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Noi e il nostro cervello

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Noi e il nostro cervello

Il ragionamento

con la collaborazione di Anna Fata

In ogni istante della giornata, a casa o al lavoro, e indipendentemente dalla nostra età, il nostro cervello impiega un intero repertorio di capacità sofisticate, le funzioni cognitive, che ci servono per attività come elaborare un itinerario, ricordarci un numero di telefono, riconoscere un viso, calcolare mentalmente, guidare, suonare uno strumento musicale o anche semplicemente leggere questo testo. Le funzioni cognitive rappresentano il supporto del pensiero, dell’azione e della comunicazione.

Le più importanti funzioni cognitive sono:

Il ragionamento (le funzioni esecutive)
Le funzioni esecutive corrispondono a funzioni elaborate di logica, strategia, pianificazione, risoluzione dei problemi e ragionamento ipotetico-deduttivo, e ci aiutano a risolvere tutti i problemi più o meno complessi del quotidiano. In genere, è bene analizzare con attenzione il contesto e il fine ricercato per anticipare le conseguenze probabili della decisione da prendere. Nella vita quotidiana incontriamo continuamente situazioni complesse o semplicemente nuove come capire perché la macchina non parte, stabilire il percorso migliore per un viaggio, pianificare le operazioni di giardinaggio, trovare le mosse migliori per battere il nostro avversario agli scacchi, e così via. Per meglio affrontare queste situazioni, noi siamo dotati di una triplice capacità di ragionamento: inferenziale, analogico, automatico.

  • il ragionamento inferenziale viene impiegato di fronte a un problema ma incontrato in precedenza e per il quale non esiste una soluzione prefabbricata o nota. Diventa allora necessario identificare tutti gli elementi del problema ed effettuare un lavoro di deduzione per inferenza, di creazione di ipotesi possibili che consentano di trovare la soluzione

  • il ragionamento analogico corrisponde invece al riutilizzo adattato di una soluzione già impiegata di fronte a un problema che presenta specificità comuni con quello da risolvere al momento

  • il ragionamento automatico è considerato invece più come un’applicazione spontanea di una procedura che come un vero e proprio ragionamento, e si applica in genere nel quadro delle situazioni familiari.

Poiché queste situazioni non sono nuove, non richiedono un’attenzione particolare, e quest’ultima può essere impiegata per altri scopi. Per “ragionare bene” è indispensabile procedere per tappe: innanzitutto bisogna analizzare il problema e definire l’obiettivo, in seguito bisogna determinare una strategia e un piano di azione che consentono di risolvere il problema. Se l’obiettivo finale è troppo difficile da raggiungere in una tappa sola, sarà necessario identificare obiettivi intermedi che favoriscano la progressione verso la soluzione. Parallelamente, bisognerà tenere conto dei mezzi esistenti, e degli imperativi materiali o procedurali da rispettare. Infine, si selezionerà una risposta tra molte in competizione tra di loro, e si valuterà-validerà il risultato in rapporto all’intenzione iniziale.

Il ragionamento mette in gioco anche altre funzioni come l’attenzione. Per risolvere un problema, è infatti necessario focalizzare l’attenzione su tutti i dati e scegliere quelli più pertinenti. Questo consentirà di identificare chiaramente l’obiettivo e la strategia richiesta per raggiungere il risultato. L’attenzione permette anche di scartare le interferenze che potrebbero perturbare il ragionamento, e ci aiuta a inibire le risposte automatiche inadatte alla situazione, come per esempio fermarci con il rosso quando il vigile ci indica di proseguire. La memoria a lungo termine svolge un ruolo di rilievo nel ragionamento perché consente di reperire i piani di azione memorizzati per risolvere un nuovo problema. Anche la memoria di lavoro viene fortemente sollecitata perché consente di trattenere nella memoria gli elementi importanti del problema come l’obiettivo da raggiungere, e di associali in configurazioni diverse come una serie di cifre durante un calcolo mentale. Infine, la capacità di creare immagini mentali è imprescindibile nei processi di ragionamento, perché consente di rappresentarsi l’immagine di un oggetto, di una persona, ecc. senza
che essi siano fisicamente presenti
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Pagina aggiornata al 16/07/2007

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