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Il denaro

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Vivere meglio: il denaro

Il denaro

“Tutti cerchiamo la felicità ma senza sapere dove, come gli ubriachi cercano casa sapendo confusamente che c’è”,  scriveva Voltaire. Piccole riflessioni sulla felicità, come coltivarla e come sviluppare quell’intelligenza della vita che aiuta a vivere meglio.

“Guarderò dall’alto tutto il regno della fortuna, ma da quello, se mi sarà data la scelta, prenderò ciò che è migliore
Seneca

Se il denaro non rende felici
La ricerca empirica conferma che la felicità si raggiunge in settori ‘ordinari’ della vita - nella famiglia, con gli amici, e nel lavoro. Tutti sappiamo che il livello di benessere cresce con il reddito, ma questo vale soprattutto in relazione al punto di partenza: c’è più felicità nel passare da una vita miserabile a una in cui le esigenze fondamentali sono soddisfatte, che nel diventare un po’ (o molto) più ricchi di quanto si era già, perché “man mano che la situazione migliora – scrive Pinker - i ricavi in termini di accresciuto benessere diminuiscono: più cibo è meglio, ma solo fino a un certo punto. Man mano che la situazione peggiora, invece, il decrescere del benessere può finire per escluderti dal gioco: non abbastanza cibo, e sei morto.” Gli esseri umani hanno un’attitudine ormai confermata da tutti gli studi: per tutti noi le perdite contano più dei guadagni, e per una ragione tutt’altro che allegra: “per stare molto peggio ci sono molti modi, mentre per stare molto meglio no. Il che rende le possibili perdite più meritevoli di attenzione dei guadagni: ci sono più cose che ci rendono infelici di quante ci rendano felici.”

L’erba del vicino…

“Avere successo non basta. Bisogna che falliscano gli altri.”
Gore Vidal

Il nostro stato relativo, cioè la nostra condizione rispetto a quella degli altri, è più importante della nostra fortuna in termini assoluti, e questo spiega perché sentiamo il bisogno di misurarci costantemente con il prossimo. Gran parte del nostro malessere deriva dall’invidia, come scrive Pinker: “nel corso dei secoli, gli osservatori della natura umana hanno fatto notare questo aspetto tragico della questione: le persone sono felici quando stanno meglio del loro prossimo, infelici quando stanno peggio.”

Una ricerca condotta da Diener mostra che il tasso più alto di benessere soggettivo si riscontra nei paesi che hanno il livello economico più elevato, i diritti civili più evoluti, e una cultura fondata sull’individualismo. Ma nella realtà di tutti i giorni, per quanto benessere vale la pena di darsi da fare? Ecco come risponde Pinker: “perché l’ottimo non sia nemico del bene, occorre che il perseguimento della felicità sia tarato su ciò che è ottenibile con sforzi ragionevoli nell’ambiente in cui ci si trova a vivere. Come sappiamo che cosa è ragionevolmente ottenibile? Una buona fonte di informazioni è ciò che hanno ottenuto gli altri. Se possono averlo loro, forse possiamo averlo anche noi.”

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Pagina aggiornata al 11/05/2007

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