permettono di rifare senza problemi un percorso già
effettuato in precedenza.
Immaginiamo ora che ci venga chiesto quale è il cubo più
vicino alla piramide se si spostasse il cubo di 10
centimetri dal fondo della scena in direzione della
piramide. Per rispondere a questa domanda dovremmo
spostare mentalmente il cubo dal fondo di una
distanza che stimiamo sia dieci centimetri, e
dovremmo poi prendere una decisione riguardo a quale
sia l’oggetto più prossimo alla piramide. Questo
tipo di situazione solleciterà le nostre capacità
di creare
immagini mentali
visive. Questa capacità riflette l’attività
cognitiva che consente di percepire qualcosa anche in sua assenza, e non è esclusivamente visiva dato che possiamo creare
mentalmente immagini ma anche suoni, odori e
sensazioni. Nell’ambito della vista, per esempio,
questa facoltà ci dà l’impressione di
“vedere” mentalmente un’immagine, come il viso
di una persona, senza che questa persona sia
fisicamente presente. Grazie a questa capacità si
possono creare in noi forme
esistenti come visi, corpi, cifre, parole,
oggetti, animali… o forme
immaginarie
come i mostri e le figure astratte, noti o ignoti,
immobili o in movimento, colorati o in bianco e
nero.
Prima di
compiere un’azione complessa, noi possiamo infatti
ripetere la successione delle operazioni per
verificare se abbiamo trascurato o sottostimato
qualche dato; l’esempio tipico è quello del
giocatori di scacchi che per valutare la pertinenza
delle mosse possibili, simula mentalmente lo
spostamento dei suoi pezzi e di quelli del suo
avversario, senza toccarli fisicamente. La nostra
abilità di formare immagini mentali è sollecitata
ogni giorno nelle diverse attività come il
pensiero, il sogno, il ragionamento e la risoluzione
dei problemi, l’anticipazione degli eventi, il
riconoscimento degli oggetti presentati in
orientamenti inabituali, la simulazione di un
itinerario, la comprensione di una descrizione
verbale. Effettivamente, gli elementi che compongono
le esperienze che viviamo come i visi, gli oggetti,
i suoni, le forme, le sensazioni, gli odori, e così
via, vengono registrati nella nostra memoria e
riattivati di nuovo nella memoria temporanea quando
desideriamo ricordarli; in conseguenza di ciò, le
immagini mentali ci appartengono a pieno titolo
perché nascono dalla nostra esperienza personale.
Anche la creatività
esiste grazie alla capacità di produrre immagini
mentali, la sola che ci offre la possibilità di
generare-creare l’immagine di cose che nella realtà
non esistono. Questa generazione di nuove immagini
è resa possibile dalla combinazione originale di
elementi familiari ma anche dalla generazione di
tratti nuovi che si possono combinare in forme mai
percepite, e ci consente anche di trasformare le
immagini - una funzione necessaria alla rotazione
mentale. Per esempio, per immaginare la
disposizione di un locale si può anticipare il suo
aspetto finale facendo ruotare mentalmente in tutte
le direzioni i mobili da sistemare, fino a scegliere
il posizionamento migliore. Con tutte le sue
possibili varianti, la rotazione mentale ci evita in
questo esempio di dover spostare i mobili se il
risultato non è soddisfacente.