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Lo sviluppo e la valutazione della personalità

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L'intelligenza

Lo sviluppo e la valutazione della personalità

di Daniele Monzani

La nostra personalità: come si sviluppa, e come la si può valutare.
Carattere, personalità, identità: queste parole sono davvero sinonimi? Che cos’è la personalità e come si costruisce? E quali sono i modi più diffusi per valutarla? Teorie e curiosità.

Il termine personalità (che deriva dal latino persona, cioè “maschera”) evoca certe caratteristiche stabili che differenziano un individuo dall’altro e che denotano un modo di essere, di sentire, di rapportarsi al mondo esterno abbastanza coerenti.

Le diverse correnti della psicologia che hanno cercato di approfondire questo argomento si dividono tra quelle che analizzano la struttura della personalità e quelle che studiano il suo rapporto dinamico con l’ambiente.
L’analisi della struttura riguarda come la personalità si presenta e come essa si identifica nei tratti, i caratteri distintivi dell’individualità. Il tratto è una tendenza ad agire, a provare emozioni, a elaborare informazioni, a reagire e a programmare linea di condotta. I tratti sono relativamente indipendenti dal mutare delle circostanze e sono stabili nel tempo. Il termine carattere è spesso usato come sinonimo di personalità, anche se in realtà denota più delle componenti di valore e di morale.

Lo sviluppo della personalità si compie attraverso il confronto con l’ambiente che ci circonda. La persona non
è il soggetto passivo di questa interazione, ma è in grado di condurre la linea del suo sviluppo attraverso l’attiva costruzione o scelta degli ambienti culturali, sociali e biologici di riferimento.

Una teoria che ha riscosso enorme successo nello studio della personalità, soprattutto in virtù della sua capacità di fornire strumenti per l’analisi e la valutazione della personalità, è la Psicologia dei Tratti. E’ un indirizzo che sottolinea l’esistenza di una struttura latente di caratteristiche e di disposizioni di base in grado di guidare l’agire umano con coerenza e stabilità. Il modello statistico di riferimento è l’analisi fattoriale, attraverso la quale fu possibile identificare un numero limitato di caratteristiche -di tratti - in grado di spiegare in buona misura la variabilità umana. Raymond Cattel individuò 16 fattori della personalità che condividevano ampie proporzioni di variabilità. Attraverso i suoi studi Cattel giunse alla costruzione di un test di personalità ampiamente utilizzato nella pratica clinica, educativa e nella psicologia del lavoro: il 16 PF

Attraverso una tecnica sostanzialmente simile Gordon Allport giunse all’individuazione di 5 fattori di personalità e alla costruzione di un strumento per la loro misurazione. Questi cinque fattori, i cosiddetti Big Five, sono:

  • l’energia: rende conto di un rapporto entusiasta del sé con la vita e le esperienze;

  • l’amicalità: comprende l’altruismo, la cordialità, il prendersi cura, la fiducia;

  • la coscienziosità: fa riferimento alla capacità di autoregolarsi, di essere responsabili;

  • la stabilità emotiva: misura aspetti come la rabbia, l’irritabilità, l’ansietà, la fragilità;

  • l’apertura mentale: valuta la disponibilità ad accettare nuove idee, valori, fantasie.

Per quanto concerne la misurazione dei Big Five sono due gli strumenti maggiormente in uso: il BFQ e il NEO-PI.

Una terza corrente particolarmente interessante è quella che si identifica con la teoria cognitivo-sociale, secondo la quale l’ambiente svolge un ruolo determinante nella formazione della personalità attraverso il meccanismo dei rinforzi che premiano o puniscono un determinato comportamento. La personalità svolge un ruolo attivo in questo sistema attraverso la riflessione, l’assimilazione e la trasformazione dell’ambiente esterno. In questa teoria assume particolare rilievo il concetto di auto-efficacia (self-efficacy), intesa come fiducia nelle proprie capacità
di poter organizzare e compiere una serie di azioni volte al raggiungimento di un obiettivo. L’auto-efficacia è specifica nel senso che la persona può ritenere di riuscire a dominare una situazione ma non altre verso le quali si sente invece vulnerabile. Questi concetti trovano ampia applicazione nella psicologia clinica, educativa, organizzativa, della salute e dello sport.

Le teorie interazioniste, in conclusione, sottolineano i rapporti di causalità reciproca tra gli individui, che nel loro agire sociale influenzano l’un l’altro le proprie azioni. I vari fattori cognitivi, comportamentali, affettivi, sociali agiscono contemporaneamente da causa ed effetto sulla condotta individuale. Le persone si sviluppano come sistemi aperti (agli altri, all’ambiente) e con comportamenti coerenti nel tempo, con l’obiettivo di massimizzare il funzionamento del sistema.

Innanzitutto i test misurano capacità che il mondo occidentale considera indici di intelligenza e gli stessi test sono nati e sono stati standardizzati su popolazioni bianche. Come a dire che i test di intelligenza sono dati per sottolineare certe differenze e non altre. In secondo luogo le osservazioni sperimentali negli Stati Uniti implicano spesso una sovrapposizione tra razza e contesto sociale. Le popolazioni nere negli USA appartengono (e appartenevano ancora di più all’epoca di questi studi) a classi sociali disagiate, con l’ovvia impossibilità di determinare se i minori punteggi nei test di intelligenza erano legati a fattori genetici di razza o alla povertà del contesto sociale di riferimento.

Pulsioni e aspirazioni
Le diverse teorie si differenziano nel tentativo di chiarire i tempi, i modi e i meccanismi che regolano lo sviluppo della personalità. La psicoanalisi di Freud, per esempio, fornisce un importante contributo nel dibattito sulle dinamiche dello sviluppo, ponendo al centro della propria riflessione le dimensioni “profonde” della personalità. La classica teoria freudiana individua nelle pulsioni di origine innata la fonte di energia che guida la condotta umana. La loro natura è inconscia e il loro fine è il soddisfacimento dei bisogni dell’organismo attraverso il quale è possibile raggiungere un ottimale equilibrio. Lo sviluppo della personalità si articola attraverso tre diverse strutture: l’Io, l’Es e il Super Io. L’Io persegue il soddisfacimento dei bisogni in accordo con le esigenze della realtà; l’Es è la fonte dell’energia della persona nonché la fonte dei bisogni individuali; il Super Io si sviluppa attraverso l’interiorizzazione delle norme sociali e genitoriali.

Uno sviluppo particolarmente interessante della psicoanalisi è la psicologia analitica di Gustav Jung per la quale la personalità è l’incontro della storia individuale e della storia collettiva della società. La personalità si configura come l’espressione di un anelito alla realizzazione di sé, alla completezza e alla creatività.

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Pagina aggiornata al 11/05/2007

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