Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona notte, oggi è venerdì 21 novembre 2008

I primi giorni in un nuovo ambiente

pubblicità

gli speciali di duepiu.net
 

pubblicità

» vai a:

» indice degli Speciali

Il lavoro

I primi giorni in un nuovo ambiente

Inquietudine, angoscia, eccitazione… il primo giorno in un nuovo posto di lavoro è un’altalena di emozioni. Come sopravvivere al primo giorno, e affrontare quelli successivi.

Spesso, il primo giorno di lavoro in un nuovo impiego è il più difficile. Non si conosce nessuno, ci si perde nei locali, e peggio ancora se ci viene detto che non ci è ancora stato assegnato uno spazio preciso, e che nessun compito particolare ci aspetta. La missione così urgente per la quale siete stati assunti, forse non era proprio questione di vita e di morte… Pazienza! La prima cosa da fare è conoscere i futuri colleghi e i superiori. Un consiglio: sforzatevi di ricordare i nomi, prendete nota dei numeri interni e delle funzioni di ciascuno. In capo a una settimana, nessuno vi perdonerà più questo tipo di ignoranza. E ora ecco qualche piccolo stress da mettere in conto:

  • ho scelto male
    ci saranno dei momenti di dubbio, e bisognerà accettarli. E’ del tutto normale, dopo aver preso una decisione importante come quella di un nuovo lavoro, chiedersi “ma cosa ho fatto?”. Datevi il tempo di abituarvi

  • non capisco cosa sto facendo
    a tratti, vi sembrerà di sentirvi perduti e senza competenze. Nessuno si aspetta che sappiate tutto subito. Dopo circa tre mesi, vi risveglierete sapendo per filo e per segno tutto quello che c’è da sapere

  • non piaccio a nessuno
    entrare in un nuovo ambiente di lavoro è un po’ come il primo giorno di scuola. I colleghi sono già divisi in gruppetti, o in gruppi di affinità. Dovrete perciò fare uno sforzo per avvicinarvi agli altri, fare quel primo passo indispensabile a creare un legame. Siate aperti e amichevoli, andate incontro agli altri

  • sono un incapace
    è una sensazione frequente nei primi tempi. Prendetela sul serio, ma non condannatevi. Riconoscete i vostri errori, se ne avete commessi, ed evitate di ripeterli in futuro. Stabilite in quale modo potete migliorare le cose, e infine, se il vostro errore ha danneggiato qualcuno, scusatevi immediatamente con la persona o le persone coinvolte

  • sono inefficiente
    è il fattore stressante più diffuso per chi comincia una carriera, non vi resta che abituarvi. Avrete sempre mille cose da fare, e mai abbastanza tempo per farle tutte. Non fatevi prendere dal panico, cercate piuttosto di stabilire delle priorità e sforzatevi di lavorare su un solo compito alla volta. Se siete veramente oberati, nulla vieta di rifiutare ulteriori carichi di lavoro fino a quando quelli precedenti sono stati smaltiti

Insomma, non fatevi prendere dalla paranoia. Tutti sono passati dal fatidico “primo giorno”, con le sue sensazioni di inefficacia e l’impressione di dipendenza totale. Per sentirsi meglio il più in fretta possibile, presentatevi ai colleghi che non vi sono stati presentati. Dite chiaramente chi siete, quale mansione andrete a ricoprire e da dove venite. Ricordate che è compito vostro insegnare agli altri come trattarvi. Se vi lasciate umiliare perché non conoscete nemmeno l’abc del nuovo ambiente, sarà difficile, più tardi, ottenere rispetto dagli altri. E anche se i colleghi sono tenuti a mostrarsi comprensivi, non siete autorizzati a non sapere niente di niente. Agli inizi, persino in una riunione è meglio lanciare un suggerimento preceduto da una frase del tipo “non sono a conoscenza di tutti gli elementi, ma alla luce delle informazioni che ho…”. Vi si perdonerà facilmente un errore dovuto alla vostra mancanza di conoscenza della cultura d’impresa, mentre un commento del tipo “no, non ho proprio idee” resterà a lungo negli annali dell’azienda. Interessatevi a tutto quello che succede intorno a voi, e fate domande, ma attenzione, la scelta delle parole è molto importante: meglio esordire con “come…” o “è possibile che…” piuttosto che con “perché…?”  Per esempio, “a cosa serve la busta così grande?” è meglio di “perché usi la busta grande?”, che può assomigliare a un vago rimprovero.

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 »

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 11/05/2007

copyright © duepiu.net 2000-2008, tutti i diritti riservati