Due
persone: la
prima si sveglia, mette i piedi terra e pesta il
gatto che accovacciato accanto al letto, lo graffia.
Preparatosi, esce di casa e, si accorge di aver
dimenticato la chiavi all’interno; così decide di
rientrare dalla finestra … ma scivola e cade,
rompendosi una gamba. La
seconda si riprende dal sonno, guarda dove ha
messo le ciabatte, le infila e va a prepararsi;
mentre getta l’occhio, si accorge che il documento
che aveva perso, spunta miracolosamente da sotto il
letto. Prima di uscire controlla di aver preso tutto
e infine mentre si incammina per andare alla
macchina vede una banconota sul marciapiede.
Istintivamente, ci verrebbe da dire che la giornata
del primo è alla mercé della cattiva sorte, mentre
il secondo è stato "baciato da una buona
stella". Il motivo reale per cui i due hanno
destini diversi è però da
addebitare a un unico motivo: la
distrazione. Molti incidenti, rovinose cadute,
smarrimenti di cose importanti e gaffes
imbarazzanti hanno come causa l’essere distratti.
Per qualcuno essere assorto nei suoi pensieri è un
modo di essere (sono così le persone fantasiose o
creative ad esempio), ma per tutti avere pensieri, preoccupazioni,
ansie o magoni può decuplicare il rischio di avere
brutte sorprese. Anche in
amore, la "fortuna" o la "jella"
possono avere a che fare con il non guardare: i
migliori seduttori sono infatti ottimi osservatori,
qualità che li mette in condizione di scegliere le
"prede" giuste e di cogliere i momenti più
congeniali per fare presa sul prescelto.
Un
consiglio per tutti
è quindi "tenere sempre (o quasi) gli occhi
ben aperti": si sarà più pronti a scansare le
disgrazie e si diventerà più accorti e tempestivi
quando si presentano le opportunità.