Buone
notizie per quella parte dell’umanità che si
crede perseguitata dalla sfortuna. “Nella vita
alcuni fra i fattori più determinanti derivano
spesso da circostanze estremamente banali”, scrive
Richard Wiseman, “e la fortuna non ha niente di
fortuito. Il fattore fortuna ha il dono
dell’ubiquità”. Quattro princìpi quattro per
sorridere alla sorte e cambiare vita.
"La
fortuna di avere talento non è sufficiente; bisogna
avere anche il talento di avere fortuna"
Hector
Berlioz
“I fortunati incontrano il
partner ideale, realizzano le loro ambizioni, hanno
un lavoro che li soddisfa, vivono un’esistenza
interessante e spesso sono felici. Ma il loro
successo non deriva da sforzi particolari: non hanno
una capacità eccezionale di lavoro, e neppure un
talento o un’intelligenza fuori dal comune. Si
direbbe piuttosto che hanno
il dono misterioso di trovarsi al posto giusto al
momento giusto, e che sono
più capaci
di avvantaggiarsi delle buone occasioni rispetto
ai comuni mortali.” Comincia così “The
Luck Factor” del dr. Richard Wiseman,
psicologo. Dieci anni di studi condotti su centinaia
di persone “fortunate” e “sfortunate” sono
la base dei quattro
princìpi per accrescere quello che Wiseman
chiama “il capitale-fortuna”, che forse non farà
la nostra, ma di certo contribuirà alla sua: appena
uscito, il libro è già stato pubblicato in
Inghilterra, in Francia e negli Stati Uniti, dove si
sta avviando a diventare un vero best-seller.
Inutile ignorarlo, scrive Wiseman, la
fortuna svolge un ruolo fondamentale in moltissimi
ambiti, e ha il potere di trasformare la nostra
vita – “prospettiva che terrorizza moltissimi di
noi, la maggior parte delle persone ama dirsi che ha
in mano tutte le carte del proprio futuro. Ma questa
impressione di essere padroni della situazione è in
gran parte illusoria. La fortuna può cambiare tutto
in un batter d’occhio. Ovunque, in qualunque
momento, e senza il minimo avvertimento”.
fortuna:
s. f.
etimologia: Lat. fortu¯na(m),
deriv. di fo°rs
'caso, sorte'
1 la sorte, buona o cattiva, di qualcuno o di
qualcosa, che gli antichi personificavano nella dea
Fortuna, distributrice a caso di felicità o
sventura; destino: fortuna
cieca; buona,
cattiva
fortuna; i
capricci della fortuna | essere
figlio della fortuna, essere particolarmente
fortunato | leggere
la fortuna, predire la sorte leggendo la mano,
oppure facendo le carte | la
Fortuna, una delle carte nel gioco dei tarocchi
2 buona
sorte; occasione felice; cosa o persona che porta
vantaggi: cercare,
tentare la
fortuna; aver
fortuna negli affari, nel
gioco; è
stato la fortuna della sua famiglia | avere
una fortuna sfacciata, essere fortunatissimo | la
fortuna di un libro, di
uno scrittore, il suo successo | portar
fortuna, si dice di cosa o di persona a cui si
attribuisce la facoltà di influenzare in senso
favorevole l'andamento delle cose | colpo
di fortuna, vincita, grosso guadagno, buon
affare e sim., inaspettato o quasi fortuito | avere
la fortuna di, essere fortunato relativamente a
qualcosa: non
ho avuto la fortuna di conoscerlo ' afferrare,
pigliare la
fortuna per i capelli, per
il ciuffo, (fig.)
non lasciarsi sfuggire la buona occasione | per
fortuna, fortuna
che... , per buona sorte.
(fonte: Dizionario della
Lingua Italiana, Garzanti)
fortunato:
agg.
1 che ha
fortuna, favorito dalla fortuna: uomo
fortunato ' nelle presentazioni, come formula di
cortesia: fortunato
di conoscerla; fortunatissimo!
2 che
riesce bene, che ha buon esito: impresa
fortunata
3 che
porta fortuna, che ha conseguenze buone: caso,
giorno, incontro
fortunato
(fonte: Dizionario della
Lingua Italiana, Garzanti)
Per partecipare al
sondaggio di Wiseman, i volontari dovevano
dichiarare se si consideravano fortunati o
sfortunati, cioè se “gli eventi, dovuti
apparentemente al caso, avevano giocato in
modo costante a loro favore
o a loro sfavore”. Dopodiché, dovevano
precisare se si ritenevano fortunati o sfortunati in
otto ambiti precisi, tra i quali il lavoro, le
relazioni private, la vita familiare, la salute e le
finanze. Il risultato del sondaggio iniziale è
stato il seguente: il
50% dei partecipanti si riteneva fortunato, il 14%
sfortunato, e il 36%
né fortunato, né sfortunato. “Dettaglio
interessante, scrive Wiseman, “i
soggetti che indicavano di essere fortunati in un
certo ambito erano inclini a sostenere di essere
fortunati anche negli altri. I fortunati in
materia finanziaria si dichiaravano fortunati anche
nella vita familiare, mentre gli sfortunati nella
professione lo erano anche nella vita privata”. I
risultati del sondaggio si sono rivelati
notevolmente costanti: “alcuni soggetti sembravano
capaci di attirare sempre la fortuna, mentre altri
sempre la sfortuna. La maggior parte era convinta di
dovere fortuna o sfortuna al semplice caso:
improvvisamente, la vita dei fortunati era
costellata di incontri
– con persone care o con colleghi – che finivano
sempre per portare qualcosa di positivo. Gli
sfortunati invece attribuivano incidenti e malasorte
solo al
caso”.